venerdì 7 giugno 2013

1 Pietro 2,20


«Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà grazia davanti a Dio» (1 Pt 2,20).

MISTERIOSA REALE SOLIDARIETÀ

Chi appartiene a Cristo deve vivere fino in fondo tutta la vita di Cristo. Deve crescere sino alla maturità di Cristo, (...) passare per il Getsemani e per il Gòlgota. E tutte le sofferenze che possono venir gli dall'esterno sono nulla a paragone della notte oscura dell'anima, quando la luce divina non brilla più e la voce del Signore non si ode più. Dio è sempre là, ma sta nascosto.

Le sofferenze e la morte del Cristo proseguono nel suo Corpo mistico, e in ognuno delle membra di esso. Soffrire e morire è il destino di ogni uomo. Ma se egli è un membro del Corpo mistico di Cristo, il suo soffrire e il suo morire assumono per tramite della divinità del capo un valore espiatorio, co-redentivo.

Così, colui che è legato a Cristo persevererà inconcusso anche nella notte oscura della soggettiva lontananza da Dio e assenza di Dio; forse l'economia divina della salvezza impiega i suoi tormenti per liberare qualcuno che è oggettivamente incatenato dal peccato. Perciò voluntas tua! Anche, e anzi proprio in seno alla notte più tenebrosa.

Edith Stein
(La vita come totalità, Città Nuova, Roma 1990, pp. 204-205)

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Un’Esperienza di Vita:

Avevo accumulato stress. Per un po' sono riuscito a non farlo pesare in famiglia, ma ad un certo punto mi sono reso conto che c'era tensione tra Elke e me e questa si rifletteva sui bambini. Bastava un niente per farli litigare e in più non accettavano nessuna regola. Inoltre non avevo più il tempo e la calma per fare le piccole cose di casa, come ad esempio preparare la lavastoviglie, come è mio solito fare, o sparecchiare, ecc. Così non potevo continuare.

Ho cominciato a parlare a cuore aperto con mia moglie, le ho detto tutto ciò che mi pesava: gli sbagli fatti, le mie preoccupazioni, il non riuscire, insomma tutto. Insieme ci siamo aiutati, ci siamo ricordati una frase del Vangelo: "Gettate ogni preoccupazione in me...". Questa situazione particolare rimaneva, ma era affrontata diversamente: ho dato a Dio le preoccupazioni ed a me sono rimaste le sole occupazioni. Con Elke ci siamo rivisti nuovi, non guardando più gli sbagli commessi. Ora in casa si respira: i bambini sono sempre vivaci, ma in pace.

A.P., Germania


venerdì 3 maggio 2013

Luca 6,38


Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo” (Lc 6,38)


Vedendo le folle, Gesù ne sentì compassione” (Mt 9,36); esprime tutto l’amore di Gesù per gli uomini brancolanti nel buio. Amore che Egli ha ricevuto dal Padre: “Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,8).

E nel chiamare e nel mandare i suoi apostoli, Gesù li rende partecipi dello stesso amore appassionato e gratuito per gli uomini: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8).

L’amore evangelico ha come prima caratteristica la gratuità, il prendere l’iniziativa, il non aspettare che sia l’altro a fare il primo passo, il non lasciarsi inquinare da calcoli e da interessi.

La gratuità è anche la condizione per annunciare il Vangelo con efficacia.

Se la gratuità è la prima qualità dell’amore, la povertà ne è la veste e l’alveo dove può scorrere. Gratuità e povertà si sono sposate sulla Croce, massima manifestazione di Gesù e del suo Vangelo. La Chiesa è chiamata a percorrere la stessa strada.

Teresa di Calcutta dichiarava che nella sua povertà estrema mai sono mancati un letto e una culla per accogliere i più poveri. Mentre, quando la gratuità e la povertà vengono meno, si esperimenta la sterilità. Chiara Lubich scrive: “Se un gruppo di uomini fossero veri servi di Cristo nel prossimo, presto il mondo sarebbe di Cristo”. L’amore gratuito è efficace ed ha una forza di attrazione irresistibile, perché lascia trasparire l’onnipotenza di Dio.

Dio non si lascia mai essere vinto nella generosità!

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Un’Esperienza di Vita:

Una sera mio marito torna a casa con la notizia che avremmo ricevuto una somma di denaro come eredità di una nostra parente. Mentre festeggiavamo l’inaspettata piccola fortuna, uno di noi dice: “Non possiamo tenerla solo per noi, sarebbe bello condividerla con chi ha bisogno”.

La sera successiva veniamo a sapere che una famiglia giunta in Italia dal Ruanda ha bisogno di aiuto. Abbiamo così trovato subito a chi donare la metà della somma ricevuta. Il nostro gesto ha poi suscitato in altre famiglie il desiderio di fare qualcosa. Di lì a poco abbiamo organizzato insieme una tombola il cui ricavato è stato donato per lo stesso scopo.

F. G., Italia


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Don Jo

venerdì 5 aprile 2013

Giacomo 5,9





«Non lamentatevi fratelli gli uni degli altri» (Gc 5,9)


Il Signore è vicino: è il messaggio che ci viene in questo brano dalla lettera di San Giacomo. Certamente, guardando a ciò che ci sta intorno, non sembrerebbe vero: quante violenze, ingiustizie e sopraffazioni!

L’apostolo Giacomo invita i cristiani del suo tempo, che vivevano tra le difficoltà, alla pazienza e a rinfrancare l’animo e propone come esempio e stimolo le figure dell’agricoltore e del profeta. Il primo attende pazientemente le piogge autunnali e quelle primaverili. Il suo lavoro dipende da esse e non può fare nulla senza di esse. L’agricoltore palestinese era così aperto a quest’azione di Dio che le benedizioni delle piogge divennero proverbiali... come divenne proverbiale la sua pazienza. L’esortazione alla pazienza ha come centro la necessità di evitare la mormorazione e le proteste per vivere il precetto dell’amore vicendevole. L’altro esempio che san Giacomo presenta ai suoi lettori è quello dei profeti che sopportano il dolore, la persecuzione e, a volte, la morte. Tutto accettano pazientemente perché hanno compreso che “la venuta del Signore è vicina”.

