venerdì 2 maggio 2014

2 Corinzi 5,20


"... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2 Cor 5,20)


CINQUANT’ANNI FA LA MAGGIORANZA DEI CRISTIANI ERANO D’ACCORDO che il peccato è determinato secondo la rivelazione divina per tutti gli esseri umani creati da Dio, ma non secondo i sentimenti umani, o i feeling, o soggettivismo, o relativismo di ogni persona. Come si può “lasciarsi riconciliare con Dio” quando non sappiamo e non vogliamo sapere che cos’è un peccato secondo Dio?

IL PECCATO HA ATTACCATO LA “GERARCHIA DEI VALORI”. L’uomo vuole diventare Dio (Gen 3,4-5). Il corpo dell’uomo ribella contro l’anima dell’uomo, e l’anima si capitola e si rifiuta il primato dello spirito. E allora il feeling del corpo domina la mente, e tutti i due dominano lo spirito. La moralità diventa sottosopra, confusa e relativistica. La legge naturale di Dio è rifiutata. I rapporti non naturali diventano la moda e pretendono gli stessi diritti dei rapporti naturali. La rivelazione divina e la legge divina sono rifiutati; la nostra civilizzazione declina e crolla.

RELATIVISMO, secondo Papa Benedetto XVI, “è la difficoltà più profonda dei nostri tempi.” Nella sua omelia alla Messa prima del conclave che l’ha presto eletto Papa Benedetto XVI, l’allora Cardinale Ratzinger ha detto: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. SI VA COSTITUENDO UNA DITTATURA DEL RELATIVISMO che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.” (http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html).


QUANDO ALCUNI SACERDOTI MI CRITICANO perché ho “una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa”, non mi dicono mai che ho spagliato secondo qualche documento della Chiesa; sarei contento se facessero così! E quando offro qualche documento della Chiesa o qualche scritto di un Papa per spiegare la mia posizione, non mi dicono mai di voler leggere questi documenti per aiutarci a vicenda a scoprire la Verità insieme, ma invece, a priori, mi criticano, giudicano e condanno senza neanche vedere di che cosa si tratta in questi documenti!?! I bambini viziati dicono “Non è vero, non è giusto” senza offrire una spiegazione accompagnati dai documenti. Invece gli adulti maturi, le persone maturi dicono “non è vero” ma offrono una spiegazione accompagnati dai documenti. Se ciò che dico non è totalmente d’accordo con il relativismo personale di questi preti, quello che offro è criticato e rifiutato subito a priori. Questi stessi preti, invece, mi accusano di selezionare soltanto i documenti che mi piace e butto via il resto, che è il loro modo di proiettare il loro relativismo su di me, di indicare che anch’io sono un relativista come tutti e perciò accontentiamoci tutti in relativismo! Mi pare che questo sarebbe simile a un figlio che dice ai genitori di stare zitti perché anche loro sono peccatori.

PERFINO LA MAGGIORANZA DEI PRETI E DEI VESCOVI NON SONO PIÙ D’ACCORDO CHE ESISTE LA VERITÀ ASSOLUTA fuori di noi stessi su quale di basare un dialogo per poter arrivare ad una conclusione. Tutti felicemente hanno il loro opinione delle verità fondamentali, di ciò che è bene o male, come Adamo ed Eva dopo il Peccato Originale (Gen 3,4-5). Ma questo ci porta alla “DITTATURA DEL RELATIVISMO” perché le leggi non saranno più basate sulla rivelazione divina in cui i forti aiutano i deboli, ma su chi è più forte e che può imporre le sue leggi su tutte le altre. La forza fa giusto, come nell’inferno!

Oggi tantissimi cattolici vogliono, con la benedizione (almeno tacitamente) dei preti e dei vescovi, UN CRISTIANESIMO SENZA LA CROCE E SENZA QUESTI “COMPLESSI DI COLPEVOLEZZA” CHE SI CHIAMAVANO I PECCATI. E perciò pochissimi cattolici oggi si confessano e tanti vanno ai psichiatri che costa molto di più che di confessare i peccati da un prete, che spesso, purtroppo, non si trova nella confessionale in tanti chiese.

Ma tanti che vanno alla confessione, non capiscono più che cos’è un peccato secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, il grande dono che Papa Giovanni Paolo II ci ha dato in 1992! Il 5 giugno 2009, l’arcivescovo Mauro Piacenza, parlando a “radio Vaticana”, ha lanciato un ALLARME “CONFESSIONI” ed ha annunciato la pubblicazione di un “vademecum per confessori e direttori spirituali”. Ha detto: “Paiono sempre meno le persone che avvertono la DIFFERENZA CHIARA TRA IL BENE E IL MALE, tra la verità e la bugia, tra il peccato e la virtù e che, conseguentemente, desiderano accostarsi alla riconciliazione - ha detto Piacenza - Se non si ha il senso del peccato è difficile ricorrere, ovviamente, alla riconciliazione: allora, la SI CONFONDEREBBE CON IL LETTINO DI UNO PSICOLOGO E DI UNO PSICHIATRA”. (http://www.blitzquotidiano.it/societa/vaticano-arcivescovo-mauro-piacenza-lamenta-calo-delle-confessioni-35920/).


Ho aggiunto all’ultimo “Cibo Spirituale” i seguenti paragrafi:

Comunione ai divorziati risposati. Caffarra avverte: "Fermatevi"
Netta risposta del cardinale all’apertura del porporato Kasper
Bologna, 16 marzo 2014 - «DA BOLOGNA con amore: fermatevi». Questo il titolo e il messaggio di un’intervista al cardinale Carlo Caffarra. Dalle pagine del Foglio il cardinale ammonisce: «Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L’ipocrisia non è misericordiosa». Una risposta chiara in merito alla proposta del cardinale Walter Kasper circa la possibilità di riammettere alla comunione, dopo un periodo di penitenza, le coppie di divorziarti risposati che lo chiedono.

La Madonna a Akita, Giappone (1973): “L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete CARDINALI CONTRO CARDINALI e vescovi contro altri vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno opposti dai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. La Chiesa sarà pieno di quelli che accettano compromessi …” (http://blogcristianocattolico.blogspot.com/2008/01/la-madonna-di-akita-giappone.html).

CARI FRATELLI, "... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio", ma secondo il criterio di Dio e NON DELL’UOMO!

