lunedì 8 settembre 2014

Romani 15,7

“Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio" (Rm 15,7).



Accogliere il prossimo è certamente fondamentale per vivere il comandamento di Dio, “Amare il prossimo come se stesso”. Ma dobbiamo anche ricordare che la prudenza deve governare tutte le altre virtù, anche e anzitutto, la carità. Si vede molto chiaro nei Vangeli che Gesù ha accolto le persone, ma anche Gesù Che è l’Amore incarnato, accoglieva le persone per il loro vero bene e per il bene della comunità e per il bene di tutta la Chiesa. All’inizio dei Vangeli, all’inizio della vita pubblica di Gesù, ha fatto tanti miracoli e guarigioni. Ma pian piano Gesù offriva le persone ed i suoi seguaci la spiegazione di come bisogna vivere per seguirLo fino in fondo per liberamente scegliere la strada che porta alla vera felicità che dura, la vera pace e alla fine, la vita eterna. Tanti erano molto contenti di essere guariti o di ricevere un pranzo offerto con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma quando Gesù spiegava ciò che ci voleva per superare i nostri egoismi e di veramente amare Dio ed il prossimo, cioè, di seguire Gesù a Gerusalemme, al Calvario, alla crocifissione, pochi sono rimasti fedeli a Gesù.

San Tommaso d’Aquino ha scritto: Affermare raramente, negare di rado, distinguere sempre. Ma sempre più nel nostro mondo di oggi siamo scoraggiati a distinguere fra il bene ed il male, con l’aiuto della virtù sopranaturale della prudenza, specie in riguardo delle cose essenziali, che risulta in tanto male e danno. Nel nostro mondo secolarizzato di oggi, che è entrato molto nella Chiesa, i valori del vero cristianesimo, che ci dirige verso Dio e la nostra vera casa in cielo, contano poco o niente o perfino sono messi in ridicolo.

Bisogna accogliere il prossimo in un modo che offre al prossimo il suo vero bene. Quante persone oggi offrono il bene al prossimo soltanto per questa vita corta senza nessuna preoccupazione se quel bene, o accoglienza, aiuta la persona di arrivare alla felicità che dura per l’eternità, e perciò per aiutare la persona di accogliere la Verità di Dio che fa veramente liberi (Gv 8,32), e non soltanto la felicità oggi ma non domani o dopo la morte? La legge fondamentale di Dio nelle sfere naturali e sopranaturali, che si vede nella vita di Gesù, è che prima c’è il sacrificio, la passione, la crocifissione, e poi i veri frutti, la risurrezione. Oggi, tantissimi credono, perfino e soprattutto nella Chiesa, che si può saltare Calvario e paradiso è automatico; per tantissime persone oggi, non c’è più il peccato che Gesù ci dice fa tanto male, anzi, il male per cui Gesù è venuto per offrirci la possibilità di liberarci da questo male fondamentale. Come ci dicevano i nostri anziani, no croce no corona, no dolore no guadagno! Ma oggi quasi tutti credono che si può avere la corona e il guadagno senza la croce e senza il dolore con Gesù. Nel nostro mondo di oggi ci vuole sempre più un bel fegato di dire la Verità che ci fa’ veramente liberi (Gv 8,32), invece soltanto ciò che le persone vogliono sentire che non aiutano loro ad arrivare al loro vero bene!

Oggi ci sono tanti preti e vescovi che offrono la compassione malconsigliata, la misericordia falsa, invece “SOLO CIÒ CHE È VERO PUÒ ULTIMAMENTE ESSERE ANCHE PASTORALE”. Visitate: “Chi Decide La Verità?”



Amore vero vuol dire anche di rispettare il nostro libero arbitrio: ognuno è libero di cercare la Verità scomoda, legata alla croce, che ci porta alla vera libertà, o di ingannarsi volutamente scansando la Verità di Dio, i 10 Comandamenti spiegato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e di convincersi che domani non importa! Come San Agostino ha scritto: “Dio che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te.”

Qualche volta, dipende dalla situazione, la prudenza ci dice di fare come hanno fatto i santi in certe situazioni:
“Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi…” (2Thess 3,6).

NEL DIARIO DI SANTA FAUSTINA si trova:
“Non parlerò con una certa persona, poiché so che a Gesù questo non piace ed essa non ricava da ciò alcun profitto” (Diario, 277).
In riguardo al Voto di Castità: “Il primo è la custodia dei sensi, poi la fuga delle occasioni, evitare l'ozio, allontanare sollecitamente le tentazioni, evitare qualsiasi amicizia specialmente quelle particolari, coltivare lo spirito di mortificazione, rivelare le tentazioni al confessore” (Diario, 93).
“Evitare le consorelle che mormorano e, se non è possibile evitarle, per lo meno tacere in presenza di una mormoratrice, facendo comprendere quanto è penoso per noi ascoltare cose simili” (226).
“C'era in sanatorio una persona che cercava continuamente di abbordarmi con parole lusinghiere. … Quando uscii dalla cappella, vidi quelle persone già pronte ed in attesa del mio passaggio e quella volta ebbi paura. All'improvviso Gesù si mise accanto a me e disse: «Non temere, Io vengo con Te». Allora sentii nell'anima una tale forza che non so descrivere e quando fui a due passi da loro, dissi ad alta voce in modo deciso: «Sia lodato Gesù Cristo». Ed essi, scostandosi per lasciar libero il passaggio, risposero: «Sempre sia lodato!». Come colpiti da un fulmine abbassarono il capo, non osando neppure guardarmi. Dopo che ero passata si udirono alcune parole maliziose, ma da quel momento quella persona quando mi vedeva fuggiva, per non incontrarsi con me e io, grazie al Signore, fui lasciata in pace...” (Diario, 1704).

Come ho scritto per il Cibo Spirituale 1407:
PIÙ CHE MAI IL MONDO HA BISOGNO DI QUESTI TESORI SPIRITUALI DI GRAZIA E DI GUIDA! Questo è simile come tante famiglie in Italia mettono la prima priorità sul stare insieme a tavola, alla cena, mentre si evita come tabù i disaccordi a causa della differenza nelle credenze nella religione cattolica o della morale cattolica. In USA, questo sarebbe analogo di mettere da parte la Verità per essere “corretto politicamente” (“politically correct”)! Per la grande maggioranza dei cattolici oggi, la prima priorità è rispetto umano, e ciò che Dio desidera per il nostro vero bene non è neanche preso in considerazione.

L’ANGOSCIA DEL PROFETA: “Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno, ognuno si fa beffe di me” (Ger 20,7).

NELLA MIA OMELIA DEL 1° NOVEMBRE 2013 AL CIMITERO della parrocchia ho dato i cicchetti abbastanza forte quando ho visto che a quella Messa al cimitero della parrocchia, c’erano più di cento persone, ma alla Messa domenicale, c’erano meno di 20. Ho detto a loro: “Per la mamma o la nonna qui a cimitero, più di 100 persone; per Gesù Che vi ha dato la mamma e la nonna e tutto il resto, meno di 20 persone alla Messa domenicale; mi pare che è diventato una religione dei morti invece dei vivi. Senza la gratitudine, non c’è la salvezza!”…
Leggete tutto a:
“Attirare la Gente, a Chi?”


Non bisogna accogliere anche quelli che soffrono tanto a causa della diffusione della pornografia? Per leggere il mio combattimento contro la PORNOGRAFIA e l’indifferenza e il relativismo dei proprietari di un bar qui in Italia, visitate:
http://parolafavita.blogspot.it/2013/04/giacomo-59.html .

ACCOGLIAMO IL FRATELLO CON IL MOTIVO DEL SUO VERO BENE, che qualche volta non sarà come vuole il fratello e saremo perfino trattati molto male (come Gesù ed i profeti) per il nostro vero amore ed accoglienza del fratello!

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Lavoro in carcere, dove non mancano le difficoltà. Una sera, mentre stavo per andarmene avendo concluso il mio turno, sento delle grida. Continuo a camminare perché ero stanco e volevo arrivare subito a casa, ma le urla continuano. Penso: "Non serve tornare, ci penseranno quelli che mi hanno dato il cambio…". Ma poi giro i tacchi; potrebbe essere qualcosa di grave. Infatti alcuni poliziotti stavano picchiando un uomo perché confes-sasse qualcosa che lui non sapeva.

Appena sono entrato hanno smesso, perché sanno che io non sono d'accordo con questi metodi. Mi sono fermato a parlare con loro e l'atmosfera è divenuta più tranquilla.

Ho accompagnato l'uomo nella sua cella,l'ho lavato e gli ho curato le ferite. Alla fine si è scoperto che non c'entrava con quella storia e non aveva commesso nessun reato. È stato messo in libertà. Mentre usciva dal carcere mi ha abbracciato piangendo. Siamo rimasti molto amici.

A., Brasile


- - -

Don Jo (Joseph) Dwight

P.s.

Un supplemento a questo “Cibo Spirituale 1409”:
(Per vedere la prima parte, visitate:



Parte Seconda: La Sua Dottrina e Insegnamento
Capitolo Primo: “L’Amore Infinito e Inenarrabile di Dio”
(Pp. 53-60)

Dio è amore (1Gv 4,8). E’ la verità più «vera» - nel senso di ovvia -, più bella e più confortante. E’ la base di tutto l'edificio spirituale e di fede dei Cristiani, ma anche di tutta l'umanità. Dio è amore! Dio è buono: «Solo Dio è buono» (Lc 18,19). Ha creato tutto per amore e con amore, e «non disprezza nulla di ciò che ha creato» (Sap 11, 24). E la prima enciclica del Santo Padre Benedetto XVI: “Deus charitas est”.