Come possiamo accogliere e fare nostro questo messaggio? Esso ci invita a cogliere, fra le pieghe della storia, il positivo, il bene, i semi del Verbo, cioè i segni della presenza di Cristo. C’è del bene: apprezziamolo e facciamolo crescere. Questo ci rinfranca, ci ridona coraggio: mette cioè un raggio di luce, che è la luce di Dio, nel nostro cuore. Ci comunica nuove energie e il cuore diventa capace di essere come quello di Dio, sempre pronto ad amare.

I cristiani non sono di coloro che si lamentano, ma sanno portare la luce che hanno in cuore negli ambienti dove vivono: in famiglia, nel lavoro, nel tempo dello svago e del riposo, con gli amici. Sono una presenza positiva, perché il Signore è vicino. E con Lui non si può essere giù. Come i discepoli di Emmaus: “Non ardeva forse il nostro cuore quando lungo la via ci parlava e ci spiegava le Scritture?”.

Ma qualche volta, per amore vero, dobbiamo dire come Gesù ha detto ai discepoli di Emmaus: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” (Lc 24,25-26).

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Un’Esperienza di Vita:

In un bar qui in Italia, che vende anche le riviste, dove vivo e dove vado per una tazza di caffè dopo la mia Messa quotidiana, una delle mogli (co-proprietario del bar, due famiglie proprietari), stava parlando del calendario, che vendono, con una donna completamente nuda sul davanti. Ho detto a lei che dovrà rendere conto a Dio dopo la sua morte per la vendita di materiale pornografico nel suo negozio. Lei non era felice con me e divenne frustrata. Allora ho detto a lei che noi uomini, come Dio ci ha creati, quando abitualmente guardiamo pornografia senza pentirsi e cercare di cambiare la nostra vita, cominciano a considerare le donne come gli oggetti di piacere, invece di persone ad apprezzare e di stimare. Ha detto con indignazione: “Ma chi dice questo?” Ho risposto, Papa Paolo VI nel Humanae Vitae! Allora ho detto a lei che quando i mariti, che sono abituati a guardare la pornografia, fare l'amore con le loro mogli, fanno l'amore con l'immagine della pornografia nella loro testa, non con le loro mogli, che è un vero tradimento! Gli italiani, in generale, sono molto abili a fare tutto banale anche le cose più sacre della nostra fede.

Quando una ragazza sfrutta il suo corpo mezzo nudo come l’esca, lei attira i pesci che sono interessati nel suo corpo; quando uno di questi pesci si stufa del suo corpo, lui va ad un altro corpo e lei cade nella depressione e si domanda perché?!? Se lei si copre modestamente il suo corpo e sfrutta il mistero della sua personalità che Dio l’ha data, lei attirerà uomini che sono interessati nel suo carattere unico che è irrepetibile e quindi quest’attrazione durerà una vita intera, con l’aiuto della preghiera, e nell’eternità! Questo non è facile quando la grande maggioranza dei pesci maschili sono diventati intossicati, fino al punto di modificare i loro cervelli, con la pornografia e quindi sono plagiati e stimolati fortemente di cercare ciò che vedono nelle riviste pornografici, i corpi perfetti che non esistono. Le ragazze finiscono di cercare di competere con i modelli truccati, mascherati e camuffati perfettamente e finiscono di fare le diete i tanti altri tipi di esercizi corporali.

Nel nome di “liberazione femminile” le donne sono state veramente imbastardite e hanno rinunciato la loro dignità data da Dio per essere valutate secondo la posizione giusta del loro tessuto di grasso e di carne del loro corpo (come i bestiami messi all’asta) perché hanno bevuto il slogan allettante e ripetuto continuamente del “padre della menzogna” (Gv 8,44) che ci dice che il nostro valore è soltanto quello visibile e che Dio ci toglie la nostra libertà e la nostra felicità. Soltanto se le donne e gli uomini cercano, trovano e abbracciano l’Autore e il Datore della loro bellezza e dignità intrinseca possano sfuggire da e venire fuori da questo tunnel atroce dell’inganno per trovare la libertà, la gioia, la pace e felicità vera e duratura. Il primo comandamento di Satana è: “Non deve soffrire; evitare la sofferenza a tutti i costi!” Mentre l’Autore della vita ci dice: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e me segua” (Mt 16:24; Mc 8,34; 10,21; Lc 9,23). Non c’è la Pasqua senza Venerdì Santo; non c’è la risurrezione senza la passione e la crocifissione nelle nostre vite personali in unione con Lui che ci ama più che tutto l’amore degli altri messo insieme, Gesù Cristo! Importava ai proprietari di questo bar di scoprire la collegamento fra la pornografia e il danno e la distruzione alle persone, alle famiglie e alla società? “Occhio non vede, cuore non duole”, al meno per l’egoismo, senza nessuna preoccupazione per gli altri se non sono beccati e poi soltanto per salvare la faccia! Ipocriti! C’è “occhio non vede, cuore non duole” per l’eternità, o Gesù ha ragione quando ha detto: “La verità vi fa liberi” (Gv 8,32)? “Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno… Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono (nell’inferno), sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno” (Diario di Santa Faustina, 741).

La nostra cultura della morte non ha aiutato i nostri ragazzi di diventare uomini veri che rispettano le donne ma piuttosto penosi codardi mascherandosi come “Rambo” cercando solamente di usare le donne per i loro piaceri egoistici, invece di sacrificarsi per il vero bene degli altri come fanno veri uomini! E’ molto difficile oggi sia per la ragazza sia per il ragazzo di andare contro corrente, una vera valanga, fortemente promossa, di egoismo sfruttando ognuno a vicenda per masturbarsi che porta, alla fine, di eliminare i deboli che non soddisfano i desideri egocentrici e i piaceri lussuriosi dei forti. Nei paesi più ricchi del mondo stiamo veramente vivendo la “cultura della morte” (Evangelium Vitae, da Papa Giovanni Paolo II)!