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Abbiamo 3 figli, a cui vogliamo un bene immenso. Quando sono nati Davide e Irene, come tutti i bambini ci hanno richiesto tante energie per trovare un nuovo equilibrio in famiglia, ma con Alessia, la terza, è un'avventura speciale. È nata apparentemente sana e bella, ma dopo qualche giorno, dai primi risultati della mappa cromosomica abbiamo saputo che aveva la sindrome di Down. Sono stati momenti difficili e inconsciamente speravamo in un errore della diagnosi. È stato come un terremoto improvviso, come se ci mancasse la terra sotto i piedi… Ma volevamo credere che ogni figlio è un dono di Dio e - pur nel dolore – sentivamo che questa situazione faceva parte di un suo disegno d'amore. Dopo qualche giorno, una dottoressa genetista ci ha confermato la diagnosi ma non ci parlò tanto della gravità dell'handicap, quanto piuttosto che l'amore che potevamo dare ad Alessia sarebbe stata la terapia più efficace. Era quello che in fondo avvertivamo: eravamo noi i protagonisti di questa storia, noi genitori, con gli altri due figli, le nostre famiglie e i nostri amici… Insieme avremmo aiutato Alessia a crescere sotto tutti i punti di vista. Oggi possiamo dire senza esitazione che Alessia è un dono per noi e per chi ci sta accanto. È una portatrice di gioia, di serenità. Ha fatto crescere l'amore tra noi due prima di tutto, e poi con i bambini si è instaurato un rapporto più maturo, un amore più grande. Loro stessi fanno la gara per riabbracciarla quando tornano da scuola e ci dicono che siamo stati fortunati ad avere una bambina speciale come Alessia!

Aurelia e Giorgio

giovedì 3 aprile 2014

Giovanni 13,34




"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).


LE PAROLE “AMORE” E “MISERICORDIA” SONO USATE DALLA CULTURA DELLA VITA E ANCHE DALLA CULTURA DELLA MORTE. “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14). Noi come cattolici siamo fortunati di avere la guida dell’Una, Vera Chiesa che Gesù Cristo ha fondato, la Chiesa Cattolica, con gli “elementi di santificazione” nei Sacramenti e la pienezza della Verità della Rivelazione Divina attraverso la guida del Magistero della Chiesa (Concilio Vat II: LG 8) con i quali i fedeli possano essere configurati a Cristo.

SAN TOMMASO D’AQUINO CI DICE: “AFFERMARE RARAMENTE, NEGARE DI RADO, DISTINGUERE SEMPRE.” Pochissimi cattolici oggi distinguono fra cambiare la disciplina ecclesiale e cambiare le dottrine della Chiesa che vengono da Dio Che è immutabile e la Verità assoluta, e perciò non può essere cambiata mai. E ancora, un gran numero di così detto cattolici oggi non distinguano fra approfondire e esprimere meglio nel linguaggio umano la Verità Assoluta che non può cambiare, con cambiare la Verità Assoluta (Modernismo, ecc.)! La Chiesa è come il cameriere ma Dio è il Cuoco; il cameriere non deve cambiare il pasto preparato dal Cuoco divino ma deve portare la Verità, come Dio l’ha rivelata, ai clienti, ai fedeli.

STIAMO VIVENDO NEI TEMPI PIÙ PIENO DI CONFUSIONE NELLA STORIA DEL MONDO E DELLA CHIESA; questa confusione è stata ben orchestrata dalle marionette del “padre della menzogna” (Gv 8,44) soprattutto nei ultimi tempi, a causa della grande mancanza di preghiera e quasi una indifferenza totale del peccato. Ma nonostante questo pericolo grave, pochissimi cattolici hanno una copia del Catechismo della Chiesa Cattolica nelle loro case; e ancora peggio è il fatto che un gran numero dei catechisti nelle parrocchie non hanno una copia di questo tesoro prezioso del catechismo pubblicato nel 1992. Crediamo che Dio ci ha dato i 10 Comandamenti e tutta la Rivelazione Divina soltanto per torturarci o per il nostro vero bene? Ci fidiamo a noi stessi o ci fidiamo al nostro Creatore Che ama ognuno di noi immensamente?!?

ALCUNI DELLE QUESTIONI CALDE DISCUSSE OGGI sono della santità della vita e anche la cura pastorale per gli omosessuali e per i divorziati e risposati. Contrastate le citazione seguenti dai documenti della Chiesa con la confusione che si dissemina fuori e dentro la Chiesa Cattolica oggi (leggete questi documenti interi!):

Si delinea e consolida una nuova situazione culturale, che dà ai delitti contro la vita un aspetto inedito e — se possibile — ancora più iniquo suscitando ulteriori gravi preoccupazioni” (No. 4). “C'è un aspetto ancora più profondo da sottolineare: la libertà rinnega sé stessa, si autodistrugge e si dispone all'eliminazione dell'altro quando non riconosce e non rispetta più IL SUO COSTITUTIVO LEGAME CON LA VERITÀ. Ogni volta che la libertà, volendo emanciparsi da qualsiasi tradizione e autorità, si chiude persino alle evidenze primarie di una verità oggettiva e comune, fondamento della vita personale e sociale, la persona finisce con l'assumere come unico e indiscutibile riferimento per le proprie scelte non più la verità sul bene e sul male, ma solo la sua soggettiva e mutevole opinione o, addirittura, il suo egoistico interesse e il suo capriccio.” (No. 19; Lettera Enciclica; EVANGELIUM VITAE; del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II; ai Vescovi, ai Presbiteri E Ai Diaconi, ai Religiosi e alle Religiose, ai Fedeli Laici E A Tutte Le Persone di Buona Volontà sul Valore e L'inviolabilità della Vita Umana; http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae_it.html).

PAPA GIOVANNI PAOLO II (FRA ALTRE OCCASIONI) HA PARLATO CON FERMEZZA AI VESCOVI NEGLI STATI UNITI (LA, California, 16-09-1987) CONTRO UN TIPO DI CATTOLICESIMO COME UN BUFFET CON AMPIA VARIETA’ DI SCELTE: “Talvolta è stato detto che un gran numero di cattolici, oggi, non aderisce agli insegnamenti della Chiesa su un gran numero di questioni, soprattutto riguardanti la morale sessuale e coniugale, il divorzio e le nuove nozze. Di alcuni è stato detto che non accettano la chiara posizione della Chiesa riguardo all’aborto. Si è notato inoltre che vi è una tendenza, da parte di alcuni cattolici, ad essere selettivi nella loro adesione agli insegnamenti morali della Chiesa. Alcuni sostengono che il dissenso dal magistero è del tutto compatibile con l’essere “buoni cattolici” e non costituisce un ostacolo alla ricezione dei sacramenti. QUESTO È UN GRAVE ERRORE che rappresenta una sfida all’ufficio magisteriale dei vescovi degli Stati Uniti, e dei vescovi di altri Paesi. Desidero incoraggiarvi nell’amore di Cristo ad affrontare coraggiosamente nel vostro ministero pastorale questa situazione, affidandovi alla forza della verità divina per guadagnare il consenso, e alla grazia dello Spirito Santo che è donata sia a coloro che proclamano il messaggio sia a coloro ai quali esso è indirizzato.”

