venerdì 3 gennaio 2014

1Cor 3,11


"Cristo, unico fondamento della Chiesa" (cf 1 Cor 3,11)



Gesù è la realizzazione delle attese e delle speranze di Israele. Lo Spirito scende su di Lui nel battesimo al Giordano e lo consacra a portare la salvezza di Dio. Questa salvezza diventa buona notizia ai poveri, libertà annunciata ai prigionieri, vista offerta ai ciechi, dignità per gli oppressi e anno di grazia come dono di Dio.

Questa salvezza ora non è più offerta in un tempo indeterminato, ma avviene "oggi", nell'"oggi" del tempo compiuto finalmente dal Figlio di Dio fatto uomo. È in questo tempo di grazia che il Signore incontra le strade delle sue creature e si propone come Salvatore.

L'oggi di Gesù diventa l'oggi per noi, chiamati a rispondere all'invito del Signore, a reagire in maniera positiva e decisiva alle sue proposte di salvezza. Gesù realizza la Parola di Dio, anzi Egli è la Parola stessa di Dio, che colma la mia vita non di cose, ma di persone da amare. E può ricomporre in unità i frammenti di questo mondo, con un amore che diventa condivisione, attenzione, senso, vista, liberazione, strada comune.

Però dobbiamo sempre ricordare che “la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)! Se fabbrichiamo la verità (“v” minuscolo) secondo le nostre proprie teste, come fanno tantissimi persone oggi, domani c’è la schiavitù. Invece se cerchiamo la Verità (“V” maiuscolo) da Gesù spiegato dalla Sua Chiesa (il Catechismo della Chiesa Cattolica; www.vatican.va/archive/ccc/), e mettiamo in pratica la Verità con l’aiuto di Gesù, con tanta preghiera ed i Sacramenti, domani ci sarà la vera libertà e la gioia vera.

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Un’Esperienza di Vita:

Circa un anno fa, al termine della Celebrazione della S. Messa, un ragazzo della mia età si è presentato alla Comunità a cui ora appartengo da quasi sei anni, parlandoci del suo incontro con Gesù. Ricordo vivamente una frase in particolare: "Gesù ti ama così come sei". GESU' TI AMA. Con queste parole ci invitava a degli incontri di catechesi.

Credo sia difficile per tutti accettare queste parole, la prima cosa che può venire in mente è chiedere a Gesù, che ci ama tanto, perché permette tutti i dolori ed il male che incontriamo nella nostra vita.

Anche io mi sono chiesto queste cose, anche io mi sono chiesto perché proprio a me è successo di sconvolgere la mia vita e quella dei miei cari per un fatto che non ho mai voluto e desiderato. Perché Gesù permette che mio padre si trovi in una situazione fisica precaria, perché ha permesso a mia moglie di trincerarsi nel silenzio anziché permettere il dialogo e un confronto, perché ha permesso che mi sia concesso di vedere i miei amati figli solamente tre volte all'anno per qualche ora al massimo?

Ho voluto scoprire il senso di quella frase e ho voluto vedere con i miei occhi e sentire con le mie orecchie se questo era proprio vero oppure se erano parole di qualche fanatico religioso. Qui non si tratta di conoscere Gesù, la sua storia, ma si tratta di scoprire Gesù che vive in noi. Gli incontri di catechesi non mi hanno fatto stare bene, anzi, ho sofferto ancor più di prima, ma il mio dolore era causato, e lo è tuttora, dalla Parola del Signore che come una punta affilata entra nel mio cuore per riportare la luce che avevo perso, per farmi scoprire il vero significato di AMORE.

Dimenticavo: mi chiamo Lucio, sono detenuto nella casa circondariale di Montorio Veronese e condannato a trent'anni di carcere. Se mi è permesso di gioire, e sono il più insignificante, perché non cercate l'amore e la felicità anche voi? Siamo fratelli nel Signore e in quanto fratelli desidero il meglio per tutti voi.


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Don Jo (Joseph) Dwight

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P.s.

Vi invito a visitare ogni tanto il mio sito principale: http://giuseppedwight.blogspot.com.
Su questo sito metto i riferimenti degli articoli più importanti e anche i nuovi aggiornamenti.

Recentemente ho pubblicato gli articoli seguenti che forse troverete interessante e forse utili e illuminanti:

Il Piano Massonico Per La Distruzione della Chiesa Cattolica

E’ molto interessante quante volte si trova questo “AMORE” FALSO” usato come una strategia potente nei 33 direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni per distruggere la Chiesa Cattolica! La parole “amore” APPARE 11 VOLTE in queste 33 direttive! “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14)!

Direttiva 26: Utilizzate commissioni di laici e Sacerdoti deboli nella fede che CONDANNINO E RIPROVINO SENZA DIFFICOLTÀ OGNI APPARIZIONE DI MARIA e ogni apparente miracolo, … Indicate i Veggenti come disobbedienti nei confronti dell’Autorità Ecclesiastica. Fate cadere il loro buon nome in disistima, allora nessuno penserà di tenere in qualche conto il loro Messaggio.”