Una settimana dopo questo incidente al bar, il marito di questa donna ha messo un poster (circa 100x70 cm) di una donna completamente nuda fuori all'ingresso del suo bar in vista pubblica. Quando ho protestato si giustificò con un atteggiamento di arroganza e di ridere di me dicendo che Dio ha creato le donne belle e allora perché non le guardiamo? Poi tirò fuori un'altra copia di quello che ha postato fuori dal suo bar per mostrarmi da vicino all'interno del bar. Gli ho detto che secondo la sua logica allora gli uomini dovrebbero guardare le belle donne nude e poi lasciare le loro mogli e spezzare la famiglia e lasciare i bambini abbandonati! Ha continuato a scherzare e ridere di me. Sono ancora più triste che il Pastore della parrocchia, che era presente, si limitò a sorridere e ridere alle battute non appropriate in modo da essere d'accordo con tutti, come il suo modo di trattare gli altri in un modo piacevole e non essere in disaccordo con nessuno! Questo pastore è molto generoso e gentile, ma mi sembra che la sua definizione di "amore" è cercare di offrire ciò che vuole la gente in modo che le persone sono felici; quando vi è un conflitto di interessi tra quello che pensa che la gente vuole e ciò che si legge nella Bibbia come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica, lui ignora o mette da parte ciò che la gente non vuole sentire.

Mi pare che in questa situazione si può applicare le parole di Cristo a Pietro, il primo Papa: “Lungi da me Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!” (Mt 16,23).

L'amore al nemico è l'ultima frontiera di una misericordia illimitata. Amare così ci fa simili a Dio, realizza pienamente l'immagine dell'uomo celeste.

Però dobbiamo anche ricordare ciò che San Tommaso d’Aquino ha scritto: “Affermare raramente, negare di rado, distinguere sempre.” Oggi in tanti paesi nel mondo, i governi stanno spingendo avanti fortemente le leggi contro “l’omofobia” nonostante che è contro la volontà della maggioranza del popolo dei paesi. Questa parola “omofobia” neanche esisteva pochi anni fa! Gesù ci ha insegnato di amare il peccatore ma odiare il peccato. Ma i non credenti, o i “credenti” che non praticano la loro fede, che sono nella grande maggioranza oggi, non distinguano fra il peccatore e il peccato, e allora, accusano i veri cristiani di odiare le persone con la tendenza di omosessualità. Ben presto sarà una vera persecuzione all’aperto contro tutti che esprimano apertamente, anche nelle chiese, che è un peccato grave, l’atto di omosessualità, che fa male non soltanto alla persona che fa questo atto immorale, ma anche alle famiglie ed a tutta la società. Dimentichiamo così facilmente che cosa è successo a Sodoma e Gomorra (Gen 19)!

Amore vero del nemico vuol dire di voler il vero bene del nemico qui sulla terra ma anche per tutta l’eternità. Tantissime persone oggi, anche tanti responsabili religiosi e genitori, cercano di accontentare e di soddisfare i desideri della carne delle persone senza distinguere se è un peccato o no, se fa veramente bene alle persone o no. Questo è amore false e distruttivo; questo è amore malconsigliato! Pochi responsabili religiosi oggi hanno il coraggio del primo Papa, Pietro, il giorno della nascita della chiesa, Pentecoste, di dire: “Voi avete crocifisso Gesù” (Atti 4,10), “l’autore della vita” (Atti 3,16), con i vostri peccati gravi, mortali!

Gesù ha detto agli apostoli: “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mt 10,16). La Madonna ci chiede continuamente di pregare per i sacerdoti e i vescovi e il papa, perché c’è una grande tentazione oggi, con tanti persone plagiati dal mass media, le scuole e quasi tutte le istituzione religiosi, quasi tutti sotto il controllo dalla forze del male, di accettare questo “amore” falso e devastante. Perciò è molto più facile, nel nome di “amore” (falso), di vivere la parte più facile delle parole di Gesù, di essere “semplici come le colombe”: “Occhio non vede, cuore non duole”! E’ difficile di andare contro corrente oggi, di cercare la Verità con fatica, con lo studio e con la preghiera assidua, per poter essere anche “prudenti come i serpenti”!

Uno degli atti di carità più importante soprattutto oggi e che manca molto oggi, in particolare dai preti, dai vescovi e dai genitori, è di far riconoscere, odiare e superare il peccato. Ma tantissime responsabili hanno sacrificato l’eternità sull’altare del rispetto umano proprio perché tantissimi “cristiani” non vogliono riconoscere, odiare e superare i loro peccati che si sono lasciati abituati!

E’ vero ciò che noi sacerdoti “abbiamo studiato nella teologia pastorale della necessità della “legge della gradualità”. Ma mi risulta che i papi recenti, nel mondo di oggi, ci ammoniscono di essere di guardia non tanto sulla mancanza di applicare la “LEGGE DELLA GRADUALITÀ” ma del pericolo della “GRADUALITÀ DELLA LEGGE”, che deve essere rifiutata in quanto riduce il valore della legge ad un mero ideale.” (Visitate: “Una Lettera Aperta ad un Sacerdote Confratello”; http://testim-polo.blogspot.com/2009/05/open-letter.html).

A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: "Chi si potrà dunque salvare?". E
Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile" (Mt 19,25-26; Mc 10,27; Lc 18,27). Gesù non ha offerto i compromisi!

Quando I Giudei si misero a discutere tra di loro e hanno detto: “Come può costui darci la sua carne da mangiare? (Gv 6,52), e poi “molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?” (Gv 6,66-67). Gesù non ha compromesso la Verità per accomodare le persone!