L'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarità dei sessi ripropone una verità evidenziata dalla retta ragione e riconosciuta come tale da tutte le grandi culture del mondo. Il matrimonio non è una qualsiasi unione tra persone umane. Esso è stato fondato dal Creatore, con una sua natura, proprietà essenziali e finalità. Nessuna ideologia può cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite.” (No. 2; Congregazione per la Dottrina della Fede; Considerazioni Circa i Progetti di Riconoscimento Legale delle UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI; 3 giugno 2003; http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html).

Castità e Omosessualità; CCC 2357-2359.

Vanno incoraggiati quei programmi in cui questi pericoli sono evitati. Ma occorre chiarire bene che OGNI ALLONTANAMENTO DALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA, O IL SILENZIO SU DI ESSO, nella preoccupazione di offrire una cura pastorale, non è forma né di autentica attenzione né di valida pastorale. SOLO CIÒ CHE È VERO PUÒ ULTIMAMENTE ESSERE ANCHE PASTORALE. Quando non si tiene presente la posizione della Chiesa si impedisce che uomini e donne omosessuali ricevano quella cura, di cui hanno bisogno e diritto.” (No. 15; Congregazione Per La Dottrina Della Fede; Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica Sulla Cura Pastorale delle Persone Omosessuali; 1° ottobre 1986; Joseph Card. Ratzinger, Prefetto; http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html).

Dopo un vescovo tedesco ha messo in dubbio l’insegnamento della Chiesa sui DIVORZIATI RISPOSATI, nel 1998 il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, introdusse il volume intitolato Sulla pastorale dei divorziati risposati.
La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Accanto a molte reazioni positive si sono udite anche non poche voci critiche.
Per quanto riguarda la posizione del Magistero sul problema dei fedeli divorziati risposati, si deve inoltre sottolineare che i recenti documenti della Chiesa uniscono in modo molto equilibrato le esigenze della verità con quelle della carità. Se in passato nella presentazione della verità talvolta la carità forse non risplendeva abbastanza, oggi è invece grande il pericolo di tacere o di compromettere la verità in nome della carità. Certamente la parola della verità può far male ed essere scomoda. Ma è la via verso la guarigione, verso la pace, verso la libertà interiore. Una pastorale, che voglia veramente aiutare le persone, deve sempre fondarsi sulla verità. SOLO CIÒ CHE È VERO PUÒ IN DEFINITIVA ESSERE ANCHE PASTORALE. «Allora conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32).” (La pastorale del matrimonio deve fondarsi sulla verità; A proposito di alcune obiezioni contro la dottrina della Chiesa circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati; Da uno scritto poco conosciuto del cardinale Joseph Ratzinger pubblicato nel 1998; Osservatore Romano; 30 novembre 2011; http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-pastorale-del-matrimonio-deve-fondarsi-sulla-ve#.UzU6atfqUxA).

Comunione ai divorziati risposati. Caffarra avverte: "Fermatevi"
Netta risposta del cardinale all’apertura del porporato Kasper
Bologna, 16 marzo 2014 - «DA BOLOGNA con amore: fermatevi». Questo il titolo e il messaggio di un’intervista al cardinale Carlo Caffarra. Dalle pagine del Foglio il cardinale ammonisce: «Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L’ipocrisia non è misericordiosa». Una risposta chiara in merito alla proposta del cardinale Walter Kasper circa la possibilità di riammettere alla comunione, dopo un periodo di penitenza, le coppie di divorziarti risposati che lo chiedono.

La Madonna a Akita, Giappone (1973): L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete CARDINALI CONTRO CARDINALI e vescovi contro altri vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno opposti dai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. La Chiesa sarà pieno di quelli che accettano compromessi …” (http://blogcristianocattolico.blogspot.com/2008/01/la-madonna-di-akita-giappone.html).

Gesù ci ha detto: “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,6)! Queste parole di Gesù sono spiegate bene dagli insegnamenti della Chiesa (CCC 2331-2336).

Sempre più c’è una grande ribellione contro la Verità Assoluta Che è Gesù Cristo (Gv 14,6). La Verità (“V” maiuscolo) qui sulla terra, in questa “lotta tremenda” (CCC 409) è sempre accompagnata dalla croce di Cristo nel momento presente, ma porta alla vera gioia, pace e libertà. La verità (“v” minuscolo) del relativismo, rifiuta la sofferenza nel momento presente, ma porta al dolore, l’agitazione e la schiavitù. “Non abbiamo bisogno di una Chiesa che è mossa dal mondo, ma una Chiesa che muove il mondo” – G.K. Chesterton. Non credo che fosse per caso che quando Papa Giovanni Paolo II era chiesto verso la fine della sua vita di offrire un versetto da tutta la Bibbia per il popolo di Dio, ha risposto senza esitazione: “LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI” (Gv 8,32)!

Per arrivare a paradiso bisogna cercare la Verità fuori delle nostre teste e vivere la Verità con l’aiuto di Dio dalla preghiera ed i Sacramenti. La grande maggioranza delle persone oggi non fanno neanche il primo passo di cercare la Verità scomoda, con la perseveranza e la fatica: Come si può pretendere di passare l’eternità con la Verità, Che è Gesù Cristo (Gv 14,6)?!?

Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, i corpi morti galleggiano e vanno con la corrente giù con il fiume ma PER ARRIVARE AL PARADISO BISOGNA NUOTARE CONTRO UN CORRENTE MOLTO FORTE DI SECOLARISMO IN QUESTA “LOTTA TREMENDA” (CCC 409) della vita! Dobbiamo combattere a cercare, trovare e vivere la Verità, Che è Gesù Cristo, anche se dobbiamo soffrire e perfino morire come Gesù è morto per ognuno di noi. “LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI” (Gv 8,32; Ger 6,16)!

LA PROFEZIA DI DON BOSCO DELLE DUE COLONNE” ci fa capire la grande importanza di rimanere molto vicino a Gesù nell’Eucaristia (finché sia possibile) con il Rosario in mano.
(Visitate: “La Profezia di Don Bosco delle due Colonne" a http://www.mariadinazareth.it/don%20bosco%20sogno.htm).