Una vera visione di Dio, - specialmente dopo Gesù Cristo, Verbo incarnato, vero Dio e vero Uomo, nato bambino e morto povero per noi, perdonandoci e scusandoci sulla Croce - non può dubitare del fatto che tutta la storia dell'umanità, e di ogni uomo, va letta in quest'ottica: ho in cielo un Padre buono, che è l'Amore in Se stesso, che è mio babbo, che veglia su di me, che trasforma tutto in bene se credo in Lui, alla Sua Parola, se ricorro a Lui, se pongo la mia fiducia in Lui, se Lo invito a fare ciò.

Senza questa visione di bambini che confidano in Dio, non si può entrare in cielo: «Se non ridiventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 18, 3). Ora questo Regno è l'Amore in se stesso, è la luce in se stessa, è la pace in se stessa.

E’ questo che ci vuol far capire la vita di santa Veronica. Lei, affidandosi, conoscendo bene il suo nulla, anzi il nulla di ogni creatura davanti al "tutto" del Creatore, è stata portata a «nuotare in Dio», a «fondersi in Dio» nell'Amore fino a concludere la sua beata esistenza con queste parole, già citate: «L'amore si è fatto trovare! Questo è il segreto del mio patire! Ditelo a tutte, ditelo a tutte! ».

Sì, solo per amore si accetta e si capisce il patire.

Perché?

Perché Dio è Santo; e la Vita Eterna è l'unione con Dio, con «Il Santo», con La Santità stessa. Non potremo unirci a Lui, se siamo ancora macchiati. Ecco il motivo del dolore, del patire, che ci purifica per unirsi a Dio, per fondersi e bearsi in Lui per tutta l'Eternità; ma anche già da adesso, a misura della nostra accettazione e sopportazione di questa purificazione, dovuta a causa del peccato.

Con questa ottica, umile e verace, si capisce che la sentenza di Dio sul primo uomo, dopo il peccato originale, non va vista come punizione, bensì come rimedio: è la via indispensabile per la purificazione degli effetti disastrosi del peccato.

Ecco anche il motivo del purgatorio, verso il quale - al dire della Santa - corrono le anime contente, malgrado le pene, per purificarsi e poter godere il più presto dell'abbraccio eterno di un Dio così bello, così buono, così puro, così Santo. Le anime del purgatorio si comportano così perché hanno visto, nel giudizio particolare subito dopo la morte, la verità di questo Dio buono, misericordioso, offeso dai peccati, e hanno visto palesemente l'orrore del peccato che macchia l'anima rendendola incapace di avvicinare «Il Santo».

E’ questo che l'esperienza di Santa Veronica ci svela meglio. Beati noi se, pur non vedendo, crederemo a ciò: «Beati quelli che crederanno pur senza aver visto» (Gv 20,29).

Ecco anche il motivo dello stesso inferno, che non è punizione, ma è una conseguenza inevitabile per coloro che rifiutano questo amore, che non credono, che non accettano di lasciarsi purificare, che non vogliono l'«ordine» stabilito da Dio per la Vita Eterna, tramite i Suoi Comandamenti e le Sue Leggi che sono leggi di vita, d'amore, e trascurandole si perde la vita perché si rifiuta di accettare le regole del Paradiso.

Dio, nel suo infinito amore, non obbliga l'uomo che ha creato libero (perché a sua immagine e somiglianza), ma nemmeno lo distrugge, perché la vita è un dono, e «i Doni di Dio sono irrevocabili» (Rm 11, 29), ma insegnandogli la Verità, invita l'uomo a scegliere la vita: «Ti ho messo davanti la vita e la morte; scegliti la vita» (Dt 30, 19); e in questa verità, gli presenta anche l'inferno, non per minacciarlo, ma per fargli intendere il risultato delle sue scelte, della sua disobbedienza, per aiutarlo a rifiutare il peccato, per spingerlo a lottare, per il suo bene... dunque glielo presenta «per amore, per misericordia, per giustizia», affinché l'uomo non possa un giorno lamentarsi di Dio accusandolo di non avergli fatto sapere ciò, di averlo lasciato nel buio, senza la luce totale della verità.

Ecco il ruolo importantissimo di santa Veronica! Ecco il suo contributo al «trionfo dell'amore». Sì, Dio è Amore; sì, il Paradiso è stupendo; ma, nello stesso tempo c'è anche l'inferno per chi non crede al Paradiso, per chi non lo pensa e non lo desidera e non vuole sacrificare certe vanità per meritarselo, per chi rifiuta questo Amore, che è anche ordine, obbedienza: «Chi mi ama osserva i miei comandamenti» (Gv 14,23). «Chi non mi ama, non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato» (Gv 14,24).

Ma il demonio e la nostra natura umana superba vogliono farci vedere le cose al rovescio.

E perché?

Il demonio, perché è il «padre delle menzogne» (Gv 8,44), ci odia e vuole farci credere che Dio non è Amore se crea l'inferno, o, peggio ancora, che Dio è falso - come con Eva (Gen 3,5) - e che l'inferno non esiste.

La nostra natura umana, sia perché è superba, autosufficiente e indisciplinata e cerca una falsa libertà che non vuole sottomettersi alle leggi di Dio, sia perché è ferita e debole e non vuole tralasciare le sue delizie, i cosiddetti «piaceri», gioie...

Sì, l'uomo è creato per la felicità, e perciò la cerca spontaneamente; ma leggendo gli Scritti della Santa, e meravigliandosi di questo Dio regnante, dominante, operante, oceano infinito d'amore, di luce, di pace... inizieremo a vedere molto più meschine e effimere le nostre "gioie", i nostri "piaceri", a vedere anzi la loro pericolosità, il veleno nascosto come nel frutto del giardino dell'Eden che era «bello e piacevole» (Gn 2,6), e convincersi della vanità di questo mondo passeggero; e allora inizieremo a dire con san Francesco: «Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto».

Quanto sono vere queste parole! Come le ha vissute bene la Santa!

Anche lei, per eccesso di luce e di amore e di conoscenza di Dio, piangeva come san Francesco perché «l'Amore non è amato». Avrebbe voluto correre per il mondo intero a gridare che Dio è Amore, un Dio Creatore, Redentore, che, per Sua natura, non può che dare, amare, fino alla pazzia, alla follia della croce che Veronica ha toccato e descritto; e a gridare anche la penitenza e la conversione, per poter gustare ciò: «Convertitevi, il Regno dei cieli è vicino!» (Mt3,2).

Facciamo arrivare questo grido accorato riportando qualche brano di questo «poema d'amore» quasi unico che è sparso nel Diario di questa «eletta tra gli eletti»:

- «... Più l'abisso del mio nulla è profondo, più mi riposo nella considerazione degli attributi divini. Mi fermo su quello della misericordia e, come in uno specchio, vedo di quale amore Dio mi ha amata e mi ama ancora. Io spero in questo amore...».

- «Ho sperimentato l'amore. La mia anima è immersa nell'immensità di questo mare; l'amore trasforma la mia anima nell'amore stesso. La mia anima è in Dio. Dio è nella mia anima. Dio parla con la voce del silenzio, l'anima risponde, ma la sua risposta è l'eco della voce di Dio, che in lei ama se stesso. La mia anima, con l'amore, sembra che conosca Dio in Dio stesso e condivida la sua felicità eterna. Dio la tira a Sé con trasporti, slanci, rapimenti, frutti dell'amore, e la conoscenza nuova di Dio produce una nuova trasformazione in Dio».

- «O padre della mia vita, sposo dell'anima mia, cuore del mio cuore, tornate nel mio cuore! ... stelle che splendete davanti a Lui, ditegli che io languisco d'amore...».

Dio godeva degli ardori della Santa, ritornava, la consolava: «Sono l'Amore in persona; Io t'amo e ti porto nel mio Cuore. Il mio Cuore è la vita del tuo. Tu sei la Sposa del mio Cuore!». Le chiede: «Questo cuore che vedo nel tuo petto, di chi è?». «Vostro o Signore». «Allora me lo prendo». E lo fa riporre sul Cuore di Maria che è presente; poi lo ripone sul proprio petto. «Ed ora qual è il mio cuore?», domanda la Santa. E Gesù risponde: «Il tuo cuore sono io... ti ho trasformata in Me; tu sei divenuta Me stesso».

Quante volte arrivava all'unione: prima parla di «unione strettissima» nella quale l'anima si sente attratta come il ferro dalla calamita, «legata» dolcemente, «ingolfata» nel mare dell'amore di Dio; più tardi aggiungerà l'esperienza di sentirsi «uniformata», "trasformata» in Dio; e nell'ultima tappa, quando riceve in ogni comunione la «grazia delle tre grazie», raggiungerà il culmine dei saggi dell'unione dei beati nel cielo: è il momento delle «comunicazioni intime» che passano tra Dio e l'anima, quindi ineffabili. «Non si possono descrivere», afferma, ma riesce a riferire al confessore gli effetti che lasciano in tutta la persona.

«... in un istante mi è parso di sentire infondere il Divino Amore in tutta l'anima mia; ed ella farsi una stessa cosa col Divino Amore... non sapevo se ero in cielo o in terra; avevo cognizione di me stessa, parevami di essere il più vile vermicciolo della terra... vedevo che sono nulla. A questo mi si aggiungeva la vista di tante ingratitudini... un Dio tanto benefico, tanto grande, tanto miseri­cordioso essere stato tanto offeso da una ingrata creatura!... ero assorta in Dio... vedevo i Divini attributi di Dio... Iddio era mia memoria, Iddio era mio intelletto, Iddio era mia volontà; tutto Iddio nell'anima, e tutta l'anima in Dio. Di quello che ho provato in questi momenti, non se ne può parlare... l'anima mia restava via più distaccata da tutto quello che non è Dio parevami di stare come t... in una fornace... »

«L'umanità patisce tanto in queste operazioni del Divino Amore... voleva lagnarsi... ma stava cheta, e lo spirito gridava forte: O Amore! O Amore! O Amore, tanto poco conosciuto dalle creature e da me, in particolare! No, No; non sarà più così, perché voglio voi solo e con voi resto...