E’ interessante ciò che la Madonna ha detto dei nostri tempi:
Recitate ogni giorno, la preghiere del Rosario. COL ROSARIO, PREGATE PER IL PAPA, I VESCOVI E I SACERDOTI . L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete cardinali contro cardinali e vescovi contro altri vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno opposti dai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. LA CHIESA SARÀ PIENO DI QUELLI CHE ACCETTANO COMPROMESSI …”

Se la maggioranza dei preti locali indicano, in un modo o l’altro, che si può arrivare a paradiso senza passare per Calvario con Gesù, chi crederà l’unico prete in quella zona che spiega che questo è contrario all’insegnamento costante della Chiesa Cattolica e da tutti i santi? Se i genitori non sono uniti, un bambino accoglierà la parole del genitore che offre la via più facile. Questo è amore false, questo è compassione falsa, che non porta alla libertà vera (Gv 8,32) ma alla vera schiavitù e alla distruzione!

E’ vero che un pastore deve cercare di aiutare e di confortare quelli che soffrono. Cristo ha avuto grande compassione per i sofferenti. Ma quando si discerne che è la volontà di Dio di accettare e di abbracciare il dono di un piccolo pezzo della croce di Cristo, il pastore dovrebbe incoraggiare le persone di tenere bene gli insegnamenti veri di Cristo e non di mettere da parte gli insegnamenti della Sacra Scrittura spiegata dalla Chiesa. Il Curato d’Ars ha detto che un sacerdote dev’essere pronto di soffrire con e per ogni penitente che viene da lui nella confessione, nonostante che il santo Curato ha incoraggiato le persone di abbracciare con amore e fiducia le sofferenze che Dio manda ad ognuno di noi nella sua divina e amorosa provvidenza. Dobbiamo imitare Simone di Cirene di portare con Gesù la croce di Gesù, nonostante che alle volte ci sentiamo costretti di farlo (Mc 15,21).

Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).

Questo stesso sacerdote apparentemente mite e umile, che non alza mai la voce in merito a nessuno, ha reagito con forza a me quando ho lodare una donna, Mary Ann Kuharski, con 12 bambini che ho visto su EWTN e che sta facendo un ottimo lavoro come direttore del Prolife in tutta l'America; la sua reazione era come se questa donna avesse fatto un torto grave, o era fuori di testa! Questo stesso pastore, dopo ho parlato dell'importanza di mantenere grande riverenza davanti al Dio infinito nell'Eucaristia durante la mia omelia nella Messa quotidiana in una chiesa in cui lui è il pastore, citando un paio di cose dai documenti della Chiesa come il Memoriale Domini (1969), ancora una volta ha reagito con forza fino al punto di quasi urlare contro di me al bar dopo la Messa. Quando gli ho chiesto se era sbagliato citare i documenti della Chiesa o i scritti dei papi, ha risposto con forza: “In questo caso, No"! Alla gente non piace a soffrire con più bambini di uno o due che dà soddisfazione ai genitori, ma non di più. Alla gente non piace a mantenere l'umiltà davanti al Santissimo Sacramento e perseverare nel non chiacchierare in chiesa con i loro amici.
Tanti così detto esperti della liturgia dopo il Concilio Vaticano II hanno ignorato o scartato la grande parte della sapienza di 2000 anni di tradizione e hanno spostato il punto della Liturgia verso le persone e la comunità invece di mantenere il punto primario sull’adorazione di Dio e la comunione con Dio nella Sacra Liturgia. Questa interpretazione incauta e erronea dei documenti del Concilio Vaticano II era piuttosto attraente ad un grande numero dei laici, preti e vescovi che sono adesso molto riluttanti nel accettare la riforma della riforma della Sacra Liturgia iniziato da Papa Benedetto XVI.

Ho scoperto che questo sacerdote parla ad altri circa il mio comportamento in questa situazione come fossi piuttosto strano, come se fossi da un altro mondo. Sembra che ci sono molti cattolici di oggi, che ho incontrato, che sono molto simili ai nostri fratelli protestanti perché sono tranquilli con la Bibbia, ma non con il Catechismo della Chiesa Cattolica. Mi è venuto in mente che è molto più facile interpretare le Sacre Scritture secondo i desideri e il proprio soggettivismo e i propri capricci che il Catechismo ufficiale della Chiesa cattolica! In altre parole è molto più facile di manipolare secondo i suoi capricci e i suoi desideri 10 comandamenti scritti brevemente nel capitolo 5 del libro di Deuteronomio che 505 paragrafi (CCC 2052-2557) dal Catechismo ufficiale della Chiesa Cattolica (1994)!

Questo modo meno problematica di accomodare i desideri delle persone è ciò che tanti sacerdoti e vescovi fanno per essere " corretti politicamente", per non agitare le acque, anche se Cristo ha sempre proclamato la verità piena, il pieno Vangelo, che gli ha portato alla sua crocifissione! Dopo aver visto il poster ancora fuori dal bar la mattina dopo ho detto nella mia omelia quella mattina che ho deciso di fare una Novena di Natale in cui non prenderei il cappuccino dopo la Messa ogni mattina, con l'intenzione di riparare per tutti dei peccati causati dalla pornografia. Ma dopo Natale ho continuato a non andare a questo bar. Quando ho visto la stessa moglie per strada qualche giorno dopo ha fatto gioco di me che mi chiedendomi se avevo paura delle donne nude! Ho detto che il mio Gesù soffre a causa della pornografia. Lei replicò indietro: "Ma che soffrire, ma che soffrire?!?”