- - -

Per continuare questo pensiero, andate alla prossima “Cibo Spirituale”:

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Intorno ai suoi 20 anni, Luca Del Vecchio ora ventisettenne, giovane assai brillante e comunicativo, nel suo piccolo era un ragazzo "di successo"; PR (Pubbliche Relazioni) in discoteca, bella presenza, molte ragazze intorno, una famiglia benestante che non gli aveva mai fatto mancare nulla.

Luca ha però raccontato come, proprio nel cuore dei suoi vent'anni, sia stato assalito da una profonda inquietudine interiore. "Una notte, tornato dall'ennesima festa in discoteca – racconta – mi trovai a letto in lacrime: mi ero accorto di sentirmi fondamentalmente solo e io avevo il terrore della solitudine".

Per Luca la prima via di fuga sono le droghe – ecstasy e cocaina in particolare – che "mi aiutavano a rinforzare la mia maschera, l'immagine di persona sempre allegra e di successo", quindi un palliativo alla costante minaccia della solitudine.

È proprio nel momento di massima contraddizione e disperazione che Luca inizia a cambiare attitudine e abbigliamento, assumendo un'immagine "dark".

Un giorno, una zia, intuito lo stato di prostrazione interiore di Luca, invita il nipote a una veglia di preghiera e poi a un pellegrinaggio a Medjugorje. "Come normalmente faccio, presi quella proposta come una sfida e andai, coinvolgendo un bel gruppo di amici", racconta il giovane.

Una volta a Medjugorje, Luca inizia un digiuno e chiede a Dio un segno della sua presenza che presto arriva: al termine di una lunga coda per la confessione, si imbatte in un giovane sacerdote. È don Davide Banzato che lo introduce a Nuovi Orizzonti, il movimento fondato da Chiara Amirante.

Inizia così, nell'estate del 2007, la seconda vita di Luca, oggi responsabile della Nuova Evangelizzazione per Nuovi Orizzonti nel Lazio.

(Da Zenit)

lunedì 3 marzo 2014

Giovanni 15,10

"Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore" (Gv 15,10).


Queste sono parole belle e consolanti che stimolano tante persone di sentirsi attirate a Gesù e di seguire Gesù. All’inizio della Sua vita pubblica, Gesù ha fatto anche tanti miracoli e tante guarigioni. Ma dopo Gesù ha cominciato, con il Suo esempio e poi con le Sue parole, di condurre liberamente le persone verso i doni molto più preziosi, verso la vera libertà dal nostro egoismo e dalla nostra pigrizia. Tutti vogliono i miracoli e le guarigioni, ma per ottenere la libertà più profonda e duratura, non c’è un’altra strada tranne verso Gerusalemme, verso Calvario con Gesù.

Quando Gesù ha cominciato a spiegare questa vera strada verso Calvario, perfino gli apostoli erano stupefatti (Mc 10,24) e sbigottiti (Mc 10,26). Tanti aspettavano una vita più facile con la venuta del Messia, ma invece Gesù ha detto: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire , ma per dare compimento…” (Mt 5,17). Non soltanto “non uccidere, ma no si adire con il proprio fratello.” Non soltanto “non commettere adulterio, ma chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Mt 5,17-37). All’inizio del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci e volevano fare Gesù re; ma alla fine dello stesso capitolo quando Gesù ha dichiarato la necessità di mangiare il Suo Carne e bere il Suo Sangue, molti dei discepoli di Gesù si tirarono indietro e non andavano più con Lui!

Gesù non ha mai accettato i compromessi come tante persone nella Chiesa vogliono fare oggi. Viviamo in un mondo che è più lontano da Dio e dai Suoi 10 Comandamenti che mai nella storia del mondo. Tanti responsabili religiosi offrono i compromessi o approvano le scuse di non seguire o di non vivere le parti difficile del Vangelo, invece di offrire un buon esempio santo, e poi di offrire le parole buone, con tanta preghiera e sacrificio di sé, attingendo l’aiuto forte dai sacramenti e dalla preghiera, soprattutto davanti al Dio infinito Che si nasconde nell’Eucaristia. “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina girata da asino al collo e venga gettato nel mare” (Mc 9,42). Non credo che era per caso che nel periodo quando tantissimi laici, sacerdoti e vescovi hanno ribellato contro la Lettera Enciclica, Humanae Vitae (1968), di Papa Paolo VI, che l’Arcangelo San Michele a Garabandal (Spagna, 1965) ha detto: “Cardinali, Vescovi e sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime”!

Gesù è molto esigente ma Gesù può offrire quello che gli altri fondatori degli altre religioni non potevano offrire: l’aiuto necessario per vivere la pienezza del Vangelo e anche il premio della vita eterna.

Tanti persone sono innamorate con le consolazioni di Dio ma non con il Dio delle consolazioni! Ma senza la croce accettata ed abbracciata, non ci sarà la corona di gloria. Non c’è la risurrezione senza la crocifissione; non c’è la Pasqua senza Venerdì Santo!

Gesù è morto nudo e umiliato sulla croce, come un fallito totale negli occhi del mondo! Quanti di noi siamo pronti non soltanto di soffrire con Gesù ma anche di perdere il nostro buon nome, il nostro prestigio, i nostri onori e privilegi nella Chiesa o nel mondo civile davanti alla gente come ha fatto Gesù per vivere e proclamare la Verità scomoda che ci fa liberi da vero (Gv 8,32)?

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Ho vissuto trenta anni all'insegna della droga, sesso usa e getta e devianza. Sono nata senza essere desiderata vivendo in un ambiente segnato da vicende difficili che scatenavano liti e incomprensioni. Ciò che ha rotto definitivamente i miei delicati sogni di ragazza è stata una violenza subita a 12 anni. È iniziata così la mia inarrestabile discesa negli inferi cominciando a drogarmi per non sentire il dolore. Nessuno si era accorto di niente.

Apparentemente tutto andava bene, ma pian piano mi spegnevo perdendo la voglia di vivere. Ho costruito una fortezza inespugnabile intorno al mio cuore. Crescevano in me dolore e rabbia, tanto bisogno di amore trasformato in superbia e presunzione. La mia unica compagna era l'eroina. Poi la cocaina in un escalation di soldi e potere nel campo immobiliare. Ero pronta a tutto per i soldi e la considerazione. Ma a quale prezzo? Al prezzo di usare le persone per poi gettarle quando non mi servivano più. Non conoscevo limiti, ma il vuoto interiore mi stava corrodendo. Mi sentivo sempre più terribilmente sola. Per ben cinque volte tentai di farla finita, ma non ci riuscii. Perché? Mi chiedevo. Perché non avevo ancora scoperto che Qualcuno mi aveva pensato fin dall'eternità e mi aveva amato al punto di dare se stesso per me.