- «...l'anima ha sperimentato in sé, in quel punto, certe operazioni del Divino Amore... parevami di notare in Dio quella sua immensità di amore infinito che si manifestava a quest'anima; ed essa, per via di quelle comunicazioni intime fra Dio e l'anima, restava tutta unita al sommo bene... era tutta, in tutto, trasformata nel suo Dio di amore... e l'amore medesimo operava in lei, e per lei tutta immersa in Dio che si comunicava tutto ad essa... queste cose non si possono mai spiegare con parole... solo dico che l'anima, in quel punto, resta così assorta in Dio, che, tornata ai propri sentimenti, le pare ogni cosa novità! Oh! Che pena le è il vedersi così carcerata in questo corpo mortale! Resta una nausea di tutte le cose terrene...

- « ...mentre l'anima stava tutta nuotando nel mare immenso della Divinità, in quel istante, si è rappresentato avanti l'anima mia Gesù, in quel modo che uscì alla luce per redimere noi peccatori... in quel punto vi fu un non so che in questa anima; parvemi mi mutasse in un'altra; e mi pare che, in quello stesso punto, Iddio mi ponesse in Sé e riempisse questo cuore e questa anima tutta di amore. Sentivo certi impulsi che levavano me da me, e nel tempo medesimo mi sentivo essere tutta unita al Sommo Bene...».

Caro lettore, il Diario è arcipieno di questo linguaggio w sublime. Raggiungere un bene così grande merita un po' di penitenza, di astinenza, di distacco... insomma di purificazione.

E se non sarà possibile imitare la Santa in tante cose, voglia Dio che questi Scritti ci aiutino ad umiliarci profondamente, accorgendosi a quali sublimi livelli Dio chiama e richiama l'uomo, creato a Sua immagine e somiglianza, e come invece siamo ancora strisciando nel fango dei falsi piaceri che ci offre il mondo e il principe di questo mondo. E questa umiltà sarà il primo passo... e Dio, nel suo amore, ci aiuterà a fare altri...

«Non più sensi,
non più umanità
Dio solo: questo voglio amare.
Venite tutte, o creature insensate, venite,
amate il sommo bene:
venite, peccatori,
convertitevi a Dio.
Esso è somma carità,
è infinita la sua misericordia:
lasciate di offenderlo,
tornate a Dio.
Esso è tutto amore;
vi darà il medesimo suo amore,
acciò l'amiate.
Vedete!
Come fa con me,
farà anche con voi;
venite tutti».




sabato 16 agosto 2014

Siracide 28,2

"Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati" (Sir 28,2).
(http://www.focolare.org/it/news/2014/07/29/agosto-2014/)


Tanti sono contenti di leggere questo versetto della Sacra Scrittura: Sir 28,2 (insieme con: Sal 103,3.8; Sap 11,23; Is 38,17). La misericordia di Dio è molto importante, anzi fondamentale e perfino l’attributo di Dio più importante. Non è per caso in questo periodo più difficile Dio ci ha offerto la Divina Misericordia, attraverso Santa Faustina.

Ma il demonio è furbo; vuole negare o annullare o almeno diminuire questo grande dono da Dio dagli uomini. Chi prega poco e studia poco non è abituato ad apre gli occhi di scoprire le trappole del demonio, e perciò non ha la difesa per le trappole subdolo del nostro nemico molto intelligente. Ci conduce lentamente alla misericordia falsa senza il nostro impegno di pentirci o di cambiare vita.

Diciamo nell’Atto di Dolore: “Prometto con il Tuo santo aiuto di non offenderTi mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato”! Tanti responsabili religiosi parlano oggi di questa misericordia di Dio, che accontenta la gente, ma non aggiungano le parole che Gesù ha aggiunto: “Va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8,11), o non finiscono la storia del infermo guarito da Gesù Che ha detto dopo la guarigione: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio” (Gv 5,14)!

Se uno parla abitualmente soltanto che Dio è tutto misericordioso senza parlare o comunicare, nello stesso discorso e nello stesso contesto, “va’ e non peccare più”, come Gesù ha fatto nei Vangeli (Gv 5,14; 8,11), c’è una grande tendenza di prendere la via più facile di non cercare di cambiare la vita propria con l’aiuto di Dio. Senza il nostro rispondere al grande dono del perdono di Dio, il nostro amore è insincera e non autentica, e perciò le parole del Padre Nostro che diciamo con la bocca sono vuote ed inefficaci: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Mt 6,12). Quante persone non vivono: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)?!? Senza la gratitudine, non c’è la salvezza!

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Dopo due anni di matrimonio, nostra figlia stava attraversando un periodo di crisi. All'inizio di quest'anno, lei e suo marito sono arrivati a separarsi. L'abbiamo accolta di nuovo nella nostra casa, cercando di sostenerla in questo periodo difficile e doloroso. Ci sono stati momenti di tensione, ma abbiamo cercato di mantenerci calmi, col perdono nel cuore, conservando un rapporto di apertura verso tutti e due. Volevamo aiutarli entrambi, non privilegiare solo nostra figlia stando dalla sua parte. Dopo tre mesi di separazione (e da parte nostra di ospitalità, di continuo ascolto, di aiuto discreto e di molte preghiere), sono tornati insieme con una nuova consapevolezza e una fiduciosa speranza.

M. L., Malta


(Testimonianza da: Santissima Trinità (26 maggio 2013))

- - -

Don Jo (Joseph) Dwight




P.s.

Un supplemento a questo “Cibo Spirituale 1408”:

In un mondo immerso nel veleno di relativismo, che secondo Papa Benedetto XVI, “è la difficoltà più profonda dei nostri tempi” e che porta il mondo a “non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”, ho pensato di offrirvi qualche pagina (pp. 49-52) dal libretto di 100 pagine, “Santa Veronica Giuliani – Vera Discepola e Apostola di Maria”. E’ un po’ lungo, ma si può usare queste pagine come spunti di meditazione per qualche giorno!

Parte Seconda: La Sua Dottrina e Insegnamento
Introduzione

Ora che i lettori hanno potuto, in un certo senso, "toccare con mano" il livello di santità più unico che raro di questa serafica Santa, e scorgere l'immensità delle ricchezze divine nascoste nella sua vita e nel suo Diario, condivideranno con padre Iriarte che «davanti al caso Veronica Giuliani, non si può avere né l'atteggiamento di una pseudo-spiritualità che corre dietro lo straordinario, né dello scienziato che non riesce a percepire altro che quadri clinici, ma dobbiamo avere l'atteggiamento di Mosè davanti al roveto che ardeva senza consumarsi: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo" (Es 3, 3).

Condivideranno anche il suo affermare che: "l'estatica cappuccina di Città di Castello è un caso a sé anche tra i santi. Lo è, anzitutto per la molteplicità e singolarità delle sue esperienze mistiche: non c'è fenomeno animico o corporeo, dei registrati nell'agiografia, che essa non lo abbia provato e descritto; ed è stata favorita da altri assolutamente inediti. Eccezionale è anche la sua vocazione alla partecipazione ai patimenti di Cristo e al mistero del dolore... nessuno ha gioito e patito così intensamente».

Ora possiamo iniziare a cogliere la portata della paro­la del card. Palazzini: «La missione di santa Veronica ha ancora da iniziare nella Chiesa» che questa seconda par­te renderà ancora più evidente; una missione che il Signo­re stesso ha indicato così: «Che pensi? Questi scritti hanno da andare in tutto il mondo, per la mia gloria e per profit­to delle anime» (Diario). Perciò afferma ancora: «Quello di Veronica è un grande messaggio profetico che sembra proprio riservato ai nostri tempi: per correggere pericolo­se deviazioni di chi va alla ricerca di un Cristianesimo sen­za Croce, di chi si adagia voglioso nell'abbondanza di quei beni di consumo di cui Cristo ha predicato la moderazione per tutti, e la rinuncia per i forti» (Card. Palazzini).

Ma è anche, e soprattutto, un messaggio profetico contro il razionalismo e l'illuminismo che, consapevolmente o no, cercano di svuotare la fede della sua dimensione soprannaturale: la ragione rimane sconcertata davanti all'irrompere del Divino nel quotidiano vissuto e scritto della Santa, in fenomeni corporei innegabili, inspiegabili, ripetuti. È Dio stesso che tramite una donna inoffensiva ha voluto confutare, già da allora - e a maggior ragione oggi - il razionalismo fino a renderlo ridicolo davanti all'evidenza. Se è vero che la fede e la ragione non si contraddicono, è altrettanto vero che la ragione è un dono di Dio a servizio della fede ma deve riconoscere i suoi limiti e chinare la te­sta davanti al Divino.

Anche la Lumen Gentium asserisce che "nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia più perfettamente trasformati nell'immagine di Cristo, Dio manifesta agli uomini in una viva luce la sua presenza e il suo volto. In loro è egli stesso che ci par­la e ci dà un segno del suo Regno..." (n. 50).

La dottrina espressa nel Diario ci spinge a dire:

--- Quanto ci è necessario oggi il suo esempio di fede as­soluta nell'obbedienza a Dio e alla Sua Santa Chiesa; già come maestra, insegnava alle novizie il Catechismo prima ancora della spiritualità propria; scriveva con fermezza: «Credo ciò che crede la Chiesa Romana»; ma specialmente l'obbedienza ai rappresentanti di Dio: superiori, confessori e autorità ecclesiale che lei chiamava «vice-Dio in terra», tanto che, per esempio, la ferita del suo cuore si apriva e chiudeva secondo il volere dell'obbedienza, e che le scene della Passione si rinnovavano a volontà dei superiori... fino a guarire e a morire - come abbiamo visto - per obbedienza; per lei l'obbedienza al confessore diventò come «il sigillo della fedeltà a Dio e a Maria Santissima», fino a firmare col nome di "figlia dell'obbedienza".