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La “Profezia” di San Francesco (Assisi)

Nel momento decisivo di questa crisi, un personaggio non canonicamente eletto, elevato al soglio pontificio, si adopererà a propinare sagacemente a molti il veleno mortale del suo errore.!

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Le Profezie di Beata Anna Katherina Emmerick

"VIDI ANCHE IL RAPPORTO TRA I DUE PAPI... VIDI QUANTO SAREBBERO STATE NEFASTE LE CONSEGUENZE DI QUESTA FALSA CHIESA.”

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UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

HANNO CHIESTO PADRE GABRIELE AMORTH, l’esorcista principale del Vaticano, “Qual è il più grande successo di Satana?” Amorth ha risposto: “Riuscire a far credere di non esistere. E ci è quasi riuscito. Anche all’interno della Chiesa!”

Una madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.

Dal 1975, poco dopo che la possessione fu constatata da un notissimo esorcista, oltre a un certo numero di demoni umani e angelici (dannati e demoni) fu anche costretto a manifestarsi VERDI GARANDIEU. Egli avrebbe esercitato il ministero sacerdotale nel XVII secolo in un villaggio dei Pirenei. Quanto sappiamo della sua vita ci è noto mediante le rivelazioni che egli ha dovuto fare durante un esorcismo, il 5 aprile 1978.


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Padre Pellegrino Maria Ernetti, morto alcuni anni fa, era monaco benedettino dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia, dove riceveva centinaia di persone alla settimana per essere esorcizzate. Era noto per i suoi studi biblici e teologici. Le sue conoscenze nelle varie scienze erano note e tali che costituirono punti sicuri di riferimento per i fedeli che accorrevano da lui non solo da tutta l’Italia, ma anche dall’estero, perché era il più preparato esorcista del nostro tempo.


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Come MARIA HA AVUTO UN RUOLO FONDAMENTALE per la prima venuta di Gesù Cristo, così sarà anche per la seconda venuta di Gesù Cristo!

Un libro profetico proprio per i nostri tempi è “TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE”, di S. Luigi di Montfort. Hanno trovato questo tesoro 130 anni dopo la morte del santo; ben presto era tradotto in tante lingue.

Per leggere un po’ di ciò che Don Stefano Gobbi, il fondatore del Movimento Mariano Sacerdotale, ha scritto in merito, visitate: “Funerale Stefano Gobbi”; http://cibo-spir.blogspot.com/2011/07/funerale-stefano-gobbi.html .

BEATO PAPA GIOVANNI PAOLO II ha scritto di questo libro:
“Leggendo questo libro era un punto decisivo di svolta nella mia vita. Dico “svolta”, ma in fatti era un viaggio interiore lungo… Questa “devozione perfetta” è indispensabile per qualsiasi persona che vuole darsi a Cristo, senza riserva, al lavoro della redenzione. E’ dal Montfort che ho preso il motto: “Totus tuus” (“Sono tutto tuo”). Un giorno dovrò dire a voi Monfortiani come ho scoperto “Il Trattato della Vera Devozione a Maria”, e quante volte ho dovuto rileggerlo per capirlo.”

Per vedere e scaricare tutto il libro (PDF), “Trattato della Vera Devozione a Maria”, visitate:

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LA PROFEZIA DI DON BOSCO DELLE DUE COLONNE” ci fa capire la grande importanza di rimanere molto vicino a Gesù nell’Eucaristia (finché sia possibile) con il Rosario in mano.
(Visitate: “La Profezia di Don Bosco delle due Colonne" a http://www.mariadinazareth.it/don%20bosco%20sogno.htm).

SANTO PADRE PIO ha detto: “Il mondo può più facilmente sopravvivere alla sparizione della luce del sole, che alla sparizione del sacrificio della Messa.” Questo santo ha detto anche che “l’arma per questi tempi, è il Rosario”!


lunedì 2 dicembre 2013

1Tess 3,12


«Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti» (1 Tess 3,12).


In tutto il Vangelo, sentiamo spesso l’esortazione alla vigilanza. Nella liturgia di Avvento, per la preparazione a Natale, per la venuta del Signore, ancora di più sentiamo questo consiglio alla vigilanza. Perché senza la vigilanza, è impossibile ad amare secondo il Vangelo, secondo l’esempio di Gesù, senza il motivo di tornaconto nascosto!

Questo invito ci fa vedere che esiste una verità profonda nella nostra vita: è la verità di Dio che si dona e fa da fondamento alla nostra esistenza, trasformandoci dal di dentro. È necessario quindi essere vigilanti per non sprecare le occasioni. Si dice che il cristiano è uomo e donna di speranza: vigilanza e preghiera sono due atteggiamenti di speranza, così da essere discepoli di Gesù, vigilanti e impegnati nel vivere il suo Comandamento Nuovo.