Conobbi una realtà impegnata nell'evangelizzazione di strada. Mi decisi di entrare in comunità dove ho trovato una vera famiglia che mi ha accompagnato passo dopo passo in un cammino riabilitativo basato sul Vangelo. Da quel momento la mia vita è cambiata: ho conosciuto l'infinito amore di Dio attraverso i fratelli che hanno accolto con me il mio grido di dolore e solitudine.

Pian piano tutto sui è trasformato in Resurrezione, in esperienza di gioia e perdono, in capacità di ridonare gratuitamente la mia esistenza a chi è ancora imprigionato nella morte dell'anima testimoniando che l'Amore può fare miracoli perché Dio è Amore! Gesù si è inabissato nei miei inferi e li ha trasfigurati con il Suo immenso Amore. Voglio spendere ogni attimo della mia vita per essere strumento della gioia della Resurrezione!

Angela Croce, Comunità Nuovi Orizzonti
Testimonianza - Pentecoste 2013, Piazza San Pietro


- - - - - - -

Don Jo (Joseph) Dwight



martedì 4 febbraio 2014

Matteo 5,8


"Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" (Mt 5,8).


E’ impossibile di arrivare alla purità di cuore e mantenere la purità di cuore senza soffrire con Gesù. Se qualcuno dice che si può arrivare a qualsiasi virtù senza soffrire con Gesù, è una bugia. Tante persone oggi preferiscono le bugie facile, senza sacrificio.

Santa Faustina ha scritto nel suo diario:
E vidi Gesù inchiodato sulla croce. Dopo che Gesù era rimasto appeso per un momento, vidi tutta una schiera di anime crocifisse come Gesù. E vidi una terza schiera di anime ed una seconda schiera di anime. La seconda schiera non era inchiodata sulla croce, ma quelle anime tenevano saldamente la croce in mano. La terza schiera di anime invece non era né crocifissa né teneva la croce in mano, ma quelle anime trascinavano la croce dietro di sé ed erano insoddisfatte” (Diario, 446).

Possiamo chiederci, in quale schiera ci troviamo noi a questo punto della nostra vita, del nostro cammino spirituale con Gesù?

Allora Gesù mi disse: «Vedi quelle anime, che sono simili a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse saranno simili a Me anche nella gloria. E quelle che assomigliano meno a Me nella sofferenza e nel disprezzo: le stesse assomiglieranno meno a Me anche nella gloria». (Diario, 446).

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Sono parrucchiera e faccio servizio a domicilio.

Un giorno sono stata chiamata da una signora. Si è sposata un anno fa, aspetta un bambino, ma vuole divorziare perché la vita con la suocera è impossibile. L'ho ascoltata, poi le ho consigliato di aspettare.

Dopo alcuni giorni mi ha chiamato la suocera; anche lei voleva farsi tagliare i capelli. Mi ha subito parlato male della nuora. "Che strano - le ho detto - proprio due giorni fa ero a casa sua e mi ha detto cose belle su di lei...". Quando ho incontrato di nuovo la nuora le ho detto: "Tua suocera mi ha parlato di te, mi sembra che ti voglia proprio bene...".

Alcuni giorni dopo la famiglia si è ritrovata in occasione di una festa. Suocera e nuora si sono riviste dopo mesi. Mi hanno fatto sapere che è stato un momento bellissimo e mi hanno ringraziato chiedendomi: "Chi ti insegna le cose belle che ci dici?". Ho rivelato loro il mio segreto: è il Vangelo che insegna ad essere operatori di pace.

F., Pakistan

- - - - - - -


Don Jo (Joseph) Dwight

P.s.

Quanti sacerdoti e vescovi non ci spiegano il valore del grande dono della sofferenza e del sacrificio? Dobbiamo pregare tanto per i sacerdoti ed i vescovi di avere il coraggio di vivere il Vangelo pienamente per poter proclamare il Vangelo prima con il loro esempio e poi con le loro parole.

Nel documento, “Un Prete Dannato Mette In Guardia Contro l’Inferno”, si legge il seguente:

La povertà delle famiglie numerose è una grande benedizione
A quanti sono nel bisogno, che hanno molti figli e devono lavorare molto, sicché non hanno tempo da dedicare al lusso, agli eccessi o ai piaceri, si dovrebbe dire: "Lodate il Signore tre volte al giorno, in ginocchio, e ringraziatelo di avervi dato, con i vostri figli, del lavoro, e di avervi offerto i vostri figli affinché li alleviate e ne facciate i prossimi cittadini del cielo, perché per ognuno dei vostri figli acquisterete più grazia". Invece di ciò, essi dicono, a volte dicono anche, ed anche preti, che si... Non voglio parlare!
E: In nome di Gesù Cristo, di la verità, solo la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sul sacerdozio!
V: ...Invece di ciò, quando una donna o un uomo vengono a dir loro: "non va bene per noi; abbiamo avuto un terzo o un quarto figlio o solo un secondo, dipende. Abbiamo problemi di alloggio. Abbiamo questo problema qui o un altro...". Allora il prete, invece di dire loro: "Resistete, vivete in questo vecchio appartamento e in queste stanze con la grazia di Dio (piangendo); pregate tutti i giorni e ringraziateLo di quanto avete!", invece di ciò (piangendo)... Non voglio parlare!
E: In nome di Gesù Cristo continua, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!
La pillola trascina l’aborto
V: ...Invece di ciò questi preti diventano realmente seduttori e danno a questi poveri, ma in fondo questa gente non è povera, non è tanto nella miseria, non è cosi terribilmente miserabile...
Quando dico "poveri" voglio dire che essi lo sono perché sono caduti nel peccato, perché il prete da loro il cattivo consiglio di non comportarsi proprio secondo i comandamenti di Dio in questo caso particolare; in questo caso, essi devono prendere la pillola o ciò che vi e d’altro in questo campo. Egli consiglia loro questo o quello, o la tale o tal’altra medicina, e questa medicina ovviamente... la maggioranza dei medici la prescrive senza battere ciglio.
Gli uomini non notano di sprofondare nella sventura, perché dalla pillola e dai preservativi fino all’aborto non è più molto grande la via, e l’aborto è già un omicidio (grida) è un peccato mortale. Forse questi preti lo dimenticano o forse certi lo sanno, ma in questo tempo di modernismo e di defezione in massa non vogliono più ammettere che è ancora valido oggi ciò che lo e stato da sempre, da migliaia e migliaia di anni.
È chiaro che l’umanità si è accresciuta e che non è più come una volta quando Dio punì immediatamente ONAN con la morte, ma punirebbe ancora ciascuno di quelli che, ahimè, devo dirlo,  prendono contraccettivi e li richiamerebbe all’ordine, perché questo non è più l’ordine, e l’aborto ancor meno. Non è nel piano di Dio, nel suo piano di salvezza. E io devo...
E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, per la gloria di Dio e in nome di Gesù Cristo!
V: ...e io devo dire, io, Verdi, che sono stato prete, che i preti, e non solo i preti ma anche i vescovi, i cardinali, è evidente, dovrebbero gridare al loro popolo dall’alto del pulpito, si, gridarlo: "Sopportate le vostre sofferenze con pazienza, perché la vita terrena non è fatta per vivere nella dissolutezza e il lusso, per mangiare e bere, ma per camminare dietro al Signore e praticare l’imitazione di Cristo".
Perché la dove sono ancora la rinuncia e il sacrificio, ecco quanto dovrebbero dire, e anche la grazia, e la dove non sono più né rinuncia né sacrificio, né preghiera, scompare anche la grazia. La dove non è più la grazia, noi vi osserviamo, e se possiamo penetrare solo attraverso una fessura, se possiamo soltanto far passare un corno, siamo pero già penetrati in questi laici o questo clero, e ciò poi continua. Se è aperta una fessura, essa presto si allarga, poi è aperta tutta la porta e non solo questa. Non è solo tutta la porta ad essere aperta. È infine tutta la casa a crollare come adesso accade nelle vostre chiese. Si...