--- E quanto ci è necessario approfondire la sua umiltà: così santa, ricorreva all'intercessione dei santi, supplicandoli; vedendo il suo "nulla" davanti a Dio, si considerava indegna di stare con le sorelle, a maggior ragione di essere badessa. Quanto gli costava scrivere di sé nel Diario, e quanto si vergognava di «questi segni esteriori», ossia delle stimmate, chiedendo a Dio di nasconderle; cercava dav­vero la strada del nascondimento... Beata lei! Quanti insegnamenti per l'uomo vanitoso, superbo di oggi, che va alla ricerca del potere, della stima, della vanagloria... Le disse una volta Maria SS.: «Figlia mia, sappi che, quando venne l'angelo Gabriello a darmi questo annunzio, da parte di Dio onnipotente, io stavo nella cognizione del­la mia bassezza e viltà; ed è questo l'esercizio che do a te. Sta sempre avvilita e annichilita sotto tutti, come vile fango e polvere».

--- Quanto ci è necessario il suo amore e fedeltà alla santa povertà, che le è costata tante ostilità e incomprensioni... ? Quando trovava degli abusi, sentiva spesso i rimproveri di san Francesco e di santa Chiara: allora usava sia la dolcezza, sia la fermezza, sempre con prudenza, e trionfava... Considerava la povertà come la condizione essenziale per arrivare all'amore. Il suo esempio è un rimprovero vivente alla ricerca del benessere e all'abbondanza nella quale si vive oggi, spesso anche tra i religiosi.

--- Quanto ci è necessaria la sua devozione e pietà:

- alla Santissima Trinità, già da bambina, come abbiamo visto, fino a meritare di essere chiamata da Maria Santissima «Figlia del Padre, Sposa del Figlio, Discepola dello Spirito Santo». Scrive la Santa: «Nel fare l'adorazione alla SS. Trinità l'anima mia fu confermata per figlia, sposa e discepola delle tre Divine Persone... ».

- E alla Santissima Eucaristia, questa «grande inven­zione dell'amore», come la chiamava, alla quale ricorreva per chiedere le grazie più difficili, ottenendo la licenza di riceverla ogni giorno; e quante volte l'ha ricevuta dalle mani degli Angeli... o di Maria SS.ma... Bisogna specchiarci nel Diario per capire con quanta poca riverenza e troppa superficialità avviciniamo oggi il Sacro, e con quanta poca fede nella presenza reale e operante di Dio in questo mirabile Sacramento, fino al limite della desacralizzazione... Quanto era importante per lei il modo di riceverLo! ... tutti i frutti spirituali dipendevano da ciò. Diceva: «Ogni qualvolta che Lo riceviamo nel Santissimo Sacramento, Iddio rinasce nelle anime giuste che di cuore Lo servono e Lo ricevono con purezza». Basta ricordare che era rapita in unione con Dio quasi dopo ogni Comunione...

- E che dire della sua preghiera? Quanto cercava di perfezionarla! Basta ricordare che vide, una notte, il Signore che le stava seduto accanto in coro recitando con la comunità il mattutino, visto solo da lei; Gesù ha offerto quella preghiera in riparazione delle mancanze e imperfezioni commesse dalla Santa nella preghiera liturgica dell'ufficio divino...

Ma sarebbe troppo lungo andare avanti. Perciò, ci soffermeremo in questa seconda parte su quattro aspetti che ci sono parsi, accanto alla confutazione del razionalismo, i più attuali e necessari:

1. L'Amore infinito e inenarrabile di Dio;

2. La realtà spaventosa dell'inferno e dei demoni;

3. La dottrina dell'espiazione;

4. Il ruolo indispensabile di Maria Santissima.


- - -

Prossimamente vi offro questi quattro aspett.

martedì 8 luglio 2014

Matteo 18,19-20


“In verità vi dico: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,19-20).


Cari amici, recentemente ho fatto un’esperienza bello ed interessante. Un mese fa un ragazzo, Marcello, piuttosto un uomo di 25 anni circa, mi ha mandato un messaggio via il cellulare, chiedendomi di poter incontrarci a Loreto dove si teneva l’incontro del Cenacolo del “Movimento Sacerdotale Mariano” il 2 giugno, con 5 regioni d’Italia del MSM (fondato da Don Stefano Gobbi; visitate: “Funerale Stefano Gobbi”; http://cibo-spir.blogspot.com/2011/07/funerale-stefano-gobbi.html). Conoscevo il suo babbo Roberto di Città di Castello, Italia. Dopo aver parlato e mangiato pranzo insieme, Marcello mi ha offerto un libretto, “Santa Veronica Giuliani – Vera Discepola e Apostola di Maria”. Il libretto di 100 pagine mi ha fatto una grande impressione e ho cominciato di usarlo come materia per la mia meditazione quotidiana. Una settimana fa ho partecipato agli Esercizi Spirituali (22-28 Giugno 2014) a Collevalenza (Todi – PG; fondata dalla nuova beatificata, Madre Speranza) del Movimento Sacerdotale Mariano con circa 200 sacerdoti e 10 vescovi da tutto il mondo. Ho parlato con un sacerdote di questo libretto su Santa Veronica, e questo sacerdote mi ha detto che c’era un frate, un diacono, da Libano, che ha fondato una nuova congregazione, tutto approvato dal suo Vescovo in Libano, “Cuore Immacolato e Addolorato di Maria”, legata anche alla spiritualità e messaggio di Santa Veronica. Ho trovato e ho parlato con questo Frate e ci siamo scambiati numeri di telefono e fra l’altro, mi ha raccontato che Padre Pio ha spiegato perché i due tentativi di fare Santa Veronica un dottor della Chiesa dopo la sua morte il 9 luglio 1727 non sono riusciti perché la missione di Santa Veronica sarà compiuto nei nostri tempi. Padre Pio ha detto che Santa Veronica è una dei più grande santi nella storia della Chiesa, nonostante che finora, è poca conosciuta!

Cardinale Pietro Palazzini ha scritto: “La missione di santa Veronica deve ancora incominciare nella Chiesa… Occorre fermarsi sull’aspetto dell’espiazione, che ha tanta parte nel Diario della Santa e che ci dà il diritto di additarla come Maestra, per eccellenza, della dottrina dell’espiazione… Il Diario è una catechesi, un dottorato, una missione permanente, che la Chiesa del Vaticano II non può né deve ignorare, se vuole dar fondo a tutte le sue energie di ripresa. Un gesto solenne della Chiesa potrebbe ridare al messaggio salvifico della Santa il lancio che merita.”

Papa Pio XII ha scritto: “… Veronica Giuliani è un luminare tanto grande di Santità che basterebbe da solo a illustrare la Chiesa, a disprezzo dell’irrisione e della calunnia della più superba e mordace filosofia degli increduli.”

Frate Emmanule lavora 3 o 4 mesi all’anno in Italia ed il resto in Libano promovendo la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ed il messaggio per i nostri tempi di Santa Veronica. Ho telefonato Frate Emmanuele per prenotare una sua visita nella nostra zona. Il giorno dopo mentre faceva la mia meditazione in chiesa davanti al tabernacolo con il libretto di Santa Veronica, ho deciso di guardare per la prima volta l’autore del libretto. Ho scoperto che il libretto era scritto da “Fr. Emmanuele del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria”! Si vede la mano della Madonna e di Santa Veronica in queste faccende!

Il 26 giugno 2014 al ritiro a Collevalenza, Frate Emmanuele ha offerto a noi 200 sacerdoti e 10 vescovi la meditazione del pomeriggio. Ha parlato dell’importanza di prendere su serio la richiesta della Madonna a Fatima della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Fra l’altro, Frate Emmanuele ha detto durante la meditazione:

Basta anche rendersi conto che il Portogallo è l'unica nazione che ha potuto realizzare questa consacrazione (solennemente, con la partecipazione dei suoi responsabili ecclesiali e temporali), e che solo quando infuriava la seconda guerra mondiale, la chiesa con Papa Pio XII pensò a fare la prima consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria nel 1942 (Suor Lucia...): il nemico invisibile, il grande drago, vigila bene, si vede, sui suoi interessi. Ha proprio paura della “Donna vestita di sole” (Apoc 12,1) e del suo messaggio, specialmente della consacrazione. Lo vuole impedire a tutti costi, e con tutti i mezzi, specialmente di accecamento di certi responsabili ecclesiastici, purtroppo.”

Perciò, la consacrazione del Libano al Cuore Immacolato di Maria, avvenuta il 16 giugno 2013, dopo 95 anni delle apparizioni di Fatima, non può che essere un evento di massima importanza in questa tremenda lotta , descritta da Papa Giovanni Paolo Secondo come "Definitiva e Finale".”

È un evento che non deve passare inosservato, ma bensì entrare nella lettura dei "segni dei tempi", e merita essere profondamente meditato e ben valutato per cogliere la sua portata mondiale, e coglierne tutti i frutti che il cielo desidera; e questo specialmente da parte del MSM, strumento scelto e fondato dalla Mamma Celeste stessa per il trionfo del messaggio di Fatima, ossia il trionfo del suo Cuore Immacolato, tramite la diffusione della consacrazione.”

Ho parlato con altri sacerdoti da Libano durante i pasti insieme a Collevalenza e mi hanno raccontato che in Libano non c’è la guerra come nel resto del Medio Oriente. Anche un vescovo, Maronita, in Siria, ha consacrato la sua diocesi, insieme con i suoi sacerdoti e tantissimi laici, ed in quella diocesi non c’è la guerra nonostante c’è la guerra tutto intorno nel paese di Siria!

Cari amici, nella prossima “Cibo Spirituale” vi racconterò di più su questi eventi che stanno svelandosi adesso e forse anche alcuni paragrafi dal libretto su Santa Veronica Giuliani.

Alla prossima puntata!