Non è nel nostro tempo egoistico, nella "cultura della morte" (Evangelium vitae), che si sente gridato e promosso nei mass media la profezia di Gesù (l'ottavo "Stazione della Croce"): “Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! E ai colli: Copriteli! ("I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti." - Akita). Perché se trattano così il legno verde (quando tutto è facile in benessere e ricchezza; niente sacrificio nel dare la vita, la procreazione (Gen 1,28), come Dio nella creazione di noi!), che avverrà del legno secco? (Lc 23,29-31). In passato questa profezia è stata spesso applicata alle donne di Gerusalemme e quelli come loro nel futuro, che hanno compassione di Gesù nelle sue grandi sofferenze per noi. Gli economisti veritieri, che non promuovono la cultura della morte, ci dicono che uno dei fattori più importanti che causano l'attuale crisi economica è che per la prima volta nella storia del mondo e della Chiesa nei paesi più ricchi ci sono più nonni rispetto ai bambini che devono sostenere le pensioni di quelli in pensione.

Una settimana dopo Natale i sacrestani gemelli identici, che piacciano a chiacchierare con i loro amici al bar sugli eventi sportivi (tifosi della Juventus) e che erano felici con la mia presenza amichevole e aperta in questo bar nel passato, brontolò a me che avrei dovuto tornare a questo bar e fare la pace. Ho detto loro che questo sarebbe come fare la pace 2000 anni fa con i soldati che stavano scherzando e ridendo di Gesù sulla croce e ha offerto l'aceto a Gesù. Coloro che scherzano e ridono di questa "colpa grave" della vendita e la distribuzione di materiale pornografico stanno facendo lo stesso, come i soldati di 2000 anni fa, che hanno Gesù crocifisso! Ho aggiunto che tornerò a questo bar, se smettono di vendere la pornografia. Si mormorò a me: "Questo sarebbe difficile!" La mia scelta personale di cercare e di fare ciò che Gesù vuole in questa situazione era una sofferenza per me di non avere una tazza di cappuccino con amici ogni mattina dopo la mia Messa quotidiana!

Quando ho visto questa stessa moglie (co-proprietario del bar; due famiglie) ad un pranzo sociale, poche settimane dopo, mi disse che se ne parlassi più agli altri, lei verrà in chiesa e fare qualcosa mentre celebro la Messa. Le ho detto di portare la sua pistola e spararmi!

Pochi mesi dopo, quando ho visto una delle altre mogli (co-proprietario del bar), che era più simpatica verso di me (la sua mamma andava alla Santa Messa ogni giorno), al mercato settimanale, mi ha chiesto perché non vengo al bar più. Ho detto che se si ferma la vendita della pornografia nel suo bar tornerò subito. La sua espressione facciale ha rivelato che era un po’disorientata, che non era in grado di capire la mia motivazione per il mio comportamento! Come molti cosiddetti cristiani di oggi, totalmente immerso nel inganno grave e devastante del relativismo che ci circonda oggi in cui non c’è più la verità oggettiva e assoluta, come l'aria che si respira, non ha nemmeno entrato nella sua testa di cercare o di fare la domanda: quali sono gli effetti sugli altri causati nel vendere la pornografia per 4 quattrini, o che cosa vuole o desidera Gesù in questa situazione, o in questa situazione che cosa avrebbe dato piacere a Gesù, che ci ha dato tutto quello che abbiamo e perfino è morto per la nostra indifferenza e la nostra ingratitudine sulla croce?

Quando la gente mi chiede perché io non frequento più quel bar, do loro il seguente stampato su un piccolo pezzo di carta:
Lato 1:
Catechismo della Chiesa Cattolica:
2354. La PORNOGRAFIA consiste nel sottrarre all'intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l'atto coniugale, dono intimo degli sposi l'uno all'altro. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano (attori, commercianti, pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione di un mondo irreale. E' una colpa grave. Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici.
Lato 2:
RELATIVISMO, secondo Papa Benedetto XVI, “è la difficoltà più profonda dei nostri tempi.”
Nella sua omelia alla Messa prima del conclave che l’ha presto eletto Papa Benedetto XVI, l’allora Cardinale Ratzinger ha detto: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. SI VA COSTITUENDO UNA DITTATURA DEL RELATIVISMO che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”

Quando ho offerto una copia scritta, mentre camminavo per la strada davanti alla posta, della spiegazione perché non frequento più quel bar al proprietario del bar che ha messo il poster di una donna completamente nuda fuori all'ingresso del suo bar, mi ha sorriso e preso in giro come fosse una specie di cretino. Ma dopo più di quattro mesi dopo l’avvenimento, mentre camminavo davanti al suo bar mentre lui era seduto fuori con qualcun altro, ho detto buon giorno e buona giornata e il proprietario del bar non ha neanche alzato la testa per salutarmi. Quando una grande crisi comincia in Italia e il mass media mette la colpa su i veri cristiani, cosa sarà la reazione di quest’uomo nei miei riguardi allora? “Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato” (Gv 16,1-4).

Su un Website si trova il seguente in merito della massoneria e la corruzione sessuale:
2) "Il nostro compito è di promuovere l'ondata della pornografia e di presentarla con simpatia come il fine supremo della libertà artistica" (Parola d'ordine del Partito Comunista Italiano).
3) "Se vogliamo distruggere una nazione, dobbiamo prima distruggere la sua morale; poi ci cadrà in grembo come un frutto maturo. Svegliate l'interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra" (Lenin).

La religione non teme il punto del stiletto; ma può svanire sotto la corruzione. Non ci stanchiamo della corruzione: possiamo usare un pretesto, come lo sport, l’igiene, le termale di villeggiatura. E’ necessario di corrompere, che i nostri ragazzi e le ragazze prendono l’abitudine di nudismo nel vestirsi. Per evitare troppo reazione, si dovrà progredire in un modo metodico: prima, svestirsi fino al gomito; poi fino al ginocchio; poi le braccia e le gambe scoperte totalmente; dopo, la parte superiore del petto, la spalle, ecc, ecc.” (International Review on Freemasonry, 1928).