Attenzione è il primo nome dell'Avvento, perché la coscienza viene facilmente sedotta e la spiritualità annacquata, con il risultato di una mediocrità imperante, fatta di abitudine, di lamentela e di abbandono di progetti significativi. Il Vangelo ci suggerisce di vegliare pregando. Pregare è fare il pieno di ossigeno, è volare alto, è evitare il soffocamento della banalità. A chi pone tutto nella mani di Dio, Egli dona la forza di stare sveglio, cioè di vedere e vivere la realtà con occhi ben aperti: Ogni momento, perché ogni istante è gravido di futuro; nessun momento è neutro.

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Un’Esperienza di Vita:

La malattia di papà condizionava il clima familiare, creando fra tutti una forte tensione.

Chiedevo a Dio la guarigione completa di papà così da tornare ad essere la famiglia di sempre. ma la situazione non cambiava, anzi sembrava peggiorasse. Non vedere esaudite le mie preghiere, pian piano mi ha allontanato da Dio.

Un vicino di casa, sapendo della mia situazione, ha iniziato ad invitarmi con il suo gruppo di amici. Mi trovavo bene con loro, il modo di stare insieme mi dava pace. Quando ho raccontato che non credevo più in Dio perché non ascoltava le mie preghiere, loro mi hanno ascoltato in un grande silenzio. Poi mi hanno proposto, se ero contento, di chiedere, insieme a Gesù il bene che Lui desiderava per la mia famiglia. Sono tornato a casa con una pace nuova in me.

Prima di entrare, ancora un piccolo dubbio, ma, appena aperta la porta, ho trovato papà ad accogliermi con un grande sorriso. Ho capito che dovevo chiedere a Dio l'amore per iniziare ad amare io per primo, quanti mi erano accanto.

R.U.

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Come Maria ha avuto un ruolo fondamentale per la prima venuta di Gesù Cristo, così sarà anche per la seconda venuta di Gesù Cristo!

Un libro profetico proprio per i nostri tempi è Trattato della Vera Devozione”, di S. Luigi di Montfort. Hanno trovato questo tesoro 130 anni dopo la morte del santo; ben presto era tradotto in tante lingue.

“Il Montfort scrive, nel suo Trattato della vera devozione: "NELLA SECONDA VENUTA DI GESÙ CRISTO, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di lei" (#49).”

“Continua il Montfort: "IN QUESTI ULTIMI TEMPI, DIO VUOLE DUNQUE RIVELARE E MANIFESTARE MARIA, capolavoro delle sue mani, perché è l'aurora che precede e annuncia il Sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi dev'essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo. Perché, essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada che egli seguirà nella sua seconda venuta, anche se in modo diverso. (TVD 50).”

“Dice sempre il Montfort: "MARIA È IL MEZZO SICURO E LA STRADA DIRITTA E IMMACOLATA PER ANDARE A GESÙ Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita. ORA NON SI PUÒ TROVARE MARIA SENZA CERCARLA, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità". (50 - #5)”

“Dice il Montfort: “Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo, che andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell'Anticristo, deve riferirsi LA PRIMA E CELEBRE PROFEZIA E MALEDIZIONE PRONUNCIATA DA DIO NEL PARADISO TERRESTRE CONTRO IL SERPENTE. È bene spiegarla qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a confusione del diavolo: `Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno' (Gen.3,15).”

Per leggere un po’ di ciò che Don Stefano Gobbi, il fondatore del Movimento Mariano Sacerdotale, ha scritto in merito, visitate: “Funerale Stefano Gobbi”; http://cibo-spir.blogspot.com/2011/07/funerale-stefano-gobbi.html .


La scoperta del « Trattato della Vera Devozione » di Karol Wojtila

La lettura di questo libro ha significato, nella mia vita, una svolta decisiva. Ho detto una svolta in quanto si riferisce ad un lungo cammino interiore che ha coinciso con la mia preparazione clandestina al sacerdozio. Fu allora che capitò tra le mie mani questo singolare trattato, uno di quei libri che non è sufficiente « averlo letto ». Mi ricordo di averlo portato per molto tempo con me, anche nella fabbrica di soda, tanto che la sua bella copertina fu danneggiata dalla calce. Io ritornavo incessantemente e di volta in volta su certi passaggi. Mi sono accorto ben presto che, al di là della forma barocca del libro, si trattava di qualche cosa fondamentale.

Come conseguenza, la devozione della mia infanzia e anche della mia adolescenza nei riguardi della Madre di Cristo ha dato luogo ad un nuovo atteggiamento, una devozione proveniente dal più profondo della mia fede, come se provenisse dallo stesso cuore della realtà trinitaria e cristologica. Quando temevo che la mia devozione mariana potesse oscurare Cristo, tanto da cederle il passo, compresi, alla luce del trattato di Grignion de Monfort che realmente era tutt'altra cosa. La nostra relazione con la Madre di Dio deriva, organicamente, dal nostro legame con il mistero del Cristo. Non è quindi questione che l'uno ci impedisca di vedere l'altro. (...) Si può proprio dire che a colui che si sforza di conoscerla e amarla, lo stesso Cristo indica sua Madre come fece, sul Calvario, al suo discepolo Giovanni.