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Ci viene quasi da sorridere pensando che molte delle nostre esperienze più belle avvengono in luoghi pubblici frequentate da tantissime persone che si conoscono solo di vista o addirittura non si sono mai viste. Eppure anche questa volta la certezza che Dio ci ama immensamente è passata da un semplice gesto d'amore avvenuto in un supermercato.

Mi avvicino al banco dei salumi e mi appresto a prendere il famoso biglietto numerato che dovrebbe evitare discussioni tra i clienti in coda, quando mi accorgo che la persona che mi precede non l'ha preso affatto. Quest'ultima, forse un po' in imbarazzo, si accorge della sua mancanza e decide a sua volta di rimettersi in coda prendendo il biglietto. Senza pensarci troppo, gli porgo il mio appena staccato. Rimane stupito e meravigliato e guardandomi mi ridà il numerino dicendomi: "Per questo gesto, ti cedo il mio posto. Passa davanti visto che hai anche un bambino in braccio". Poi rivolgendosi al salumiere che aveva assistito alla scena, dice ad alta voce: "Una persona così gentile non l'avevo mai incontrata!".

Di ritorno a casa sistemando la spesa scorgo in fondo al sacchetto dei salumi un piccolo pacchetto. Lo apro e con sorpresa trovo un pezzo di coppa in omaggio. Capisco subito che è una risposta di Dio a quel semplice e forse banale gesto di cortesia ma fatto con amore ed attenzione e che è proprio questo che la gente ha bisogno di incontrare.

D.A.


- - -

Don Jo (Joseph) Dwight


P.s.

Come si può vivere la Parola di Vita di questo mese (Mt 18,19-20) se “due di voi”, o più, NON SI ACCORDANO DELLA VERITÀ STESSA, o se si accordano soltanto delle verità facile ma non delle verità divine scomode che ci indicano che dobbiamo cambiare vita e soffrire con Gesù crocifisso?!? Questa sarebbe unità falsa, amore falso, misericordia malconsigliata, perché non è basato sulla Verità incarnata che è Gesù Cristo (Gv 14,6)! Di mettere da parte o di sacrificare i tesori della “verità che vi fa liberi” (Gv 8,32), così possiamo stare insieme con quelli che non vogliono rispettare il credere degli altri, è ECUMENISMO FALSO!?!

Il fondatore di Christendom College (USA), Dr. Warren Carroll, ha scritto che l’ecumenismo è importante, ma capito giustamente “non è un ecumenismo in cui si abbonderebbe le convinzioni in verità che sarebbe gli accordi superficiali e senza significato, ma il sviluppo di un ecumenismo costruito solidamente su convinzione reale e la verità.”

Quante volte in questo periodo del mondo, nel nome della misericordia falsa e l’ecumenismo falso, NOI CATTOLICI SIAMO SPINTI E COSTRETTI E MANIPOLATI con belle parole e con i slogan e con le bugie carine a mettere da parte le verità salvifiche ed i mezzi principali della santificazione, espressi infallibilmente nelle dottrine della Chiesa, e offerti nei sacramenti.

PIÙ CHE MAI IL MONDO HA BISOGNO DI QUESTI TESORI SPIRITUALI DI GRAZIA E DI GUIDA! Questo è simile come tante famiglie in Italia mettono la prima priorità sul stare insieme a tavola, alla cena, mentre si evita come tabù i disaccordi a causa della differenza nelle credenze nella religione cattolica o della morale cattolica. In USA, questo sarebbe analogo di mettere da parte la Verità per essere “corretto politicamente” (“politically correct”)! Per la grande maggioranza dei cattolici oggi, la prima priorità è rispetto umano, e ciò che Dio desidera per il nostro vero bene non è neanche preso in considerazione.

Come ho scritto nel “Cibo Spirituale” di aprile 2014, “STIAMO VIVENDO NEI TEMPI PIÙ PIENO DI CONFUSIONE NELLA STORIA DEL MONDO E DELLA CHIESA; questa confusione è stata ben orchestrata dalle marionette del “padre della menzogna” (Gv 8,44) soprattutto nei ultimi tempi, a causa della grande mancanza di preghiera e quasi una indifferenza totale del peccato.”

Queste marionette hanno lavorato con tanta pazienza, in particolare nei ultimi 50 anni, prendendo controllo dei motori della cultura (il mass media, le scuole e le istituzione religiosi) per plagiarci in un modo più forte che nella storia del mondo. Perciò tantissime persone non si rendono conto del grande pericolo, non si fa la fatica di apre gli occhi e volentieri rimangono nella filosofia della vita più facile: “Occhio non vede, cuore non duole”! Se si ammette di poter cambiare una dottrina della Chiesa, in principio, si apre la porta di cambiare tutte le dottrine infallibili della Chiesa che vengono dalla Verità Assoluta! ECCO IL VELENO STERMINANTE NASCOSTO NEL NOME DELLA CARITÀ (FALSA), nel nome della compassione malconsigliata!

Ho messo insieme gli ultimi “Cibo Spirituale” per aiutarci meglio di rivedere, globale, tutto insieme, PER AIUTARCI DI ACCORGERE MEGLIO LE TRAPPOLE SUBDOLE DEL DEMONIO da tutti i tempi, ma in particolare nei nostri tempi. Con la preparazione dei marionette di Satana, pochissimi cattolici, e purtroppo vescovi e cardinali, si rendono conto che di ammettere di cambiare una dottrina della chiesa, che apre la porta al resto, sarà più devastante alle anime immortale e perciò a tutto il mondo che, .. non possiamo immaginare! Se non studiamo, con tanta preghiera, rimaniamo senza difesa, non riconosciamo le trappole del demonio oggi e finiamo a mettere il nostro piede e la nostra testa in queste trappole belle da fuori e dopo è difficile di tirare fuori il nostro piede e la nostra testa, e perciò la nostra anima immortale!

Visitate:

“Chi Decide La Verità?”




mercoledì 4 giugno 2014

Matteo 28,20


“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Queste parole di Gesù sono consolanti. Ma questa promessa di Gesù è sempre CONTINGENTE SUL NOSTRO LIBERO ARBITRIO, di decidere di sottometterci o non sottometterci al giogo dolce e il carico leggero (Mt 11,30) della legge di Dio. Dio Che è amore, rispetta la nostra grande dignità e perciò la nostra scelta.

Continuando dai ultimi due o tre mesi, LA BATTAGLIA FONDAMENTALE DI TUTTI I TEMPI è chi stabilisce la verità, Dio o il mondo, Dio o Satana, Dio o ogni persona? Questa battaglia aumenterà ancora di più nei prossimi anni prima della seconda venuta di Gesù Cristo. Lucifero ha detto, io sono Dio, decido io la Verità, e San Michele Arcangelo ha risposto con il suo nome: “Chi è come Dio?” Il Peccato Originale era lo stesso inganno: “Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”.” (Gen 3,4-5). Tanti filosofi moderni ci hanno portato nella “RIVOLUZIONE COPERNICANA” di non cercare più la realtà e la verità fuori di noi stessi attraverso i nostri 5 sensi ma da dentro di noi, come ognuno di noi “diventereste come Dio”. “La filosofia moderna, dimenticando di orientare la sua indagine sull'essere, ha concentrato la propria ricerca sulla conoscenza umana. …” (No. 5; Lettera Enciclica: Fides et Ratio; Giovanni Paolo II; 14-09-1998). In questa battaglia feroce ma subdola, è molto importante di essere “prudenti come i serpenti”, non soltanto “semplici come le colombe” (Mt 10,16)!

«IO NON MI IDENTIFICO con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche, che praticano l’interruzione della gravidanza» (una intervista pubblicata dal “Quotidiano Nazionale”, 12 maggio 2014). DA NON CREDERE che a pronunciare queste parole sia stato il nuovo (30-12-2013) SEGRETARIO GENERALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, MONSIGNOR NUNZIO GALANTINO!

Sarebbe bello che il segretario della Cei provasse almeno a riflettere su queste parole della Beata Madre Teresa di Calcutta: «Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me».

Ma non finisce qui. Il giornalista domanda qual è il suo augurio per la Chiesa italiana, ed ecco LA RISPOSTA DI GALANTINO: «Che si possa parlare di qualsiasi argomento, di preti sposati, di Eucaristia ai divorziati, di omosessualità, senza tabù, partendo dal Vangelo e dando ragioni delle proprie posizioni».

SE SI AMMETTE DI POTER CAMBIARE UNA DOTTRINA DELLA CHIESA, in principio, si apre la porta di cambiare tutte le dottrine infallibili della Chiesa. Ecco il veleno mortale nascosto nel nome della carità (falsa)!

Per riprendere il contesto di questa situazione, visitate i “Cibo Spirituale” di recente:

- - -

Cari fratelli, in questi tempi difficili e pieni di confusione, ricordatevi che questa presenza di Gesù “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” è soprattutto nell’Eucaristia.
L’EUCARISTIA È LA “FONTE E CULMINE DI TUTTA LA VITA CRISTIANA” (CCC 1324).

Sapete che dopo BEATO FRANCESCO DI FATIMA ha ricevuto l’Eucaristia dall’Angelo di Portogallo, Francesco ha capito la grandezza della realtà di Gesù presente nell’Eucaristia e ha passato tre ore ogni giorno davanti al Tabernacolo fino alla sua morte circa anno dopo.

SAN GIOVANNI DA KETY: “Durante il giorno poi, dopo aver compito il suo dovere, subito dal liceo si recava direttamente alla chiesa dove, davanti al Cristo nascosto nell’Eucaristia, trascorreva lunghe ore nella contemplazione e nella preghiera. Sempre aveva solo Dio nel cuore, solo Dio sulla bocca.” (Breviario; 23 dicembre).