Don Jo (Joseph) Dwight (Italia)







venerdì 1 marzo 2013

Giovanni 8,7


«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7).


In un clima di disorientamento, incertezza, sfiducia, ci sono tante spiegazioni e risposte erronee, ma la fede vissuta ci dà sicurezza: Qualcuno non ci perde di vista.

Gesù ci apre una strada nuova: la salvezza! Paolo, nella lettera ai filippesi (3,8-14), parla della sua personale "novità" in seguito all'incontro con Gesù Cristo. Il suo è un autentico "miracolo di Pasqua": lo fa uscire da se stesso, dal proprio orgoglio, acquista occhi e cuore nuovi, incontra il Risorto e - di conseguenza - vive una vita nuova.

La novità è presente anche nella pagina del Vangelo (Gv 8,1-11). L'adultera, nell'incontro con Gesù: "Donna - le dice - dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?".

"Nessuno, Signore", risponde la donna. "Neanche io ti condanno".

Stupita di tanto amore, si sente amata e perdonata: è ora una creatura nuova, capace a sua volta di amare e perdonare.

Ma questo dono del perdono viene accolto se si vive anche le parole che Gesù ha detto all’adultera alla fine: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”, come noi diciamo nell’Atto di Doloro: “Prometto con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasione prossime di peccato”! Perciò per le tantissime persone che SI SONO LASCIATI scivolare nel relativismo, “la difficoltà più profonda dei nostri tempi” (Papa Benedetto XVI), i peccati rimangono non perdonati!

Nella sua omelia alla Messa prima del conclave che l’ha presto eletto Papa Benedetto XVI, l’allora Cardinale Ratzinger ha detto:
Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. SI VA COSTITUENDO UNA DITTATURA DEL RELATIVISMO che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.” (http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html).


Dall’altra parte sono quelli che giudicano presto gli altri mentre sono ciechi alla loro peccaminosità e ipocrisia. Oggettivamente dobbiamo giudicare il giusto dal non giusto secondo le azioni degli aggiri per non fare lo stesso e anche per pregare e offrire le nostre sacrifici per la loro conversione e poi forse offrire una parola di consiglio al momento giusto con amore e umiltà. Ma soggettivamente, ciò che succede nella testa di uno che fa ciò che sta facendo ciò che è male oggettivamente, i suoi motivi, le grazie ricevute da Dio, la sua storia personale, ecc., soltanto Dio sa questo, e perciò soltanto Dio può giudicare la colpevolezza di questa persona.

Dalla parte sinistra ci sono quelli che presuppongono che tutto va bene secondo la loro mentalità relativistica. “Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno… Una cosa ho notato e cioè che LA MAGGIOR PARTE DELLE ANIME CHE CI SONO (NELL’INFERNO), SONO ANIME CHE NON CREDEVANO CHE CI FOSSE L’INFERNO” (Diario, 741).

Dalla parte a destra ci sono quelli che hanno il vizio di fare come gli scribi ed i farisei che hanno condotto una donna che avevano sorpreso in adulterio. GLI SCRIBI ED I FARISEI ERANO CIECHI ALLA LORO IPOCRISIA perfino al punto che Gesù ha detto: “Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20).
“Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? (Mt 7,3; Lc 6,41).

Mancano alle persone di tutti i due parti l’umiltà e la fiducia in Dio e quindi non stanno cercando di vedere la cose da punto di vista di Dio ma dal loro punto di vista come fosse loro a decidere ciò che è giusto o non giusto come il serpente ha tentato Adamo e Eva (Gen 3,4-5).

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Un’Esperienza di Vita:

Avevo 17 anni quando, aspettando un figlio, mi sono sposata: dopo dieci faticosi anni ho divorziato. Ho incontrato poi Marco, il mio attuale compagno. A questo fallimento, si aggiungeva la consapevolezza che finiva anche un rapporto chiaro con la Chiesa e forse con Dio: come divorziata non sarei più stata ben accetta in Chiesa.

Che cosa sarei stata se un prete non mi avesse detto: "Dio ti ama immensamente, anche così come sei?". Se non mi avesse tenuto in Chiesa nonostante la mia condizione? Ho sentito che nella parrocchia c'era un posto anche per me. E da qui è ripreso il mio cammino di fede. Il primo frutto è stato l'insorgere in me dell'esigenza della preghiera, della Messa e perfino del Rosario. La mia vita è cambiata e con la mia anche quella di Marco e di mio figlio Lorenzo.

Ho scoperto che anche tutto il dolore passato aveva un senso, era legato al grido di Gesù in croce: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". A quel grido ho legato la sofferenza di non poter ricevere l'Eucaristia, ho legato il rivedere il mio precedente matrimonio al tribunale ecclesiastico. Le esperienze compiute mi sono preziose nel Gruppo del Vangelo dove sono tanti quelli che stanno vivendo ora quello che io ho vissuto in precedenza.

(Cecilia, Modena)

sabato 2 febbraio 2013

1 Giovanni 3,14


«Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli» (1 Gv 3,14).


Per passare dalla morte alla vita, è fondamentale di perdonare. E’ molto difficile a perdonare, anzi, di poter perdonare una grande offesa è impossibile senza chiedere l’aiuto di Dio.

Il re David è un uomo buono. Davanti a Saul, suo nemico, vede al di là del diritto e non si vendica.

Vive profondamente la “regola d’oro” dell’etica di tutte le religioni ispirate da Dio: “Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”.

Molti tra noi sono buoni, consapevoli della fragilità umana: viene naturale essere misericordiosi, comprensivi, perdonare in alcune circostanze della vita.

Ma Gesù vuole che la nostra bontà sia la stessa di Dio, ci chiede il massimo, l’impossibile per la fragile nostra situazione umana: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono…”.

La verità è nell’assurdo del Calvario quando, all’apice della più grande ingiustizia, risuona una voce morente: “Perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”.