André Frossard, dialogo con Giovanni Paolo II


Per vedere e scaricare tutto il libro (PDF), “Trattato della Vera Devozione a Maria”, visitate:

sabato 9 novembre 2013

Efesini 4,32

«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo» (Ef 4,32).


L'esperienza del perdono di Dio è ciò che può cambiarci dall'interno, perché ci fa sperimentare la gratuità della sua misericordia e una inesauribile possibilità di vita. In primo piano non sta la nostra possibile conversione, ma la gioia del perdono, gioia anzitutto di Dio nell'offrirci il suo perdono. Gesù nell'accoglienza dei peccatori ci fa intravedere questa gioia. Le tre parabole che costituiscono il quindicesimo capitolo del Vangelo di Luca (15,1-32) trasmettono con chiarezza la buona notizia: Dio è padre buono, la sua casa è uno spazio sicuro. L'attenzione dei tre racconti si concentra sulla gioia di Dio per il cambiamento.

Nella parabola della pecora perduta l'attenzione è richiamata sull'attività del pastore che ricerca: egli lascia, va dietro, finché non trova. E proprio all'intensità della ricerca si collega la gioia del ritrovamento. Dio gioisce del perdono. La parabola ci racconta ciò che prova Dio, non ciò che il peccatore deve fare. La simpatia di Dio e il suo amore per il peccatore precedono la conversione. Ci si converte perché amati. Ci si converte perché perdonati. Il pastore va in cerca della pecora smarrita perché essa continua ad essere preziosa ai suoi occhi. Come è bello poter celebrare il sacramento della riconciliazione: ti fa sperimentare la gioia di Dio che diventa la tua forza.

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Un’Esperienza di Vita:

Mentre passavo con il mio carico di "lecca-lecca" ho notato un assembramento di gente intorno a un ragazzo: aveva rubato e rivenduto un pacchetto di sigarette per mangiare qualcosa.
Quando succedono fatti del genere da noi non si chiama la polizia, ma ti picchiano bene bene sul posto.

Come trarre dagli impicci quel ragazzo che non era poi così furfante come volevano farlo apparire? Dal ricavato del giorno ho preso dei soldi e ho pagato per lui. Così è tornata la calma e io ho potuto ammonire il ragazzo. Dopo qualche giorno ripasso da quelle parti: una persona mi riconosce, mi ferma e, ricordando l'episodio delle sigarette, ringrazia per l'esempio che ho dato.

K.Y. - Camerun



Don Jo (Joseph) Dwight



P.s.
Forse troverete interessante i tre nuovi documenti che ho messo sui miei blog:

Il Piano Massonico Per La Distruzione della Chiesa Cattolica


La “Profezia” di San Francesco (Assisi)


Le Profezie di Beata Anna Katherina Emmerick


giovedì 3 ottobre 2013

Romani 13,8




«Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge» (Rm 13,8)


CHE COS’E’ AMORE VERO E CHE COS’E’ AMORE FALSO?

TUTTE LE VIRTÙ DEVONO ESSERE GOVERNATI DALLA VIRTÙ DELLA PRUDENZA, altrimenti tutte le altre virtù non sono più virtù. San Tommaso d’Aquino ha classificato la prudenza come la prima virtù cardinale, perché si riguarda con l’intelletto. Aristotile ha definito la prudenza coma “la ragione giusta applicata alla pratica”. E’ la virtù che ci permette di giudicare correttamente ciò che è giusto e ciò che non è giusto in qualsiasi situazione. Quando ci spagliamo il male per il bene, non stiamo esercitando la prudenza – in fatti, facciamo vedere la nostra mancanza di essa. Perché è così facile di cadere in errore, la prudenza ci richiede di cercare il consiglio degli altri, particolarmente quelli che sappiamo di essere di giudizio sano di moralità. Ignorando il consiglio o gli avvertimenti degli altri di cui i loro giudizi non coincidono con i nostri è un segno di imprudenza. La prudenza “guida le altre virtù stabilendo le regole e le misure” (CCC 1806; vedete anche: Somma Teologica II-II Q47-51).

SE UNO PARLA ABITUALMENTE SOLTANTO CHE DIO È TUTTO MISERICORDIOSO senza parlare di, nello stesso discorso e nello stesso contesto, “va’ e non peccare più”, come Gesù ha fatto nei Vangeli (Gv 5,14; 8,11), c’è una grande tendenza di prendere la via facile di non cercare di cambiare la vita propria con l’aiuto di Dio. Se una parla soltanto di “va’ e non peccare più”, senza parlare, nello stesso discorso e nello stesso contesto, la misericordia infinita di Dio, si può facilmente cadere nel abbattimento o la disperazione. Qui è dove l’inganno nascosto sta che causa grande danno, di non presentare gli elementi essenziali della rivelazione di Dio, per una situazione particolare o una tema, insieme nello stesso discorso e nello stesso contesto!