Visitate:
UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO
Una madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.
Dal 1975, poco dopo che la possessione fu constatata da un notissimo esorcista, oltre a un certo numero di demoni umani e angelici (dannati e demoni) fu anche costretto a manifestarsi VERDI GARANDIEU. Egli avrebbe esercitato il ministero sacerdotale nel XVII secolo in un villaggio dei Pirenei. Quanto sappiamo della sua vita ci è noto mediante le rivelazioni che egli ha dovuto fare durante un esorcismo, il 5 aprile 1978.



venerdì 3 gennaio 2014

1Cor 3,11


"Cristo, unico fondamento della Chiesa" (cf 1 Cor 3,11)



Gesù è la realizzazione delle attese e delle speranze di Israele. Lo Spirito scende su di Lui nel battesimo al Giordano e lo consacra a portare la salvezza di Dio. Questa salvezza diventa buona notizia ai poveri, libertà annunciata ai prigionieri, vista offerta ai ciechi, dignità per gli oppressi e anno di grazia come dono di Dio.

Questa salvezza ora non è più offerta in un tempo indeterminato, ma avviene "oggi", nell'"oggi" del tempo compiuto finalmente dal Figlio di Dio fatto uomo. È in questo tempo di grazia che il Signore incontra le strade delle sue creature e si propone come Salvatore.

L'oggi di Gesù diventa l'oggi per noi, chiamati a rispondere all'invito del Signore, a reagire in maniera positiva e decisiva alle sue proposte di salvezza. Gesù realizza la Parola di Dio, anzi Egli è la Parola stessa di Dio, che colma la mia vita non di cose, ma di persone da amare. E può ricomporre in unità i frammenti di questo mondo, con un amore che diventa condivisione, attenzione, senso, vista, liberazione, strada comune.

Però dobbiamo sempre ricordare che “la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)! Se fabbrichiamo la verità (“v” minuscolo) secondo le nostre proprie teste, come fanno tantissimi persone oggi, domani c’è la schiavitù. Invece se cerchiamo la Verità (“V” maiuscolo) da Gesù spiegato dalla Sua Chiesa (il Catechismo della Chiesa Cattolica; www.vatican.va/archive/ccc/), e mettiamo in pratica la Verità con l’aiuto di Gesù, con tanta preghiera ed i Sacramenti, domani ci sarà la vera libertà e la gioia vera.

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Circa un anno fa, al termine della Celebrazione della S. Messa, un ragazzo della mia età si è presentato alla Comunità a cui ora appartengo da quasi sei anni, parlandoci del suo incontro con Gesù. Ricordo vivamente una frase in particolare: "Gesù ti ama così come sei". GESU' TI AMA. Con queste parole ci invitava a degli incontri di catechesi.

Credo sia difficile per tutti accettare queste parole, la prima cosa che può venire in mente è chiedere a Gesù, che ci ama tanto, perché permette tutti i dolori ed il male che incontriamo nella nostra vita.

Anche io mi sono chiesto queste cose, anche io mi sono chiesto perché proprio a me è successo di sconvolgere la mia vita e quella dei miei cari per un fatto che non ho mai voluto e desiderato. Perché Gesù permette che mio padre si trovi in una situazione fisica precaria, perché ha permesso a mia moglie di trincerarsi nel silenzio anziché permettere il dialogo e un confronto, perché ha permesso che mi sia concesso di vedere i miei amati figli solamente tre volte all'anno per qualche ora al massimo?

Ho voluto scoprire il senso di quella frase e ho voluto vedere con i miei occhi e sentire con le mie orecchie se questo era proprio vero oppure se erano parole di qualche fanatico religioso. Qui non si tratta di conoscere Gesù, la sua storia, ma si tratta di scoprire Gesù che vive in noi. Gli incontri di catechesi non mi hanno fatto stare bene, anzi, ho sofferto ancor più di prima, ma il mio dolore era causato, e lo è tuttora, dalla Parola del Signore che come una punta affilata entra nel mio cuore per riportare la luce che avevo perso, per farmi scoprire il vero significato di AMORE.

Dimenticavo: mi chiamo Lucio, sono detenuto nella casa circondariale di Montorio Veronese e condannato a trent'anni di carcere. Se mi è permesso di gioire, e sono il più insignificante, perché non cercate l'amore e la felicità anche voi? Siamo fratelli nel Signore e in quanto fratelli desidero il meglio per tutti voi.


- - -

Don Jo (Joseph) Dwight

- - -

P.s.

Vi invito a visitare ogni tanto il mio sito principale: http://giuseppedwight.blogspot.com.
Su questo sito metto i riferimenti degli articoli più importanti e anche i nuovi aggiornamenti.

Recentemente ho pubblicato gli articoli seguenti che forse troverete interessante e forse utili e illuminanti:

Il Piano Massonico Per La Distruzione della Chiesa Cattolica

E’ molto interessante quante volte si trova questo “AMORE” FALSO” usato come una strategia potente nei 33 direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni per distruggere la Chiesa Cattolica! La parole “amore” APPARE 11 VOLTE in queste 33 direttive! “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14)!