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Una sera uscendo di casa per il rosario, incontro una coppia di immigrati: appaiono sfiniti (avevano camminato inutilmente tutto il giorno in città in cerca di lavoro e aiuto, ed erano completamente digiuni). Lui, rumeno, si dichiara credente ortodosso, lei, ucraina, con una qualche fede, non precisata.

Capisco subito che non posso farli attendere, né delegare ad altri l'intervento. La Parola di Vangelo: "Fuoco sono venuto a portare...", in quel momento diventa in me una spinta ad agire decisamente. Li conduco in macchina alla casa di accoglienza "Il Samaritano", poco lontana, ma ci viene detto che non è attrezzata per l'accoglienza di donne. Così, rispettando il desiderio della coppia di stare insieme, penso ad una soluzione presso una famiglia della parrocchia. E subito mi ricordo di Rita, una nostra amica vedova che, essendo sola, dona tempo e anche casa per i fratelli in difficoltà.

Le telefono, e pronta sento la risposta: "Va bene: accogliamo Gesù in questi fratelli". Anche per lei è la Parola a suggerire ogni gesto. Bella, affettuosa l'accoglienza nella sua casa: un po' di distensione e riposo, finalmente, e poi una cenetta, tanto improvvisata quanto gradita, e consumata senza riserve o riguardi...

Lasciati poi quei fratelli per la notte in un comodo e lindo letto matrimoniale, mi accordo con Rita per il mattino seguente. Così, già prima delle 8 vado a prelevarli per tentare il possibile per un'eventuale occupazione in lavori stagionali. Dopo qualche telefonata dobbiamo arrenderci. Niente da fare.

Si rendono conto anche loro della realtà e, rassegnati, mi chiedono allora di portarli in stazione per il viaggio di ritorno. Sono delusi ma più sereni; e riconoscenti per l'amore concreto ricevuto. Do loro un'offerta (proprio per... amare fino in fondo) e li saluto, spiacente di non aver potuto fare di più. Mi rispondono, commossi, con un forte abbraccio, che mi dice quanto la Parola vissuta raggiunga la verità delle persone.

N. F., Verona

venerdì 2 maggio 2014

2 Corinzi 5,20


"... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2 Cor 5,20)


CINQUANT’ANNI FA LA MAGGIORANZA DEI CRISTIANI ERANO D’ACCORDO che il peccato è determinato secondo la rivelazione divina per tutti gli esseri umani creati da Dio, ma non secondo i sentimenti umani, o i feeling, o soggettivismo, o relativismo di ogni persona. Come si può “lasciarsi riconciliare con Dio” quando non sappiamo e non vogliamo sapere che cos’è un peccato secondo Dio?

IL PECCATO HA ATTACCATO LA “GERARCHIA DEI VALORI”. L’uomo vuole diventare Dio (Gen 3,4-5). Il corpo dell’uomo ribella contro l’anima dell’uomo, e l’anima si capitola e si rifiuta il primato dello spirito. E allora il feeling del corpo domina la mente, e tutti i due dominano lo spirito. La moralità diventa sottosopra, confusa e relativistica. La legge naturale di Dio è rifiutata. I rapporti non naturali diventano la moda e pretendono gli stessi diritti dei rapporti naturali. La rivelazione divina e la legge divina sono rifiutati; la nostra civilizzazione declina e crolla.

RELATIVISMO, secondo Papa Benedetto XVI, “è la difficoltà più profonda dei nostri tempi.” Nella sua omelia alla Messa prima del conclave che l’ha presto eletto Papa Benedetto XVI, l’allora Cardinale Ratzinger ha detto: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. SI VA COSTITUENDO UNA DITTATURA DEL RELATIVISMO che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.” (http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html).


QUANDO ALCUNI SACERDOTI MI CRITICANO perché ho “una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa”, non mi dicono mai che ho spagliato secondo qualche documento della Chiesa; sarei contento se facessero così! E quando offro qualche documento della Chiesa o qualche scritto di un Papa per spiegare la mia posizione, non mi dicono mai di voler leggere questi documenti per aiutarci a vicenda a scoprire la Verità insieme, ma invece, a priori, mi criticano, giudicano e condanno senza neanche vedere di che cosa si tratta in questi documenti!?! I bambini viziati dicono “Non è vero, non è giusto” senza offrire una spiegazione accompagnati dai documenti. Invece gli adulti maturi, le persone maturi dicono “non è vero” ma offrono una spiegazione accompagnati dai documenti. Se ciò che dico non è totalmente d’accordo con il relativismo personale di questi preti, quello che offro è criticato e rifiutato subito a priori. Questi stessi preti, invece, mi accusano di selezionare soltanto i documenti che mi piace e butto via il resto, che è il loro modo di proiettare il loro relativismo su di me, di indicare che anch’io sono un relativista come tutti e perciò accontentiamoci tutti in relativismo! Mi pare che questo sarebbe simile a un figlio che dice ai genitori di stare zitti perché anche loro sono peccatori.

PERFINO LA MAGGIORANZA DEI PRETI E DEI VESCOVI NON SONO PIÙ D’ACCORDO CHE ESISTE LA VERITÀ ASSOLUTA fuori di noi stessi su quale di basare un dialogo per poter arrivare ad una conclusione. Tutti felicemente hanno il loro opinione delle verità fondamentali, di ciò che è bene o male, come Adamo ed Eva dopo il Peccato Originale (Gen 3,4-5). Ma questo ci porta alla “DITTATURA DEL RELATIVISMO” perché le leggi non saranno più basate sulla rivelazione divina in cui i forti aiutano i deboli, ma su chi è più forte e che può imporre le sue leggi su tutte le altre. La forza fa giusto, come nell’inferno!

Oggi tantissimi cattolici vogliono, con la benedizione (almeno tacitamente) dei preti e dei vescovi, UN CRISTIANESIMO SENZA LA CROCE E SENZA QUESTI “COMPLESSI DI COLPEVOLEZZA” CHE SI CHIAMAVANO I PECCATI. E perciò pochissimi cattolici oggi si confessano e tanti vanno ai psichiatri che costa molto di più che di confessare i peccati da un prete, che spesso, purtroppo, non si trova nella confessionale in tanti chiese.

Ma tanti che vanno alla confessione, non capiscono più che cos’è un peccato secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, il grande dono che Papa Giovanni Paolo II ci ha dato in 1992! Il 5 giugno 2009, l’arcivescovo Mauro Piacenza, parlando a “radio Vaticana”, ha lanciato un ALLARME “CONFESSIONI” ed ha annunciato la pubblicazione di un “vademecum per confessori e direttori spirituali”. Ha detto: “Paiono sempre meno le persone che avvertono la DIFFERENZA CHIARA TRA IL BENE E IL MALE, tra la verità e la bugia, tra il peccato e la virtù e che, conseguentemente, desiderano accostarsi alla riconciliazione - ha detto Piacenza - Se non si ha il senso del peccato è difficile ricorrere, ovviamente, alla riconciliazione: allora, la SI CONFONDEREBBE CON IL LETTINO DI UNO PSICOLOGO E DI UNO PSICHIATRA”. (http://www.blitzquotidiano.it/societa/vaticano-arcivescovo-mauro-piacenza-lamenta-calo-delle-confessioni-35920/).


Ho aggiunto all’ultimo “Cibo Spirituale” i seguenti paragrafi:

Comunione ai divorziati risposati. Caffarra avverte: "Fermatevi"
Netta risposta del cardinale all’apertura del porporato Kasper
Bologna, 16 marzo 2014 - «DA BOLOGNA con amore: fermatevi». Questo il titolo e il messaggio di un’intervista al cardinale Carlo Caffarra. Dalle pagine del Foglio il cardinale ammonisce: «Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L’ipocrisia non è misericordiosa». Una risposta chiara in merito alla proposta del cardinale Walter Kasper circa la possibilità di riammettere alla comunione, dopo un periodo di penitenza, le coppie di divorziarti risposati che lo chiedono.

La Madonna a Akita, Giappone (1973): “L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete CARDINALI CONTRO CARDINALI e vescovi contro altri vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno opposti dai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. La Chiesa sarà pieno di quelli che accettano compromessi …” (http://blogcristianocattolico.blogspot.com/2008/01/la-madonna-di-akita-giappone.html).

CARI FRATELLI, "... in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio", ma secondo il criterio di Dio e NON DELL’UOMO!

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Abbiamo 3 figli, a cui vogliamo un bene immenso. Quando sono nati Davide e Irene, come tutti i bambini ci hanno richiesto tante energie per trovare un nuovo equilibrio in famiglia, ma con Alessia, la terza, è un'avventura speciale. È nata apparentemente sana e bella, ma dopo qualche giorno, dai primi risultati della mappa cromosomica abbiamo saputo che aveva la sindrome di Down. Sono stati momenti difficili e inconsciamente speravamo in un errore della diagnosi. È stato come un terremoto improvviso, come se ci mancasse la terra sotto i piedi… Ma volevamo credere che ogni figlio è un dono di Dio e - pur nel dolore – sentivamo che questa situazione faceva parte di un suo disegno d'amore. Dopo qualche giorno, una dottoressa genetista ci ha confermato la diagnosi ma non ci parlò tanto della gravità dell'handicap, quanto piuttosto che l'amore che potevamo dare ad Alessia sarebbe stata la terapia più efficace. Era quello che in fondo avvertivamo: eravamo noi i protagonisti di questa storia, noi genitori, con gli altri due figli, le nostre famiglie e i nostri amici… Insieme avremmo aiutato Alessia a crescere sotto tutti i punti di vista. Oggi possiamo dire senza esitazione che Alessia è un dono per noi e per chi ci sta accanto. È una portatrice di gioia, di serenità. Ha fatto crescere l'amore tra noi due prima di tutto, e poi con i bambini si è instaurato un rapporto più maturo, un amore più grande. Loro stessi fanno la gara per riabbracciarla quando tornano da scuola e ci dicono che siamo stati fortunati ad avere una bambina speciale come Alessia!