SATANA CERCA CONTINUAMENTE DI SCONVOLGERE QUESTO EQUILIBRIO; se non teniamo conto gli insegnamenti della Chiesa in riguardo alla manutenzione dell’equilibrio in questi campi importanti, grande danno è fatto alle anime individui, alle comunità e alla Chiesa intera, e quindi al mondo intero.

DI NUOVO È NECESSARIO A RIFERIRSI AGLI INSEGNAMENTI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA PER L’EQUILIBRIO GIUSTO e l’interpretazione giusta, altrimenti possiamo così facilmente andare con la mentalità del gruppo che ha trascurato lentamente questa guida divina, e ha scivolato nell’ecumenismo falso o la misericordia falsa della compassione malconsigliata, mentre si dimentica che ognuno deve essere anche “prudenti come i serpenti” (Mt 10,16), e studiare i documenti della Chiesa regolarmente e spesso. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (pubblicato 1992) era un grande dono ai fedeli della Chiesa, ma pochissimi cattolici hanno una copia di questa guida preziosa nelle loro case proprie. Quanti pastori trascurano di parlare del peccato mortale e le sue conseguenze terrene e eterne, soprattutto di quei peccati mortali più comuni oggi? E’ questo amore vero, o è questo amore soltanto per questa vita molta corta mettendo da parte il criterio di salvezza eterna secondo la rivelazione divina?

SE I GENITORI DICONO AI LORO FIGLI SOLTANTO CIÒ CHE I FIGLI VOGLIONO SENTIRE, i figli saranno pronti di confrontare un mondo molto difficile pieno delle tentazioni e dei tranelli? Tali figli, con genitori imprudenti gravemente e negligenti, non sono allenati come buoni soldati o buoni atletici per poter vincere, per vincere la salvezza eterna nella “lotta tremenda” della vita (CCC 409). Tali genitori, e tali preti e vescovi, non ci hanno preparati per questa “lotta tremenda” e quindi non siamo allenati per rinforzare i nostri muscoli spirituali di difesa contro gli attacchi sottili e astuti di Satana. La Madonna ha esortato spesso i fedeli di pregare per i sacerdoti e per i vescovi.

Spesso i pastori malaccorti, per paura di perdere il favore degli uomini, non osano dire liberamente ciò ch’è giusto e, al dire di Cristo ch’è la verità, non attendono più alla custodia del gregge con amore di pastori, ma come mercenari. Fuggono all’arrivo del lupo, nascondendosi nel silenzio. Il Signore li rimprovera per mezzo del Profeta, dicendo: “SONO TUTTI CANI MUTI, INCAPACI DI ABBAIARE” (Is 56,10) … Cos’è infatti per un pastore la paura di dire la verità, se non un voltar le spalle al nemico con il suo silenzio? Se invece si batte per la difesa del gregge, costruisce contro i nemici un baluardo per la casa d’Israele. Per questo al popolo che ricadeva nuovamente nell’infedeltà fu detto: “I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato le tue iniquità, per cambiare la tua sorte” (Lam 2,14)…” (San Gregorio Magno, papa; Ufficio delle letture; domenica 27, TO).

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Un’Esperienza di Vita:

L'altro giorno eravamo tornati a casa così stanchi e tesi che abbiamo perso il controllo ed abbiamo discusso in maniera talmente forte che ho avuto persino paura della reazione di mio marito; davvero ho pensato che il nostro matrimonio fosse proprio arrivato alla fine.

Ho cercato poi, come ho potuto, di "ricucire" quella situazione, ma lui era molto arrabbiato per il mio modo di fare che era stato più forte delle mie stesse parole.

L'indomani avevo un impegno: sarei dovuta andare ad aiutare una famiglia molto povera. Ma subito ho pensato che diventava una scappatoia andare se prima non chiedevo perdono a chi si sentiva offeso a causa del mio comportamento.

Ho gettato via quell'autodifesa che avevo in fondo al cuore, quei pensieri inutili che mi suggerivano: "In fondo anche lui ha la sua parte di torto, mi sembra che sia stato lui a cominciare, io era così stanca...".

Sapevo che proprio quel giorno mio marito aveva un incontro molto importante e avevo un certo timore della sua reazione dato che la sera precedente non mollava... ma... gli ho telefonato e gli ho chiesto perdono. Lui mi ha perdonato e con quella libertà che ti dona il sentirti perdonato ed amato, andare a cercare "di fare qualcosa di buono" aveva senso!

F., Panama


martedì 3 settembre 2013

1 Giovanni 3,18

«Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18).