Direttiva 26: Utilizzate commissioni di laici e Sacerdoti deboli nella fede che CONDANNINO E RIPROVINO SENZA DIFFICOLTÀ OGNI APPARIZIONE DI MARIA e ogni apparente miracolo, … Indicate i Veggenti come disobbedienti nei confronti dell’Autorità Ecclesiastica. Fate cadere il loro buon nome in disistima, allora nessuno penserà di tenere in qualche conto il loro Messaggio.”

- - - - - - -

La “Profezia” di San Francesco (Assisi)

Nel momento decisivo di questa crisi, un personaggio non canonicamente eletto, elevato al soglio pontificio, si adopererà a propinare sagacemente a molti il veleno mortale del suo errore.!

- - - - - - -

Le Profezie di Beata Anna Katherina Emmerick

"VIDI ANCHE IL RAPPORTO TRA I DUE PAPI... VIDI QUANTO SAREBBERO STATE NEFASTE LE CONSEGUENZE DI QUESTA FALSA CHIESA.”

- - - - - - -

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

HANNO CHIESTO PADRE GABRIELE AMORTH, l’esorcista principale del Vaticano, “Qual è il più grande successo di Satana?” Amorth ha risposto: “Riuscire a far credere di non esistere. E ci è quasi riuscito. Anche all’interno della Chiesa!”

Una madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.

Dal 1975, poco dopo che la possessione fu constatata da un notissimo esorcista, oltre a un certo numero di demoni umani e angelici (dannati e demoni) fu anche costretto a manifestarsi VERDI GARANDIEU. Egli avrebbe esercitato il ministero sacerdotale nel XVII secolo in un villaggio dei Pirenei. Quanto sappiamo della sua vita ci è noto mediante le rivelazioni che egli ha dovuto fare durante un esorcismo, il 5 aprile 1978.


- - - - - - -


Padre Pellegrino Maria Ernetti, morto alcuni anni fa, era monaco benedettino dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia, dove riceveva centinaia di persone alla settimana per essere esorcizzate. Era noto per i suoi studi biblici e teologici. Le sue conoscenze nelle varie scienze erano note e tali che costituirono punti sicuri di riferimento per i fedeli che accorrevano da lui non solo da tutta l’Italia, ma anche dall’estero, perché era il più preparato esorcista del nostro tempo.


- - - - - - -

Come MARIA HA AVUTO UN RUOLO FONDAMENTALE per la prima venuta di Gesù Cristo, così sarà anche per la seconda venuta di Gesù Cristo!

Un libro profetico proprio per i nostri tempi è “TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE”, di S. Luigi di Montfort. Hanno trovato questo tesoro 130 anni dopo la morte del santo; ben presto era tradotto in tante lingue.

Per leggere un po’ di ciò che Don Stefano Gobbi, il fondatore del Movimento Mariano Sacerdotale, ha scritto in merito, visitate: “Funerale Stefano Gobbi”; http://cibo-spir.blogspot.com/2011/07/funerale-stefano-gobbi.html .

BEATO PAPA GIOVANNI PAOLO II ha scritto di questo libro:
“Leggendo questo libro era un punto decisivo di svolta nella mia vita. Dico “svolta”, ma in fatti era un viaggio interiore lungo… Questa “devozione perfetta” è indispensabile per qualsiasi persona che vuole darsi a Cristo, senza riserva, al lavoro della redenzione. E’ dal Montfort che ho preso il motto: “Totus tuus” (“Sono tutto tuo”). Un giorno dovrò dire a voi Monfortiani come ho scoperto “Il Trattato della Vera Devozione a Maria”, e quante volte ho dovuto rileggerlo per capirlo.”

Per vedere e scaricare tutto il libro (PDF), “Trattato della Vera Devozione a Maria”, visitate:

- - - - - - -

LA PROFEZIA DI DON BOSCO DELLE DUE COLONNE” ci fa capire la grande importanza di rimanere molto vicino a Gesù nell’Eucaristia (finché sia possibile) con il Rosario in mano.
(Visitate: “La Profezia di Don Bosco delle due Colonne" a http://www.mariadinazareth.it/don%20bosco%20sogno.htm).

SANTO PADRE PIO ha detto: “Il mondo può più facilmente sopravvivere alla sparizione della luce del sole, che alla sparizione del sacrificio della Messa.” Questo santo ha detto anche che “l’arma per questi tempi, è il Rosario”!


lunedì 2 dicembre 2013

1Tess 3,12


«Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti» (1 Tess 3,12).


In tutto il Vangelo, sentiamo spesso l’esortazione alla vigilanza. Nella liturgia di Avvento, per la preparazione a Natale, per la venuta del Signore, ancora di più sentiamo questo consiglio alla vigilanza. Perché senza la vigilanza, è impossibile ad amare secondo il Vangelo, secondo l’esempio di Gesù, senza il motivo di tornaconto nascosto!

Questo invito ci fa vedere che esiste una verità profonda nella nostra vita: è la verità di Dio che si dona e fa da fondamento alla nostra esistenza, trasformandoci dal di dentro. È necessario quindi essere vigilanti per non sprecare le occasioni. Si dice che il cristiano è uomo e donna di speranza: vigilanza e preghiera sono due atteggiamenti di speranza, così da essere discepoli di Gesù, vigilanti e impegnati nel vivere il suo Comandamento Nuovo.

Attenzione è il primo nome dell'Avvento, perché la coscienza viene facilmente sedotta e la spiritualità annacquata, con il risultato di una mediocrità imperante, fatta di abitudine, di lamentela e di abbandono di progetti significativi. Il Vangelo ci suggerisce di vegliare pregando. Pregare è fare il pieno di ossigeno, è volare alto, è evitare il soffocamento della banalità. A chi pone tutto nella mani di Dio, Egli dona la forza di stare sveglio, cioè di vedere e vivere la realtà con occhi ben aperti: Ogni momento, perché ogni istante è gravido di futuro; nessun momento è neutro.

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

La malattia di papà condizionava il clima familiare, creando fra tutti una forte tensione.

Chiedevo a Dio la guarigione completa di papà così da tornare ad essere la famiglia di sempre. ma la situazione non cambiava, anzi sembrava peggiorasse. Non vedere esaudite le mie preghiere, pian piano mi ha allontanato da Dio.

Un vicino di casa, sapendo della mia situazione, ha iniziato ad invitarmi con il suo gruppo di amici. Mi trovavo bene con loro, il modo di stare insieme mi dava pace. Quando ho raccontato che non credevo più in Dio perché non ascoltava le mie preghiere, loro mi hanno ascoltato in un grande silenzio. Poi mi hanno proposto, se ero contento, di chiedere, insieme a Gesù il bene che Lui desiderava per la mia famiglia. Sono tornato a casa con una pace nuova in me.