Aurelia e Giorgio

giovedì 3 aprile 2014

Giovanni 13,34




"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).


LE PAROLE “AMORE” E “MISERICORDIA” SONO USATE DALLA CULTURA DELLA VITA E ANCHE DALLA CULTURA DELLA MORTE. “Satana si maschera da angelo di luce” (2Cor 11,14). Noi come cattolici siamo fortunati di avere la guida dell’Una, Vera Chiesa che Gesù Cristo ha fondato, la Chiesa Cattolica, con gli “elementi di santificazione” nei Sacramenti e la pienezza della Verità della Rivelazione Divina attraverso la guida del Magistero della Chiesa (Concilio Vat II: LG 8) con i quali i fedeli possano essere configurati a Cristo.

SAN TOMMASO D’AQUINO CI DICE: “AFFERMARE RARAMENTE, NEGARE DI RADO, DISTINGUERE SEMPRE.” Pochissimi cattolici oggi distinguono fra cambiare la disciplina ecclesiale e cambiare le dottrine della Chiesa che vengono da Dio Che è immutabile e la Verità assoluta, e perciò non può essere cambiata mai. E ancora, un gran numero di così detto cattolici oggi non distinguano fra approfondire e esprimere meglio nel linguaggio umano la Verità Assoluta che non può cambiare, con cambiare la Verità Assoluta (Modernismo, ecc.)! La Chiesa è come il cameriere ma Dio è il Cuoco; il cameriere non deve cambiare il pasto preparato dal Cuoco divino ma deve portare la Verità, come Dio l’ha rivelata, ai clienti, ai fedeli.

STIAMO VIVENDO NEI TEMPI PIÙ PIENO DI CONFUSIONE NELLA STORIA DEL MONDO E DELLA CHIESA; questa confusione è stata ben orchestrata dalle marionette del “padre della menzogna” (Gv 8,44) soprattutto nei ultimi tempi, a causa della grande mancanza di preghiera e quasi una indifferenza totale del peccato. Ma nonostante questo pericolo grave, pochissimi cattolici hanno una copia del Catechismo della Chiesa Cattolica nelle loro case; e ancora peggio è il fatto che un gran numero dei catechisti nelle parrocchie non hanno una copia di questo tesoro prezioso del catechismo pubblicato nel 1992. Crediamo che Dio ci ha dato i 10 Comandamenti e tutta la Rivelazione Divina soltanto per torturarci o per il nostro vero bene? Ci fidiamo a noi stessi o ci fidiamo al nostro Creatore Che ama ognuno di noi immensamente?!?

ALCUNI DELLE QUESTIONI CALDE DISCUSSE OGGI sono della santità della vita e anche la cura pastorale per gli omosessuali e per i divorziati e risposati. Contrastate le citazione seguenti dai documenti della Chiesa con la confusione che si dissemina fuori e dentro la Chiesa Cattolica oggi (leggete questi documenti interi!):

Si delinea e consolida una nuova situazione culturale, che dà ai delitti contro la vita un aspetto inedito e — se possibile — ancora più iniquo suscitando ulteriori gravi preoccupazioni” (No. 4). “C'è un aspetto ancora più profondo da sottolineare: la libertà rinnega sé stessa, si autodistrugge e si dispone all'eliminazione dell'altro quando non riconosce e non rispetta più IL SUO COSTITUTIVO LEGAME CON LA VERITÀ. Ogni volta che la libertà, volendo emanciparsi da qualsiasi tradizione e autorità, si chiude persino alle evidenze primarie di una verità oggettiva e comune, fondamento della vita personale e sociale, la persona finisce con l'assumere come unico e indiscutibile riferimento per le proprie scelte non più la verità sul bene e sul male, ma solo la sua soggettiva e mutevole opinione o, addirittura, il suo egoistico interesse e il suo capriccio.” (No. 19; Lettera Enciclica; EVANGELIUM VITAE; del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II; ai Vescovi, ai Presbiteri E Ai Diaconi, ai Religiosi e alle Religiose, ai Fedeli Laici E A Tutte Le Persone di Buona Volontà sul Valore e L'inviolabilità della Vita Umana; http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae_it.html).

PAPA GIOVANNI PAOLO II (FRA ALTRE OCCASIONI) HA PARLATO CON FERMEZZA AI VESCOVI NEGLI STATI UNITI (LA, California, 16-09-1987) CONTRO UN TIPO DI CATTOLICESIMO COME UN BUFFET CON AMPIA VARIETA’ DI SCELTE: “Talvolta è stato detto che un gran numero di cattolici, oggi, non aderisce agli insegnamenti della Chiesa su un gran numero di questioni, soprattutto riguardanti la morale sessuale e coniugale, il divorzio e le nuove nozze. Di alcuni è stato detto che non accettano la chiara posizione della Chiesa riguardo all’aborto. Si è notato inoltre che vi è una tendenza, da parte di alcuni cattolici, ad essere selettivi nella loro adesione agli insegnamenti morali della Chiesa. Alcuni sostengono che il dissenso dal magistero è del tutto compatibile con l’essere “buoni cattolici” e non costituisce un ostacolo alla ricezione dei sacramenti. QUESTO È UN GRAVE ERRORE che rappresenta una sfida all’ufficio magisteriale dei vescovi degli Stati Uniti, e dei vescovi di altri Paesi. Desidero incoraggiarvi nell’amore di Cristo ad affrontare coraggiosamente nel vostro ministero pastorale questa situazione, affidandovi alla forza della verità divina per guadagnare il consenso, e alla grazia dello Spirito Santo che è donata sia a coloro che proclamano il messaggio sia a coloro ai quali esso è indirizzato.”

L'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarità dei sessi ripropone una verità evidenziata dalla retta ragione e riconosciuta come tale da tutte le grandi culture del mondo. Il matrimonio non è una qualsiasi unione tra persone umane. Esso è stato fondato dal Creatore, con una sua natura, proprietà essenziali e finalità. Nessuna ideologia può cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite.” (No. 2; Congregazione per la Dottrina della Fede; Considerazioni Circa i Progetti di Riconoscimento Legale delle UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI; 3 giugno 2003; http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.html).

Castità e Omosessualità; CCC 2357-2359.

Vanno incoraggiati quei programmi in cui questi pericoli sono evitati. Ma occorre chiarire bene che OGNI ALLONTANAMENTO DALL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA, O IL SILENZIO SU DI ESSO, nella preoccupazione di offrire una cura pastorale, non è forma né di autentica attenzione né di valida pastorale. SOLO CIÒ CHE È VERO PUÒ ULTIMAMENTE ESSERE ANCHE PASTORALE. Quando non si tiene presente la posizione della Chiesa si impedisce che uomini e donne omosessuali ricevano quella cura, di cui hanno bisogno e diritto.” (No. 15; Congregazione Per La Dottrina Della Fede; Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica Sulla Cura Pastorale delle Persone Omosessuali; 1° ottobre 1986; Joseph Card. Ratzinger, Prefetto; http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html).

Dopo un vescovo tedesco ha messo in dubbio l’insegnamento della Chiesa sui DIVORZIATI RISPOSATI, nel 1998 il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, introdusse il volume intitolato Sulla pastorale dei divorziati risposati.
La Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha avuto una vivace eco in diverse parti della Chiesa. Accanto a molte reazioni positive si sono udite anche non poche voci critiche.
Per quanto riguarda la posizione del Magistero sul problema dei fedeli divorziati risposati, si deve inoltre sottolineare che i recenti documenti della Chiesa uniscono in modo molto equilibrato le esigenze della verità con quelle della carità. Se in passato nella presentazione della verità talvolta la carità forse non risplendeva abbastanza, oggi è invece grande il pericolo di tacere o di compromettere la verità in nome della carità. Certamente la parola della verità può far male ed essere scomoda. Ma è la via verso la guarigione, verso la pace, verso la libertà interiore. Una pastorale, che voglia veramente aiutare le persone, deve sempre fondarsi sulla verità. SOLO CIÒ CHE È VERO PUÒ IN DEFINITIVA ESSERE ANCHE PASTORALE. «Allora conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32).” (La pastorale del matrimonio deve fondarsi sulla verità; A proposito di alcune obiezioni contro la dottrina della Chiesa circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati; Da uno scritto poco conosciuto del cardinale Joseph Ratzinger pubblicato nel 1998; Osservatore Romano; 30 novembre 2011; http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-pastorale-del-matrimonio-deve-fondarsi-sulla-ve#.UzU6atfqUxA).

Comunione ai divorziati risposati. Caffarra avverte: "Fermatevi"
Netta risposta del cardinale all’apertura del porporato Kasper
Bologna, 16 marzo 2014 - «DA BOLOGNA con amore: fermatevi». Questo il titolo e il messaggio di un’intervista al cardinale Carlo Caffarra. Dalle pagine del Foglio il cardinale ammonisce: «Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L’ipocrisia non è misericordiosa». Una risposta chiara in merito alla proposta del cardinale Walter Kasper circa la possibilità di riammettere alla comunione, dopo un periodo di penitenza, le coppie di divorziarti risposati che lo chiedono.

La Madonna a Akita, Giappone (1973): L´opera del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa in tale modo che vedrete CARDINALI CONTRO CARDINALI e vescovi contro altri vescovi. I preti che mi venerano saranno disprezzati e saranno opposti dai loro confratelli. La Chiesa e gli altari saranno danneggiati. La Chiesa sarà pieno di quelli che accettano compromessi …” (http://blogcristianocattolico.blogspot.com/2008/01/la-madonna-di-akita-giappone.html).

Gesù ci ha detto: “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,6)! Queste parole di Gesù sono spiegate bene dagli insegnamenti della Chiesa (CCC 2331-2336).