La prima domanda che abbiamo imparato dal catechismo da bambini era: Perché Dio ti ha creato? E abbiamo risposto: Per conoscere, amare e servire Dio. OGGI È TOTALMENTE ROVESCIATO: la religione esiste per tantissime persone per servire me, non per aiutarmi a servire Dio, non per aiutarmi a scoprire la volontà di Dio dagli insegnamenti della Chiesa guidata dal Papa (Mt 16,18), non per aiutarmi a fare la volontà di Dio con l’aiuto della preghiera e dei Sacramenti (come diciamo nel Padre Nostro: “Sia fatta la TUA Volontà”!). La grande maggioranza delle persone oggi non vogliono fare neanche il primo passo di scoprire ciò che Dio vuole. La loro filosofia di vita è: “Occhio non vede, cuore non duole”! Non duole oggi, ma domani, e dopo la morte?!? Gli ultimi Papi ci dicono che il peccato più grave oggi è che abbiamo perso il senso del peccato. Si fida in se stesso e non in Dio-Amore! “Gesù confido in Te!” (Santa Faustina).

Una maestra ha chiesto una bambina che cos’è amore. La bambina ha risposto semplicemente che amore vuol dire di voler stare insieme e passare tempo insieme con quelle che si ama. Quanti genitori, e in particolare, i padri dei bambini, passano pochissimo tempo con i loro bambini. Se una ragazza non riceve l’amore vero dal padre, dopo lei accoglie facilmente amore falso dai ragazzi che vogliono sfruttarla per il loro egoismo e piacere. Se un ragazzo non riceve l’amore vero dal suo padre, il ragazzo cerca di attirare attenzione del padre nel cercare il successo nel fare invece nel essere, nell’amicizia semplice di amore vero fra babbo e figlio. Se non c’è la presenza del padre affatto, c’è il pericolo che il bambino si identifica con la mamma e di sviluppare il disordine di omosessualità in cui i rapporti con altri ragazzi omosessuali non è di altruismo ma di egoismo, perché il ragazzo non ha mai ricevuto amore vero di altruismo da un modello maschio nella sua famiglia. Ecco come i padri delle famiglie possono amare “con i fatti e nella verità”, di amare i loro figli come i padri vogliono essere amati, come i figli vogliono essere amati, e soprattutto di stare insieme nella semplicità di volersi bene con l’aiuto di Dio.

Se una persona non ha ricevuto amore vero nella famiglia, come può amare gli altri? Siamo nati nel peccato originale, nel egoismo; senza la preghiera e se nessuno offrire in prima persona amore vero, non di soltanto parole vuote, è molto difficile di uscire dalla fossa del egoismo mascherato. Quindi miei fratelli e mie sorelle, preghiamo tanto e offriamo i piccoli sacrifici (“i fioretti”) per quelli che non hanno ricevuto questo amore autentico dalla famiglia, che sono molto numerosi oggi! Ma la cosa più fondamentale è di passare più tempo possibile con il Prigioniero Divino nel tabernacolo, che ci da goccia per goccia latte divino per avere un rapporto sempre più profondo con Lui, senza il quale è impossibile di avere un rapporto o amicizia umana basata sul amore vero di altruismo, non egoismo mascherato. Poi quando abbiamo quel opportunità di amare concretamente, amiamo fino in fondo al punto di essere pronto di dare la vita per Gesù che sta in ogni fratello che ci presente durante il giorno, in particolare quelli in casa, non soltanto quelli dall’altra parte della strada con cui non viviamo nella stessa casa!

Il mondo può più facilmente sopravvivere alla sparizione della luce del sole, che alla sparizione del sacrificio della Messa”, Santo Padre Pio.

"Il Rosario è l’arma per questi tempi”, Santo Padre Pio.

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Un’Esperienza di Vita:

Abito vicino al muro che è stato costruito nel mio Paese per dividerci tra arabi ed ebrei. Lo vedo ogni giorno aprendo la finestra della mia stanza. Lungo la strada, poi, ci sono dei posti di blocco dove i soldati fermano chiunque voglia passare per controllare i documenti, così andare a scuola, visitare i parenti o amici diventa un'impresa avventurosa...!

Mi viene l'agitazione ogni volta che i soldati ci fermano, ma poi mi ricordo che posso offrire la mia paura a Gesù e che quel soldato è un uomo come me, quindi devo amarlo.

In questo modo sento che Gesù diventa tutto per me e, dandomi la forza di ricominciare ogni giorno, il peso delle difficoltà si fa più leggero.

Juliana, Terra Santa


venerdì 2 agosto 2013

Luca 6,32



«Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso» (Lc 6,32).


Amare i nemici” (Lc 6,27)!. Come si fa? E solo, è tutto divino. Davvero qui si vede la grandezza della "buona notizia ", una notizia sconvolgente.