Le guerre di tutti i tipi, i muri, le divisioni, i tribunali, l’ordine delle leggi sono istituzioni di un mondo che si crede reale e giusto, mentre invece è un insieme di assurdità.

Dammi Signore le calde lacrime del perdono, la pace della misericordia, la ricchezza del dare, la misura di Dio in ogni azione e così vivrò la tua stessa vita.

Il mondo continui a sognare, mentre tu ci dirai “beati” liberandoci da “guai a voi”.

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Un’Esperienza di Vita:

Per un motivo apparentemente banale era nata una grandissima incomprensione con Ahmed, un amico egiziano che ha subito una delicatissima operazione e che amo come un fratello.

Mi ero insolitamente molto arrabbiato.

Dovendo però io partire per un convegno, ci eravamo incontrati per rappacificarci e tutto sembrava risolto.

Rientrato dopo circa una settimana, inspiegabilmente non riuscivo a mettermi in contatto con lui. Finalmente una sera sono andato a casa sua (era la terza volta) e l’ho intercettato in una strada vicina.

Non riesco a perdonarti – mi dice subito -; io posso farlo con i miei nemici, perché in fondo non mi interessano, ma alle persone più care non riesco a perdonare”.

Gli dico: “Ti chiedo ancora scusa e perdono. È vero, non ci siamo capiti. Non mi meraviglio che tu non riesca a perdonarmi. È normale, nessun uomo può farlo. Solo Dio, Allah, può aiutarci. È un dono suo che ci concede se glielo chiediamo. Se tu sei d’accordo, lo facciamo insieme, pregando in silenzio”.

La strada era illuminata ed abbastanza frequentata perché vicina alla stazione. Silenziosamente ci siamo concentrati a lungo ed abbiamo pregato Dio Padre (che Ahmed chiama Allah).
Quando abbiamo finito lui mi ha guardato dicendomi: “Ti ho perdonato, è la prima volta che lo faccio subito”.

Certo – ho replicato -, questa volta è stato possibile perché lo abbiamo chiesto a Dio e lui lo concede ai suoi figli”.

Passeggiando, gli ho anche detto: “Vedi, tutti abbiamo bisogno di essere perdonati. Nel Vangelo c’è scritto come fare: se perdoni poco ti è perdonato poco, se perdoni molto ti è perdonato molto, se perdoniamo tutto ci è perdonato tutto. Questo è scritto nel Vangelo e vale per tutti gli uomini. Sicuramente ci sono cose altrettanto belle nel Corano: se puoi, cercale e fammele conoscere”.
Eravamo nella gioia piena.

Senti Ahmed – gli ho chiesto -, cosa ne dici se ringraziamo Allah?”.

Ci siamo di nuovo fermati e silenziosamente, intensamente, lo abbiamo ringraziato.

Francesco C., da “Città Nuova”


mercoledì 2 gennaio 2013

Matteo 9,13


«Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrificio» (Mt 9,13).


Il Caravaggio, quando ha dipinto la chiamata di Levi, ha avuto una grande intuizione: ha identificato lo sguardo di Gesù con il raggio di luce che illumina i volti di Levi e dei suoi amici gabellieri.

La misericordia ha bisogno di incontrarsi con la miseria, per poter manifestarsi. Il Figlio dell'uomo è venuto non per i giusti, ma per i peccatori. "Misericordia voglio, non sacrificio".

Farci conoscere dal Signore è svestirci delle foglie di fico con cui vogliamo nascondere la nostra nudità e lasciarci vestire del suo abbraccio. Se ci lasciamo amare, poi saremo capaci anche noi di amare: venderemo tutto per possedere il tesoro nascosto, la perla preziosa.

Levi, il cui nome ancora oggi fa pensare a chi vive con ossessione per il denaro, diventa Matteo, evangelista e evangelizzatore, martire, tutto di Dio, fino al dono della vita.

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Un’Esperienza di Vita:

Quando mio marito ci ha abbandonato, Luca aveva quattro anni e per lui ho trovato la forza di continuare a vivere.

Un giorno ho sentito, per la prima volta, dire che Dio è amore e sostiene chi soffre... Ho intuito che dovevo dare una svolta decisa alla mia esistenza. Per Luca dovevo essere madre e padre, senza offuscare con il mio profondo risentimento il suo legame con il padre.

Cercando di vivere il Vangelo passo a passo, in me si è operato un cambiamento; il grande amore verso un solo uomo si stava riversando su chi mi passava accanto: parenti, amici, colleghi, alunni...

Dopo un silenzio di quasi dieci anni, Luca ha incontrato il padre e, non essendo cresciuto nel risentimento, gli è sembrato normale riprendere i contatti con lui.

L'anno scorso Franco è stato in ospedale ed ho consigliato Luca di andarlo a trovare. Quando abbiamo avuto grossi problemi economici a Luca è venuto spontaneo chiedere aiuto a suo padre che gli ha dato piena disponibilità. Lui, che un tempo ci aveva privati di tutto portandosi via persino i cucchiaini, ora cominciava a restituirci non quello di cui ci aveva privato, ma l'amore che gli avevamo dato.

(E.F., Italia)


lunedì 3 dicembre 2012

Giovanni 1,12


A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Si trova questo versetto nella liturgia di natale, quando meditiamo sulla venuta di Dio sulla terra.

Nella liturgia di natale le letture mettono in evidenza che Dio stesso si dischiude, Lui stesso si dà a noi, penetrando nelle nostre vite, Lui stesso fa scaturire la fonte del nostro futuro dal terreno della nostra vita.

Perché Egli si è unito a noi, è divenuto radicalmente il Dio-con-noi e il Dio-per-noi, è cominciato ormai definitivamente il suo regno. Il sole non illumina più da oltre l’orizzonte solo alcune poche stelle che danno testimonianza di lui, ma supera la linea dell’orizzonte, sorge, vuole che sia giorno pieno.

Allora cosa succede per me, per te, per ogni uomo?