Sempre più c’è una grande ribellione contro la Verità Assoluta Che è Gesù Cristo (Gv 14,6). La Verità (“V” maiuscolo) qui sulla terra, in questa “lotta tremenda” (CCC 409) è sempre accompagnata dalla croce di Cristo nel momento presente, ma porta alla vera gioia, pace e libertà. La verità (“v” minuscolo) del relativismo, rifiuta la sofferenza nel momento presente, ma porta al dolore, l’agitazione e la schiavitù. “Non abbiamo bisogno di una Chiesa che è mossa dal mondo, ma una Chiesa che muove il mondo” – G.K. Chesterton. Non credo che fosse per caso che quando Papa Giovanni Paolo II era chiesto verso la fine della sua vita di offrire un versetto da tutta la Bibbia per il popolo di Dio, ha risposto senza esitazione: “LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI” (Gv 8,32)!

Per arrivare a paradiso bisogna cercare la Verità fuori delle nostre teste e vivere la Verità con l’aiuto di Dio dalla preghiera ed i Sacramenti. La grande maggioranza delle persone oggi non fanno neanche il primo passo di cercare la Verità scomoda, con la perseveranza e la fatica: Come si può pretendere di passare l’eternità con la Verità, Che è Gesù Cristo (Gv 14,6)?!?

Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, i corpi morti galleggiano e vanno con la corrente giù con il fiume ma PER ARRIVARE AL PARADISO BISOGNA NUOTARE CONTRO UN CORRENTE MOLTO FORTE DI SECOLARISMO IN QUESTA “LOTTA TREMENDA” (CCC 409) della vita! Dobbiamo combattere a cercare, trovare e vivere la Verità, Che è Gesù Cristo, anche se dobbiamo soffrire e perfino morire come Gesù è morto per ognuno di noi. “LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI” (Gv 8,32; Ger 6,16)!

LA PROFEZIA DI DON BOSCO DELLE DUE COLONNE” ci fa capire la grande importanza di rimanere molto vicino a Gesù nell’Eucaristia (finché sia possibile) con il Rosario in mano.
(Visitate: “La Profezia di Don Bosco delle due Colonne" a http://www.mariadinazareth.it/don%20bosco%20sogno.htm).


- - -

Per continuare questo pensiero, andate alla prossima “Cibo Spirituale”:

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Intorno ai suoi 20 anni, Luca Del Vecchio ora ventisettenne, giovane assai brillante e comunicativo, nel suo piccolo era un ragazzo "di successo"; PR (Pubbliche Relazioni) in discoteca, bella presenza, molte ragazze intorno, una famiglia benestante che non gli aveva mai fatto mancare nulla.

Luca ha però raccontato come, proprio nel cuore dei suoi vent'anni, sia stato assalito da una profonda inquietudine interiore. "Una notte, tornato dall'ennesima festa in discoteca – racconta – mi trovai a letto in lacrime: mi ero accorto di sentirmi fondamentalmente solo e io avevo il terrore della solitudine".

Per Luca la prima via di fuga sono le droghe – ecstasy e cocaina in particolare – che "mi aiutavano a rinforzare la mia maschera, l'immagine di persona sempre allegra e di successo", quindi un palliativo alla costante minaccia della solitudine.

È proprio nel momento di massima contraddizione e disperazione che Luca inizia a cambiare attitudine e abbigliamento, assumendo un'immagine "dark".

Un giorno, una zia, intuito lo stato di prostrazione interiore di Luca, invita il nipote a una veglia di preghiera e poi a un pellegrinaggio a Medjugorje. "Come normalmente faccio, presi quella proposta come una sfida e andai, coinvolgendo un bel gruppo di amici", racconta il giovane.

Una volta a Medjugorje, Luca inizia un digiuno e chiede a Dio un segno della sua presenza che presto arriva: al termine di una lunga coda per la confessione, si imbatte in un giovane sacerdote. È don Davide Banzato che lo introduce a Nuovi Orizzonti, il movimento fondato da Chiara Amirante.

Inizia così, nell'estate del 2007, la seconda vita di Luca, oggi responsabile della Nuova Evangelizzazione per Nuovi Orizzonti nel Lazio.

(Da Zenit)

lunedì 3 marzo 2014

Giovanni 15,10

"Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore" (Gv 15,10).


Queste sono parole belle e consolanti che stimolano tante persone di sentirsi attirate a Gesù e di seguire Gesù. All’inizio della Sua vita pubblica, Gesù ha fatto anche tanti miracoli e tante guarigioni. Ma dopo Gesù ha cominciato, con il Suo esempio e poi con le Sue parole, di condurre liberamente le persone verso i doni molto più preziosi, verso la vera libertà dal nostro egoismo e dalla nostra pigrizia. Tutti vogliono i miracoli e le guarigioni, ma per ottenere la libertà più profonda e duratura, non c’è un’altra strada tranne verso Gerusalemme, verso Calvario con Gesù.

Quando Gesù ha cominciato a spiegare questa vera strada verso Calvario, perfino gli apostoli erano stupefatti (Mc 10,24) e sbigottiti (Mc 10,26). Tanti aspettavano una vita più facile con la venuta del Messia, ma invece Gesù ha detto: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire , ma per dare compimento…” (Mt 5,17). Non soltanto “non uccidere, ma no si adire con il proprio fratello.” Non soltanto “non commettere adulterio, ma chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Mt 5,17-37). All’inizio del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci e volevano fare Gesù re; ma alla fine dello stesso capitolo quando Gesù ha dichiarato la necessità di mangiare il Suo Carne e bere il Suo Sangue, molti dei discepoli di Gesù si tirarono indietro e non andavano più con Lui!

Gesù non ha mai accettato i compromessi come tante persone nella Chiesa vogliono fare oggi. Viviamo in un mondo che è più lontano da Dio e dai Suoi 10 Comandamenti che mai nella storia del mondo. Tanti responsabili religiosi offrono i compromessi o approvano le scuse di non seguire o di non vivere le parti difficile del Vangelo, invece di offrire un buon esempio santo, e poi di offrire le parole buone, con tanta preghiera e sacrificio di sé, attingendo l’aiuto forte dai sacramenti e dalla preghiera, soprattutto davanti al Dio infinito Che si nasconde nell’Eucaristia. “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina girata da asino al collo e venga gettato nel mare” (Mc 9,42). Non credo che era per caso che nel periodo quando tantissimi laici, sacerdoti e vescovi hanno ribellato contro la Lettera Enciclica, Humanae Vitae (1968), di Papa Paolo VI, che l’Arcangelo San Michele a Garabandal (Spagna, 1965) ha detto: “Cardinali, Vescovi e sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime”!

Gesù è molto esigente ma Gesù può offrire quello che gli altri fondatori degli altre religioni non potevano offrire: l’aiuto necessario per vivere la pienezza del Vangelo e anche il premio della vita eterna.

Tanti persone sono innamorate con le consolazioni di Dio ma non con il Dio delle consolazioni! Ma senza la croce accettata ed abbracciata, non ci sarà la corona di gloria. Non c’è la risurrezione senza la crocifissione; non c’è la Pasqua senza Venerdì Santo!

Gesù è morto nudo e umiliato sulla croce, come un fallito totale negli occhi del mondo! Quanti di noi siamo pronti non soltanto di soffrire con Gesù ma anche di perdere il nostro buon nome, il nostro prestigio, i nostri onori e privilegi nella Chiesa o nel mondo civile davanti alla gente come ha fatto Gesù per vivere e proclamare la Verità scomoda che ci fa liberi da vero (Gv 8,32)?

- - - - - - -

Un’Esperienza di Vita:

Ho vissuto trenta anni all'insegna della droga, sesso usa e getta e devianza. Sono nata senza essere desiderata vivendo in un ambiente segnato da vicende difficili che scatenavano liti e incomprensioni. Ciò che ha rotto definitivamente i miei delicati sogni di ragazza è stata una violenza subita a 12 anni. È iniziata così la mia inarrestabile discesa negli inferi cominciando a drogarmi per non sentire il dolore. Nessuno si era accorto di niente.

Apparentemente tutto andava bene, ma pian piano mi spegnevo perdendo la voglia di vivere. Ho costruito una fortezza inespugnabile intorno al mio cuore. Crescevano in me dolore e rabbia, tanto bisogno di amore trasformato in superbia e presunzione. La mia unica compagna era l'eroina. Poi la cocaina in un escalation di soldi e potere nel campo immobiliare. Ero pronta a tutto per i soldi e la considerazione. Ma a quale prezzo? Al prezzo di usare le persone per poi gettarle quando non mi servivano più. Non conoscevo limiti, ma il vuoto interiore mi stava corrodendo. Mi sentivo sempre più terribilmente sola. Per ben cinque volte tentai di farla finita, ma non ci riuscii. Perché? Mi chiedevo. Perché non avevo ancora scoperto che Qualcuno mi aveva pensato fin dall'eternità e mi aveva amato al punto di dare se stesso per me.

Conobbi una realtà impegnata nell'evangelizzazione di strada. Mi decisi di entrare in comunità dove ho trovato una vera famiglia che mi ha accompagnato passo dopo passo in un cammino riabilitativo basato sul Vangelo. Da quel momento la mia vita è cambiata: ho conosciuto l'infinito amore di Dio attraverso i fratelli che hanno accolto con me il mio grido di dolore e solitudine.

Pian piano tutto sui è trasformato in Resurrezione, in esperienza di gioia e perdono, in capacità di ridonare gratuitamente la mia esistenza a chi è ancora imprigionato nella morte dell'anima testimoniando che l'Amore può fare miracoli perché Dio è Amore! Gesù si è inabissato nei miei inferi e li ha trasfigurati con il Suo immenso Amore. Voglio spendere ogni attimo della mia vita per essere strumento della gioia della Resurrezione!

Angela Croce, Comunità Nuovi Orizzonti
Testimonianza - Pentecoste 2013, Piazza San Pietro


- - - - - - -

Don Jo (Joseph) Dwight