Nel libro di Samuele, capitolo 26, ci racconta un episodio dell'antico testamento dove si vede già lo stile di chi perdona ed ama come fa Dio, che fa piovere sui buoni e sui cattivi (Mt 5,45). Infatti il primo libro di Samuele descrive un generoso perdono, quello di Davide che non uccide il Re Saul, il quale invece aveva minacciato la sua vita. Davide ha uno sguardo più alto, vede le cose da Dio, vede nel Re Saul il consacrato del Signore, per questo ne rispetta la dignità e la vita.

Sì, quando un uomo perdona dimostra il suo essere figlio di Dio, di un Padre che ama tutti, che è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. In questo modo il cristiano realizza in sè "l'immagine dell'uomo celeste" come nota san Paolo.

"Amare i nemici". Quest'imperativo fa parte di una serie d'indicazioni con le quali Luca mette in evidenza il nuovo modo di amare del discepolo di Cristo, un amore senza limiti, un amore che supera la logica del dare e ricevere per assumere lo stile di Dio. La generosità di Dio infatti è assoluta e l'amore di Dio senza limiti. Un amore che raggiunge anche il nemico.

Allora l'amore al nemico è l'ultima frontiera di una misericordia illimitata. Amare così ci fa simili a Dio, realizza pienamente l'immagine dell'uomo celeste.

Però dobbiamo anche ricordare ciò che San Tommaso d’Aquino ha scritto: “Affermare raramente, negare di rado, distinguere sempre.” Oggi in tanti paesi nel mondo, i governi stanno spingendo avanti fortemente le leggi contro “l’omofobia” nonostante che è contro la volontà della maggioranza del popolo dei paesi. Questa parola “omofobia” neanche esisteva pochi anni fa! Gesù ci ha insegnato di amare il peccatore ma odiare il peccato. Ma i non credenti, o i “credenti” che non praticano la loro fede, che sono nella grande maggioranza oggi, non distinguano fra il peccatore e il peccato, e allora, accusano i veri cristiani di odiare le persone con la tendenza di omosessualità. Ben presto sarà una vera persecuzione all’aperto contro tutti che esprimano apertamente, anche nelle chiese, che è un peccato grave, l’atto di omosessualità, che fa male non soltanto alla persona che fa questo atto immorale, ma anche alle famiglie ed a tutta la società. Dimentichiamo così facilmente che cosa è successo a Sodoma e Gomorra (Gen 19)!

Amore vero del nemico vuol dire di voler il vero bene del nemico qui sulla terra ma anche per tutta l’eternità. Tantissime persone oggi, anche tanti responsabili religiosi e genitori, cercano di accontentare e di soddisfare i desideri della carne delle persone senza distinguere se è un peccato o no, se fa veramente bene alle persone o no. Questo è amore false e distruttivo; questo è amore malconsigliato! Pochi responsabili religiosi oggi hanno il coraggio del primo Papa, Pietro, il giorno della nascita della chiesa, Pentecoste, di dire: “Voi avete crocifisso Gesù” (Atti 4,10), “l’autore della vita” (Atti 3,16), con i vostri peccati gravi, mortali!

Gesù ha detto agli apostoli: “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mt 10,16). La Madonna ci chiede continuamente di pregare per i sacerdoti e i vescovi e il papa, perché c’è una grande tentazione oggi, con tanti persone plagiati dal mass media, le scuole e quasi tutte le istituzione religiosi, quasi tutti sotto il controllo dalla forze del male, di accettare questo “amore” falso e devastante. Perciò è molto più facile, nel nome di “amore” (falso), di vivere la parte più facile delle parole di Gesù, di essere “semplici come le colombe”: “Occhio non vede, cuore non duole”! E’ difficile di andare contro corrente oggi, di cercare la Verità con fatica, con lo studio e con la preghiera assidua, per poter essere anche “prudenti come i serpenti”!

Uno degli atti di carità più importante soprattutto oggi e che manca molto oggi, in particolare dai preti, dai vescovi e dai genitori, è di far riconoscere, odiare e superare il peccato. Ma tantissime responsabili hanno sacrificato l’eternità sull’altare del rispetto umano proprio perché tantissimi “cristiani” non vogliono riconoscere, odiare e superare i loro peccati che si sono lasciati abituati!

E’ vero ciò che noi sacerdoti “abbiamo studiato nella teologia pastorale della necessità della “legge della gradualità”. Ma mi risulta che i papi recenti, nel mondo di oggi, ci ammoniscono di essere di guardia non tanto sulla mancanza di applicare la “LEGGE DELLA GRADUALITÀ” ma del pericolo della “GRADUALITÀ DELLA LEGGE”, che deve essere rifiutata in quanto riduce il valore della legge ad un mero ideale.” (Visitate: “Una Lettera Aperta ad un Sacerdote Confratello”; http://testim-polo.blogspot.com/2009/05/open-letter.html).

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Un’Esperienza di Vita:

Nel mio Paese, per più di un secolo, le duecento minoranze etniche hanno vissuto in pace e in armonia.