Possiamo camminare e vivere nella luce di Dio, nella luce presente ed eterna di Dio. “Viene nel mondo la luce vera!”: con queste parole Gesù intende dirci che Dio ha radicalmente mutato la propria posizione nei confronti della nostra vita, che irrompe in questa nostra vita, che con Lui il futuro trapassa in un presente durevole, che nessun timore e nessuna insicurezza potranno più mettere in forse.

La fonte del futuro ci si fa presente, Dio sorge e dalla periferia viene al centro della nostra vita.

Però per potere “diventare figli di Dio” dobbiamo fare la nostra parte. Si legge nei due versetti prima di questo versetto:
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.” (Gv 1,10-11).

Relativismo, secondo Papa Benedetto XVI, “è la difficoltà più profonda dei nostri tempi.” (http://popebenedictxviblog.blogspot.it/2005_05_01_archive.html).

Nella sua omelia alla Messa prima del conclave che l’ha presto eletto Papa Benedetto XVI, l’allora Cardinale Ratzinger ha detto:
Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. SI VA COSTITUENDO UNA DITTATURA DEL RELATIVISMO che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.” (http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html).

Credo che ci sono tantissime persone che sono nell´illusione di essere a posto con la propria coscienza, o secondo la logica del mondo, o secondo il pensiero comune ("fanno tutti così"!), o secondo il criterio del diavolo, MA NON SECONDO IL CRITERIO DI DIO, cioè secondo LA VERITA´! Questo è l´inganno fondamentale di Satana dall´inizio dell´umanità e per sempre (Gen 3,4-5)! Noi esseri umani siamo veramente abili e bravi nell'ingannarci, VOLUTAMENTE, e poi ce ne dimentichiamo così facilmente! Questa è la grande trappola di oggi per innumerevoli anime. Poche persone oggi si confessano. Quando moriremo, Gesù ci chiederà se abbiamo cercato la verità da Dio nella sua rivelazione nelle Sacre Scritture interpretata dalla sua Chiesa, o abbiamo deciso e determinato noi, da soli (piccoli dei!), la verità. L’altro giorno un uomo che non va mai alla Messa mi ha detto al suo negozio: “Io sono apposto”! E io ho chiesto lui: “Secondo chi?” Per lui, totalmente immerso nel relativismo, c’è soltanto un “chi”: lui stesso; Dio, la Bibbia, la Chiesa non c’entrano in nessun modo nel suo convinzione: “Io sono apposto”! MA QUANDO LUI MUORE, CHI SARÀ CHE DECIDE SE LUI È APPOSTO O NO?

In questo periodo di natale passiamo più tempo con Lui che ci ama più di tutti, con Gesù bambino, davanti al tabernacolo, per lasciare quel Bambino parlare ai nostri cuori, per lasciare le sue grazie penetrare lentamente e far morbido i nostri cuori per poter fidarci a Lui e la Sua santa volontà anche se dobbiamo cambiare vita e soffrire con Gesù sulla croce. Questo Bambino ci vuole molto più bene che noi vogliamo bene a noi stessi se ci fidiamo a Lui invece alla nostra intelligenza e la nostra sapienza umana. Chiediamo aiuto dalla Mamma di questo Bambino che ci porta docilmente con tanta amore al suo bambino, e ci aiuta a diventare come il suo Figlio. In questo modo possiamo veramente “diventare figli di Dio”!

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Un’Esperienza di Vita:

Il 28 novembre scorso mi trovavo ad Abidjan con mio marito, che aveva bisogno di controlli medici, mentre i nostri figli erano rimasti a Man. E proprio quella notte quella città è stata presa dai ribelli. Appena l’abbiamo saputo, abbiamo telefonato ai ragazzi bloccati lì (funzionava ancora il telefono), raccomandando loro di essere molto prudenti e di attenersi ai suggerimenti che avremmo via via dato. Quella stessa notte però quattro ribelli si introducevano in casa nostra. Dopo aver derubato i nostri figli dei pochi soldi che avevano e del loro cellulare, volevano arruolare a forza il nostro Jean-Louis che ha un fisico da atleta. Invano i fratelli supplicavano di lasciarlo stare.

D’un tratto, inspiegabilmente, il capo dei ribelli ha rinunciato al suo proposito, e nel momento di lasciare la casa ha sussurrato all’orecchio della nostra figlia maggiore: “Andate via di qua al più presto: per questa volta lasciano stare vostro fratello, ma ritorneranno domani”. Poi indicò il sentiero da prendere.

Sarebbe stata una trappola? Dio solo sapeva. Comunque i ragazzi sono partiti appena fatto giorno. Con pochi soldi in tasca, hanno percorso a piedi 45 chilometri prima di arrivare ad una cittadina da cui continuare il viaggio a bordo di un camion. Ma il prezzo del trasporto, data la situazione, era triplicato. Uno sconosciuto però li ha fatti salire pagando per tutti e, nonostante le insistenze dei ragazzi non ha voluto lasciare l’indirizzo perché in seguito noi potessimo rimborsarlo.

Arrivati a Duokoué, i nostri figli hanno trovato alloggio da una famiglia anch’essa sconosciuta. Sono stati rifocillati, fatti lavare e accompagnati alla stazione per proseguire in pullman fino a Abidjan.

Al loro arrivo ad Abidjan, io e mio marito abbiamo pianto nel vedere in quali condizioni erano ridotti i nostri ragazzi; ma più forte per loro era stata l’esperienza dell’amore di Dio. L’indomani li abbiamo accompagnati a Dabou, presso un loro zio. Jean-Louis come prima cosa ha domandato dove si trovava una chiesa. “Sai, papà - gli ha confidato -, il tuo Dio è veramente forte!”. Proprio lui che, pur battezzato, ma non avendo ancora radici salde nella fede, era arrivato a dubitare della sua stessa esistenza.

Christine, Costa d’Avorio