Prima di entrare, ancora un piccolo dubbio, ma, appena aperta la porta, ho trovato papà ad accogliermi con un grande sorriso. Ho capito che dovevo chiedere a Dio l'amore per iniziare ad amare io per primo, quanti mi erano accanto.

R.U.

- - -

Come Maria ha avuto un ruolo fondamentale per la prima venuta di Gesù Cristo, così sarà anche per la seconda venuta di Gesù Cristo!

Un libro profetico proprio per i nostri tempi è Trattato della Vera Devozione”, di S. Luigi di Montfort. Hanno trovato questo tesoro 130 anni dopo la morte del santo; ben presto era tradotto in tante lingue.

“Il Montfort scrive, nel suo Trattato della vera devozione: "NELLA SECONDA VENUTA DI GESÙ CRISTO, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di lei" (#49).”

“Continua il Montfort: "IN QUESTI ULTIMI TEMPI, DIO VUOLE DUNQUE RIVELARE E MANIFESTARE MARIA, capolavoro delle sue mani, perché è l'aurora che precede e annuncia il Sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi dev'essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo. Perché, essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada che egli seguirà nella sua seconda venuta, anche se in modo diverso. (TVD 50).”

“Dice sempre il Montfort: "MARIA È IL MEZZO SICURO E LA STRADA DIRITTA E IMMACOLATA PER ANDARE A GESÙ Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita. ORA NON SI PUÒ TROVARE MARIA SENZA CERCARLA, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità". (50 - #5)”

“Dice il Montfort: “Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo, che andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell'Anticristo, deve riferirsi LA PRIMA E CELEBRE PROFEZIA E MALEDIZIONE PRONUNCIATA DA DIO NEL PARADISO TERRESTRE CONTRO IL SERPENTE. È bene spiegarla qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a confusione del diavolo: `Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno' (Gen.3,15).”

Per leggere un po’ di ciò che Don Stefano Gobbi, il fondatore del Movimento Mariano Sacerdotale, ha scritto in merito, visitate: “Funerale Stefano Gobbi”; http://cibo-spir.blogspot.com/2011/07/funerale-stefano-gobbi.html .


La scoperta del « Trattato della Vera Devozione » di Karol Wojtila

La lettura di questo libro ha significato, nella mia vita, una svolta decisiva. Ho detto una svolta in quanto si riferisce ad un lungo cammino interiore che ha coinciso con la mia preparazione clandestina al sacerdozio. Fu allora che capitò tra le mie mani questo singolare trattato, uno di quei libri che non è sufficiente « averlo letto ». Mi ricordo di averlo portato per molto tempo con me, anche nella fabbrica di soda, tanto che la sua bella copertina fu danneggiata dalla calce. Io ritornavo incessantemente e di volta in volta su certi passaggi. Mi sono accorto ben presto che, al di là della forma barocca del libro, si trattava di qualche cosa fondamentale.

Come conseguenza, la devozione della mia infanzia e anche della mia adolescenza nei riguardi della Madre di Cristo ha dato luogo ad un nuovo atteggiamento, una devozione proveniente dal più profondo della mia fede, come se provenisse dallo stesso cuore della realtà trinitaria e cristologica. Quando temevo che la mia devozione mariana potesse oscurare Cristo, tanto da cederle il passo, compresi, alla luce del trattato di Grignion de Monfort che realmente era tutt'altra cosa. La nostra relazione con la Madre di Dio deriva, organicamente, dal nostro legame con il mistero del Cristo. Non è quindi questione che l'uno ci impedisca di vedere l'altro. (...) Si può proprio dire che a colui che si sforza di conoscerla e amarla, lo stesso Cristo indica sua Madre come fece, sul Calvario, al suo discepolo Giovanni.

André Frossard, dialogo con Giovanni Paolo II


Per vedere e scaricare tutto il libro (PDF), “Trattato della Vera Devozione a Maria”, visitate:

sabato 9 novembre 2013

Efesini 4,32

«Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo» (Ef 4,32).


L'esperienza del perdono di Dio è ciò che può cambiarci dall'interno, perché ci fa sperimentare la gratuità della sua misericordia e una inesauribile possibilità di vita. In primo piano non sta la nostra possibile conversione, ma la gioia del perdono, gioia anzitutto di Dio nell'offrirci il suo perdono. Gesù nell'accoglienza dei peccatori ci fa intravedere questa gioia. Le tre parabole che costituiscono il quindicesimo capitolo del Vangelo di Luca (15,1-32) trasmettono con chiarezza la buona notizia: Dio è padre buono, la sua casa è uno spazio sicuro. L'attenzione dei tre racconti si concentra sulla gioia di Dio per il cambiamento.

Nella parabola della pecora perduta l'attenzione è richiamata sull'attività del pastore che ricerca: egli lascia, va dietro, finché non trova. E proprio all'intensità della ricerca si collega la gioia del ritrovamento. Dio gioisce del perdono. La parabola ci racconta ciò che prova Dio, non ciò che il peccatore deve fare. La simpatia di Dio e il suo amore per il peccatore precedono la conversione. Ci si converte perché amati. Ci si converte perché perdonati. Il pastore va in cerca della pecora smarrita perché essa continua ad essere preziosa ai suoi occhi. Come è bello poter celebrare il sacramento della riconciliazione: ti fa sperimentare la gioia di Dio che diventa la tua forza.

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Mentre passavo con il mio carico di "lecca-lecca" ho notato un assembramento di gente intorno a un ragazzo: aveva rubato e rivenduto un pacchetto di sigarette per mangiare qualcosa.
Quando succedono fatti del genere da noi non si chiama la polizia, ma ti picchiano bene bene sul posto.

Come trarre dagli impicci quel ragazzo che non era poi così furfante come volevano farlo apparire? Dal ricavato del giorno ho preso dei soldi e ho pagato per lui. Così è tornata la calma e io ho potuto ammonire il ragazzo. Dopo qualche giorno ripasso da quelle parti: una persona mi riconosce, mi ferma e, ricordando l'episodio delle sigarette, ringrazia per l'esempio che ho dato.

K.Y. - Camerun



Don Jo (Joseph) Dwight



P.s.
Forse troverete interessante i tre nuovi documenti che ho messo sui miei blog:

Il Piano Massonico Per La Distruzione della Chiesa Cattolica


La “Profezia” di San Francesco (Assisi)


Le Profezie di Beata Anna Katherina Emmerick