Nello stesso periodo in cui a New York crollavano le Torri, anche in Nigeria è scoppiata la guerra civile a causa dei contrasti tra le etnie, tra cristiani e musulmani, con saccheggi e stragi da entrambe le parti.

Il governo ha cercato di riportare l'ordine ma, non riuscendovi, sia i cristiani che i musulmani hanno formato truppe di sorveglianza. Anch'io ero in uno di questi gruppi e combattevo dalla parte dei cristiani.

Una sera, durante un giro di controllo, ci siamo imbattuti in un gruppo musulmano. Avevamo accerchiato i nostri nemici. La maggioranza dei cristiani ha suggerito di ucciderli. Ma io non potevo farlo: il Vangelo dice che dobbiamo amare tutti, siano essi cristiani, musulmani o buddisti. E amare anche i nemici.

Ho chiamato il nostro capo-gruppo ed ho proposto a lui e agli altri di risparmiare le loro vite, non perché non ci avessero fatto del male, ma perché quelli dell'altra etnia sono, come noi, figli di Dio. Queste parole hanno colpito tutti e le vite di quei ragazzi musulmani sono state risparmiate.
Ero felice perché, anche se eravamo nemici, la volontà di Dio per i suoi figli è che ci amiamo come fratelli.

Sumnei, Nigeria

lunedì 1 luglio 2013

Galati 5,14


«Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso» (Gal 5,14)


L’amore secondo Gesù e l’amore secondo la nostra cultura che ci circonda oggi sono totalmente opposti. Se una persona non combatte ogni giorno con tanta preghiera e la meditazione sulla parola cercando di vivere la parola insieme con altri cristiani veri, facilmente, anzi, automaticamente, si scivola nella mentalità di questo mondo che sfrutta gli altri con gli egoismi nascosti e mascherati.

Quest’amore di altruismo, invece di “amore” (falso!) di egoismo, ci viene esemplificata attraverso il racconto del Samaritano buono. La via di una nuova umanità è quella che passa per la trasformazione del cuore, dall'indifferenza al riconoscere l'altro, al prendersi cura del fratello che ha bisogno di noi. Perché il Dio che amiamo e nel quale poniamo tutta la nostra fiducia è così: Dio è colui che ha compassione dell'uomo, è colui che in Gesù si è fatto prossimo a ciascuna delle sue creature.

Gesù conclude il racconto del buon Samaritano ordinando: "Va', e anche tu fa' così". Qui Gesù non ribadisce una legge. Fa invece un annuncio evangelico: in lui, il Samaritano, Dio si è preso cura di me e mi ha amato; perché anch'io, guarito dal mio male, possa amare lui con tutto il cuore e i fratelli come me stesso. Se Gesù infatti è la Parola diventata vicina perché la si possa mettere in pratica, allora il farsi prossimo non è più, per nessuno, una meta lontana, irreale o irraggiungibile. Se Gesù, il Samaritano, si è preso cura di me e mi ha amato, anch'io posso amare Dio e il prossimo, anch'io posso farmi solidale con chi è nella difficoltà. E si ama veramente il prossimo se lo si guarda con gli occhi stessi di Dio.

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Un’Esperienza di Vita:

Un giorno scompaiono le chiavi di casa, lo stipendio del marito e altri oggetti di valore. Chi sarà stato? L'autore del furto deve essere necessariamente qualcuno vicino alla famiglia…Questo provoca in Mirta Zanella (Argentina) una grande sofferenza, tanto da non riuscire neppure a pregare. Poi, ricordandosi che Gesù invita a perdonare, lo fa, anche per la persona che l'ha derubata. Dopo alcuni giorni si viene a sapere che una signora in difficoltà che chiedeva l'elemosina nel quartiere e con la quale esisteva da tempo un cordiale rapporto, ha rubato in casa di una vicina: mentre lei la minacciava con una pistola, il marito portava via la refurtiva. Anche Mirta, qualche tempo dopo, riceve da questa donna pesanti minacce e per difendersi chiama la polizia. La donna, viene arrestata e, riconosciuta colpevole di vari delitti, condannata a 17 anni di carcere.

Nei mesi seguenti il marito suggerisce a Mirta di andare a trovarla in carcere. "Neppure per sogno!", risponde anche perché ha paura… Poco tempo dopo una nuova richiesta: stavolta è un sacerdote della parrocchia, che le propone di andare con un gruppo di altre signore nel carcere femminile dove, tra l'altro, è reclusa anche la donna che l'ha derubata. Un po' confusa, Mirta accetta, ricordandosi della parola del Vangelo: "Andate dunque ed imparate cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio". Si reca quindi, con il gruppo, alla prigione e alla conclusione della Messa vede la donna. È un attimo: decide di salutarla con un abbraccio. "Lei si mette a piangere e mi chiede perdono – racconta Mirta -. Le rispondo che il Signore l'ha già perdonata e anch'io. Mi chiede di pregare per i suoi figli e le prometto che lo farò".